La coltivazione dei carciofi

La coltivazione dei carciofi

I carciofi sono piante ben note negli orti di tutta Italia: queste piante hanno origini mediterranee, e la loro coltivazione è storicamente attestata nella nostra penisola da secoli. Si tratta di piante perenni, che vegetano solo quando il clima lo permette loro, con un periodo di dormienza che coincide con l'estate: quando il clima è eccessivamente caldo e siccitoso. Ogni singola pianta di carciofo produce un ampio arbusto a cono, che può raggiungere i 150-200 cm di altezza e di larghezza alla base. Trattandosi di piante perenni, è necessario che nell'orto venga loro dedicato un appezzamento, chiamato carciofaia, che produrrà infiorescenze per molti anni. Tipicamente si coltivano nelle zone con inverni esenti da gelo intenso, perché le piante possono venire danneggiate in modo irreparabile dal freddo invernale.
Campo di carciofi in piena vegetazione

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Come porre a dimora i carciofi

Carciofi Queste piante necessitano di un appezzamento ampio, posizionato in luogo ben soleggiato, e con un terreno ricco e soffice. Prima di porre a dimora le piccole piante è necessario lavorare a fondo il terreno, arricchendolo con un ammendante a base di torba e stallatico maturo, e rompendo con cura le zolle. Dovendo mantenere la carciofaia per un lungo periodo di tempo, anche oltre i cinque anni, è importante porre a dimora i primi carciofi in una zona dell'orto defilata, dove potranno vegetare indisturbati. Se nella zona in cui vivete il clima invernale risulta molto freddo, con gelate frequenti ed intense, evitate di coltivare i carciofi, perché il freddo danneggerebbe eccessivamente le piante. In autunno e in primavera si pongono a dimora i carducci, ovvero dei germogli basali dei fusti di almeno un anno; in 0primavera inoltrata invece si pongono a dimora piccole piante in vaso, reperibili nei vivai specializzati in piantine da orto.

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    La coltivazione

    Carciofi in pieno campo Una volta posti a dimora i carducci o le giovani piante è necessario che producano un buon apparato radicale, robusto e profondo; a tal scopo è importante che nelle settimane successive le giovani piante non subiscano periodi prolungati di siccità. Visto che l'operazione di messa a dimora avviene in periodi freschi e umidi dell'anno, le annaffiature andranno effettuate nel momento in cui si prepara la carciofaia, e in seguito solo i caso di totale assenza di precipitazioni. Durante i mesi invernali, le piante tendono ad accontentarsi delle piogge, e non necessitano di ulteriori cure. Importante risulta sarchiare periodicamente il terreno della carciofaia, per mantenerlo completamente pulito da piante infestanti. Lo sviluppo dei capolini avviene nei mesi successivi; per una carciofaia già a dimora le infiorescenze si sviluppano dall'autunno fino all'inizio della primavera, con pausa vegetativa solo nel periodo estivo, quando il clima risulta eccessivamente caldo ed asciutto.


    Cure particolari

    Carciofi violetti La carciofaia va periodicamente curata, per ottenere ogni anno un buon raccolto di carciofi di dimensioni interessanti. Dopo il primo anno dall'impianto, tra la fine della primavera e l'inizio dell'estate, quando le piante cominciano il riposo vegetativo, si esegue la dicioccatura, che consiste nella rimozione a circa 4-5 cm dal terreno degli steli che hanno prodotto i carciofi. Alla ripresa dello sviluppo vegetativo che si ha in febbraio-marzo e in autunno si pratica anche la scarducciatura: ad ogni pianta vengono lasciati solo 3-4 germogli, e si levano i restanti, per evitare che produca una eccessiva quantità di vegetazione e pochi fiori, o capolini eccessivamente piccoli. i carducci così ottenuti possono venire utilizzati per porre in atto una nuova carciofaia. In alcune zone d'Italia, quando il clima diviene particolarmente caldo si tende ad annaffiare le carciofaie abbondantemente, per evitare il riposo vegetativo delle piante e continuare la produzione e raccolta delle infiorescenze.



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