Casapratica.it · guide e consigli pratici
Piante e Fiori · Piante in Giardino

Come coltivare le rose rampicanti

Aggiornato il 14 novembre 20144 capitoli5 domande frequenti
Rose rampicanti

La cura delle rose

La Rosa è una pianta che comprende numerosissime varietà, con tantissimi ibridi e cultivar, originaria dell'Europa e dell'Asia. Le rose comprendono specie molto diverse: le cespugliose, le sarmentose, le rampicanti, le striscianti, gli arbusti oppure gli alberelli. Le rose si riescono ad adattare a qualsiasi tipologia di terreno purché esso sia stato lavorato in profondità e con una buona concimazione con dello stallatico maturo. Le piante dovrebbero essere messe a dimora in autunno oppure verso la fine dell'inverno nelle zone in cui siano presenti gelate. Ad ogni inizio della ripresa vegetativa si dovrebbe provvedere ad una nuova concimazione del terreno. La potatura è molto importante per riuscire a garantire una buona fioritura e dovrebbe essere effettuata a fine inverno o ad inizio primavera.

Le rose rampicanti

Esistono due tipologie differenti di rose rampicanti, quelle rampicanti e quelle sarmentose.Le rose rampicanti sono delle rose rifiorenti che sono state adeguatamente create per ibridazione e che presentando la caratteristica di avere tralci molto più lunghi di quelle a cespuglio, possono essere utilizzate come pianta rampicante, se adeguatamente sostenute. Le rose sarmentose sono spesso di origine naturale e hanno la caratteristica di mostrare un'unica fioritura annuale più o meno prolungata. A differenza delle specie di rampicanti ibride riescono a raggiungere altezze maggiori, arrivando anche a 10 metri, presentando una ramificazione non troppo evidente con fiori piccoli e riuniti in mazzetti. Questa tipologia di rosa è adatta per farla ricadere dagli alberi o risalendo sulle pareti di vecchi casolari.

Come piantare le rose rampicanti

Per coltivare adeguatamente le rose rampicanti si deve considerare se esse siano ibride o sarmentose, questo perché le prime non si possono auto-sostenere e devono, quindi, necessariamente utilizzare degli adeguati supporti. Il terreno nel quale vengono piantate le rose non deve averle contenute in precedenza, perché risulterebbe esausto. Il terreno non dovrebbe essere troppo argilloso, quindi andrebbe arricchito con un po' di terriccio. La pianta deve necessariamente essere interrata verticalmente, in questo modo il punto di partenza dei rami si potrà trovare ad un massimo di 3 cm al si sopra del livello del terreno. Prima di riempire completamente la buca si dovrebbe innaffiare per fare aderire bene le radici al terreno. Il periodo migliore per la messa a dimora va da metà ottobre a metà aprile.

Come coltivare le rose rampicanti

L'annaffiatura delle rose rampicanti dovrebbe avvenire una o due volte alla settimana, ricordandosi di fare attenzione a non bagnare le foglie per evitare l'insorgenza di funghi e di muffe. Il terreno dovrebbe quindi essere sempre mantenuto fresco, ma non troppo molle, per sostenere adeguatamente la pianta. La potatura dovrebbe avvenire fra gennaio e febbraio in modo da riuscire a stimolare le nuove crescite, eliminare i rami secchi e modificare la dimensioni della pianta. La pacciamatura andrebbe effettuata ad aprile spargendo uno spessore di circa 7 cm di stallatico decomposto oppure di terriccio organico. La concimazione non andrebbe effettuata nel primo anno dopo la piantagione, ma dal secondo anno si dovrebbe procedere con una concimatura in maggio e in luglio con un concime complesso.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra rose rampicanti ibride e sarmentose?
    Le rose rampicanti ibride sono varietà selezionate artificialmente, caratterizzate dalla capacità di rifiorire più volte durante la stagione (rifiorenti). Hanno tralci lunghi ma richiedono obbligatoriamente supporti strutturali poiché non si aggrappano autonomamente. Al contrario, le rose sarmentose sono spesso di origine naturale, mostrano generalmente una singola fioritura annuale prolungata e possono raggiungere altezze notevoli, fino a 10 metri. Presentano una ramificazione meno evidente e fiori piccoli riuniti in grappoli, ideali per coprire alberi o muri antichi senza necessitare di legature complesse quanto le ibride.
  • Quando è il momento giusto per piantare le rose rampicanti?
    Il periodo ideale per la messa a dimora delle rose rampicanti va da metà ottobre a metà aprile. Nelle zone soggette a gelate intense, è preferibile intervenire verso la fine dell'inverno, mentre in climi miti l'autunno offre tempi ottimali per l'attecchimento prima della ripresa primaverile. È fondamentale verificare che il terreno non abbia già ospitato rose precedentemente, per evitare esaurimento nutrizionale, e assicurarsi che sia ben lavorato in profondità e arricchito con stallatico maturo per garantire un buon sviluppo radicale.
  • Come si effettua correttamente la potatura delle rose rampicanti?
    La potatura va eseguita tra gennaio e febbraio, prima della ripresa vegetativa, per stimolare la produzione di nuovi rami fioriferi. L'intervento serve principalmente a eliminare i rami secchi, malati o danneggiati e a dare forma alla pianta. Per le rose rampicanti ibride, la potatura influenza anche la dimensione complessiva e favorisce la rifioritura. È importante usare cesoie pulite e affilate per fare tagli netti appena sopra le gemme, evitando di ferire eccessivamente il legno vivo e prevenendo così infezioni fungine durante il periodo umido.
  • Quanto e come bisogna annaffiare le rose rampicanti?
    Le rose rampicanti richiedono irrigazioni regolari, generalmente una o due volte a settimana, mantenendo il terreno fresco ma mai fradicio o ristagnante. È cruciale bagnare esclusivamente il terreno alla base della pianta, evitando assolutamente di bagnare le foglie: l'umidità sulla chioma favorisce infatti la comparsa di malattie crittogamiche come oidio, macchie nere e muffe. Durante i periodi di siccità estiva o caldo intenso, potrebbe essere necessario aumentare la frequenza delle annaffiature, monitorando sempre l'umidità del suolo per prevenire stress idrico o marciumi radicali.
  • Come si prepara il terreno e quando si concima?
    Prima della piantagione, il terreno deve essere lavorato in profondità e arricchito con stallatico maturo; se troppo argilloso, va migliorato aggiungendo terriccio specifico. Non concimare nel primo anno dopo la messa a dimora, poiché le radici giovani potrebbero subire scottature chimiche. Dal secondo anno in poi, procedi con una concimazione complessa a rilascio graduale a maggio e nuovamente a luglio, durante la fase attiva di crescita e fioritura. Inoltre, ad aprile, applica una pacciamatura di 7 cm con stallatico decomposto o terriccio organico per mantenere l'umidità e nutrire gradualmente il suolo.

Hai altre domande?

Potrebbe interessarti anche