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Come coltivare il ciclamino

Aggiornato il 28 agosto 20144 capitoli5 domande frequenti
Ciclamini

Il ciclamino

Il ciclamino appartiene al genere Cyclamen, alla famiglia delle Myrsinaceae, è una pianta fiorita perenne di vari colori, con sfumature che sono in contrasto con le sue foglie. Proviene dal Mediterraneo, dall'Asia Minore e dal Nord Africa, con varie specie di piccole o grandi dimensioni provenienti anche dall'Europa. Dal suo tubero escono le radici che si sviluppano in varie direzioni, le sue foglie ed i fiori si dispongono in piccole infiorescenze a forma di roselline che spesso sono profumatissime, anche le foglie hanno varie dimesioni e forme. Generalmente sono piante spontanee, che possiamo trovare in montagna e che si riproducono senza l'intervendo dell'uomo. Altre sono ibridi che si creano in serra, per resistere a bassissime temperature o per ottenere forme dei petali intagliati, fiori di diversi colori, dimensione e profumo.

I fiori del ciclamino

I ciclamini fioriscono in vari periodi dell'anno e questo a seconda della specie a cui appartengono. Dal tubero esce uno stelo che li sostiene ed è inclinato nella sua parte apicale di circa 160°/180°, questa caratteristica accomuna tutte le varie specie. Il fiore che è piegato verso il basso è formato da cinque petali, di forma rotondeggiante e tozza, frastagliata, lunga, affusolata a seconda del tipo di pianta. Esiste una miriade di colori per questo fiore profumatissimo in certe varietà. Dal colore unico si passa al multicolore, dal bianco, al rosa, al fucsia, violetto, rosso e molti altri. All'interno del fiore si forma un frutto tondeggiante, chiuso a guscio, con piccoli semini marroni, della cui copertura le formiche sono ghiotte, contribuendo alla diffusione della pianta.

Come coltivare il ciclamino

Il ciclamino può essere coltivato sia in vaso che in piena terra, si moltiplica per divisione, da un bulbo di grosse dimenzioni, ne possiamo ricavare di piccoli, purchè provvisti di radici, tagliandolo con un coltello molto affilato e sterilizzato. Lasciamo cicatrizzare per qualche giorno e colllochiamo i nuovi bulbi in vaso o in terra ad una profondità di un paio di centimetri e cominciamo l'innafiatura non prima di due settimane, per evitere la formazione di muffe e di marciume. I ciclamini non amano la luce del sole e vanno collocati in mezz'ombra, con una buona ventilazione che permetta di non avere acqua stagnante. La temperatura non deve essere troppo elevata, la massima non deve superare i 30° C. In base alle condizioni ambientali si deve dosare l'innaffiatura, la concimazione e l'esposizione.

Concimazione e malattie del ciclamino

I ciclamini devono essere innaffiati senza lasciare ristagni idrici che sono dannosi per la pianta. Non si devono bagnare le foglie, i fusti ed i fiori, ma solo il terreno. Si dovrebbe riempire un sottovaso, lasciare che la pianta prenda l'acqua necessaria e gettare quindi quella che rimane. I ciclamini in appartamento nel periodo invernale è bene nebulizzarli ed il terreno deve essere organico e drenato, i bulbi vanno posti in vasi grandi, con concimazioni periodiche. Importante rimuovere le foglie ed i fiori secchi la pianta ne produrrà di nuovi. Le malattie del ciclamino sono prevalentemente di origine fungina, si possono prevenire stando attenti alle innaffiature, gli acari, le cocciniglie e gli afidi ed insetti tisanotteri vanno contrastati con gli opportuni insetticidi.

Domande frequenti

  • Come devo annaffiare il ciclamino per evitare marciumi?
    L'errore più comune è bagnare direttamente foglie, fusti e fiori. Per irrigare correttamente il ciclamino, versa l'acqua esclusivamente sul terreno. Un metodo sicuro è riempire il sottovaso e lasciare che la pianta assorba l'acqua necessaria per un breve periodo, per poi svuotare immediatamente qualsiasi residuo rimasto. Questo previene i ristagni idrici, causa principale di marciume radicale. In inverno, specialmente se coltivato in appartamento, è utile nebulizzare leggermente le foglie per aumentare l'umidità ambientale, mantenendo però il substrato ben drenato e mai zuppo.
  • A quale temperatura va tenuto il ciclamino?
    Il ciclamino teme il calore eccessivo. La temperatura ideale non deve superare i 30°C; oltre questa soglia, la pianta rischia di andare in dormienza precoce o di soffrire. Predilige ambienti freschi e ben ventilati, tipici della stagione autunnale-invernale. Se coltivato in casa, posizionalo lontano da fonti di calore diretto come termosifoni o camini. Una buona circolazione d'aria aiuta a prevenire malattie fungine, ma evita correnti d'aria fredde dirette sui fiori durante i mesi freddi estremi.
  • Dove posizionare il ciclamino: al sole o all'ombra?
    Il ciclamino non ama la luce diretta del sole, che può bruciare le foglie e accelerare l'appassimento dei fiori. La posizione ideale è in mezz'ombra, ovvero un luogo luminoso ma protetto dai raggi solari diretti, specialmente nelle ore centrali della giornata. Questa esposizione garantisce la giusta intensità luminosa per la fotosintesi senza stress termici. Se coltivato in esterno, scegli un angolo riparato sotto alberi decidui o accanto a muri che offrono ombra parziale. In interno, una finestra esposta a nord o est è spesso la soluzione migliore.
  • Come posso moltiplicare il ciclamino dividendo il tubero?
    La moltiplicazione avviene per divisione del tubero (spesso chiamato erroneamente bulbo). Utilizza un coltello molto affilato e sterilizzato per tagliare porzioni del tubero, assicurandoti che ogni frammento abbia almeno una radice vitale. Dopo il taglio, lascia cicatrizzare i pezzi all'aria per alcuni giorni per evitare infezioni. Successivamente, interra i nuovi segmenti a una profondità di circa due centimetri in vaso o in piena terra. Inizia le annaffiature solo dopo due settimane dalla messa a dimora per favorire l'attecchimento e prevenire muffe.
  • Quali parassiti attaccano il ciclamino e come si curano?
    Le principali minacce sono di natura fungina (causate da troppa umidità) e insetti come afidi, cocciniglie, acari e tisanotteri. Per prevenirli, evita i ristagni d'acqua e rimuovi tempestivamente fiori e foglie secche. In caso di attacco infestante, intervieni con specifici insetticidi sistemici o di contatto a seconda del parassita identificato. Per le patologie fungine, migliora il drenaggio del terreno e riduci le irrigazioni. La prevenzione attraverso una corretta gestione idrica e areazione è fondamentale, poiché le cure farmacologiche sono efficaci solo se applicate precocemente.

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