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come coltivare la mimosa

Aggiornato il 26 settembre 20265 domande frequenti
mimosa

Come coltivare la mimosa

La parola mimosa fa riferimento a una categoria di piante arbustive, appartenenti alla famiglia delle Fabacee. Suddetta pianta è originaria della lontana Australia, terra da cui è stata esportata per essere poi diffusa in tutto il Mediterraneo. La mimosa ha una simbologia che la lega alla femminilità e alla bellezza: i suoi fiori di colore giallo, morbidi e profumati, si legano alla figura della donna: la mimosa è il simbolo della femminilità ed il regalo più ambito per la festa dell'otto marzo. La mimosa presenta caratteristiche singolari: dal suo fusto, lungo di carattere arbustivo, poco nodoso e di colore chiaro, partono diversi rami, sui quali sbocciano tantissime inflorescenze, di forma sferica, morbide al tatto, di un giallo intenso. Queste piccolissime sfere di fiore formano il ramo sul quale si sviluppano tantissimi piccoli fiorellini profumati. La mimosa viene solitamente piantata in autunno, per iniziare la sua fioritura nel mese di gennaio - nelle zone dove il clima è meno rigido - per terminare a marzo; è una fioritura lunga, che può durare anche alcuni mesi, e che culmina con l'arrivo della primavera. Questa pianta necessita di una temperatura dolce e mite: le mimose temono le gelate e le piogge intense, per cui nelle zone dove il clima si presenta particolarmente rigido, è preferibile che vengano coltivate in serra, dove è possibile creare un microclima che favorisca la crescita vegetativa. Il terreno ideale per questo tipo di piante è un terreno poco compatto, quindi privo di sabbia e ghiaia, che sia morbido e ricoperto da un manto erboso. La mimosa è una vera e propria pianta, che nel suo sviluppo aggiunge in altezza anche i cinque metri: essendo molto alta, la pianta va preferibilmente coltivata all'aperto, ma se si sceglie di coltivarla in vaso, bisognerà necessariamente utilizzare un vaso dalle dimensioni notevoli, che permetta lo sviluppo delle radici e dei rami poi in altezza. La mimosa è una pianta che ha bisogno di sole e di acqua: le innaffiature vanno intensificate durante il periodo di riposo vegetativo, ovvero da marzo a dicembre circa. Nel periodo autunnale, le innaffiature potranno essere diminuite, anche se il terreno della mimosa andrà costantemente controllato; sopratutto quello in vaso tende ad asciugarsi velocemente e poiché, a differenza di moltissime altre piante, le mimose temono la siccità, è necessario effettuare regolari controlli, sopratutto al terreno per evitare che la pianta si secchi. Oltre alle innaffiature, le mimose necessitano di numerose attenzioni: la potatura va eseguita quando la pianta è nel periodo del riposo vegetativo; questa operazione è indispensabile, poiché le mimose sviluppano moltissimi rami, che potrebbero creare peso al fusto stesso. Se la pianta è coltivata in vaso poi, l'operazione della potatura va effettuata con una frequenza maggiore, ovvero annualmente. Le mimose, a differenza delle altre piante, difficilmente vengono attaccate da patologie fungine e difficilmente si ammalano: sono gli insetti come gli afidi a creare problemi a questa pianta, bloccando la fioritura o portando la pianta a seccare con il passare del tempo. Per combattere l'attacco degli afidi è sufficiente bagnare la parte aerea con del sapone disciolto in acqua. Questa pulizia può essere effettuata anche in via preventiva oltre che curativa. Il terreno delle mimose andrà concimato abbondantemente con del letame maturo, ed inoltre andrà vangato per far sì che si ossigeni ampiamente. Le mimose appartengono al genere delle acacie, sono cioè una specie appartenente a questa più ampia categoria: sono piante meravigliose, ed anche molto resistenti, che possono essere coltivate anche in giardino: se coltivata in vaso, il terreno della mimosa dovrà essere miscelato a torba morbida e drenante e la potatura andrà eseguita per metà del ramo o per un terzo di esso, per evitare che la pianta si appesantisca nel suo complesso e per stimolare le future fioriture. La mimosa è dunque una pianta diffusa sia per la facilità della sua coltivazione, sia per la simbologia che le è stata assegnata che la rende il fiore preferito dalle donne per eccellenza.

Domande frequenti

  • Quando è il momento migliore per piantare la mimosa?
    Il periodo ideale per la messa a dimora della mimosa è l'autunno. Questo permette alla pianta di stabilire bene l'apparato radicale prima dell'inverno e di prepararsi per la fioritura primaverile, che nelle zone a clima mite inizia già a gennaio e si protrae fino a marzo. Piantandola in autunno, la mimosa avrà modo di adattarsi al nuovo ambiente sfruttando le piogge stagionali, riducendo lo stress idrico nei mesi successivi. È fondamentale scegliere una posizione riparata dai venti freddi, dato che la pianta teme fortemente le gelate intense.
  • Come devo annaffiare la mimosa per evitare che si secchi?
    La mimosa teme la siccità e richiede irrigazioni regolari, soprattutto durante il periodo di riposo vegetativo che va indicativamente da marzo a dicembre. In particolare, se coltivata in vaso, il substrato tende ad asciugarsi rapidamente e deve essere mantenuto costantemente umido senza però creare ristagni d'acqua. Durante l'autunno le annaffiature possono essere leggermente ridotte, ma è essenziale controllare spesso l'umidità del terreno. Una pianta disidratata rischia di perdere foglie e boccioli fiorali, compromettendo la bellezza della fioritura.
  • Qual è il terreno adatto per la mimosa e come concimarla?
    La mimosa predilige un terreno morbido, poco compatto e ben drenato, privo di eccessivi accumuli di sabbia grossolana o ghiaia. Se coltivata in vaso, è consigliabile miscelare il terriccio con torba bionda per garantire morbidezza e buona ritenzione idrica. Per quanto riguarda la nutrizione, la pianta beneficia di una concimazione abbondante con letame maturo, distribuito superficialmente. Prima di concimare, è utile vangare leggermente il terreno per ossigenarlo, favorendo così l'assorbimento dei nutrienti e la salute generale delle radici.
  • Come e quando bisogna potare la mimosa?
    La potatura della mimosa va eseguita durante il periodo di riposo vegetativo, generalmente dopo la fioritura o in tarda estate/autunno, per non asportare i boccioli dell'anno successivo. Poiché la pianta produce molti rami che possono appesantire il fusto principale, è importante eliminare quelli secchi, malati o eccessivamente lunghi. Se la mimosa è coltivata in vaso, la potatura deve essere più frequente e drastica, rimuovendo fino a un terzo o metà dei rami per contenere l'ingombro e stimolare la produzione di nuovi getti fioriferi l'anno seguente.
  • Come difendere la mimosa dagli afidi?
    Le mimose sono generalmente resistenti alle malattie fungine, ma sono vulnerabili agli attacchi di afidi, insetti che succhiano la linfa causando ingiallimento fogliare, arresto della crescita e caduta dei fiori. Per combatterli efficacemente e in modo ecologico, si consiglia di irrorare la chioma con una soluzione di acqua e sapone di Marsiglia liquido. Questo trattamento può essere usato sia come cura immediata all'avvistamento dei parassiti, sia come misura preventiva regolare, specialmente nella bella stagione, per tenere sotto controllo la popolazione di insetti nocivi.

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