zafferano

Coltivare Orto

La coltivazione dello zafferano

La coltivazione dello zafferano è una delle attività più remunerative e interessanti per chi ha il pollice verde e ama coltivare il proprio orto. Ecco una rapida guida con pochi ma utili consigli per creare da soli una coltivazione di zafferano produttiva e rigogliosa di cui andare fieri.

di Redazione

18 luglio 2014

Storia della coltivazione dello zafferano

Lo zafferano è una delle piante più impiegate ed apprezzate nella cucina mediterranea. Dall'aroma e dal colore intenso, sono molte le ricette che prevedono questa spezia come ingrediente principale, primo fra tutti il classico risotto alla milanese, riconoscibile dalla tradizionale colorazione gialla. Lo zafferano, il cui nome proviene dall'arabo (zaʻfarān, cioè 'giallo'), appartiene alla famiglia delle iridacee ed è una pianta che viene coltivata soprattutto in Asia ma anche in diversi paesi del Mediterraneo, tra cui appunto l'Italia. Nel nostro paese le coltivazioni più importanti di zafferano si trovano in Abruzzo, Toscana, Umbria e Sardegna. Lo zafferano però non è rinomato solo per il suo uso in ambito culinario, ma è anche una spezia ricca di vitamine e antiossidanti che ne fanno anche un buon digestivo. La pianta è costituita da un bulbo dalle cui gemme si originano i principali organi della pianta. Le foglie risultano strette e lunghe e sono presenti bei fiori viola. Normalmente la pianta dello zafferano cresce tra giugno ed ottobre e la parte che a noi interessa della pianta sono gli stimmi, protuberanze rosse contenute nei fiori.

Metodi di coltivazione dello zafferano

I coltivatori di zafferano tendono ad evitare il ristagno dell'acqua e per questo solitamente si scelgono terreni lievemente scoscesi, piuttosto che pianeggianti. Si preferiscono per lo più terreni argillosi e dotati di buona capacità di drenaggio. Oggi esistono due tipi di tecniche per coltivare lo zafferano. La prima è la cosiddetta coltura annuale, pratica utilizzata soprattutto in Italia che si basa sullo spostamento dei bulbi della pianta durante l'estate per metterli in un'altra estensione di terreno. Si tratta di una tecnica più complessa ed elaborata che permette di avere una qualità migliore. I vantaggi principali sono certamente la possibilità di controllare lo stato dei bulbi, di distribuirli meglio e di effettuare una rotazione efficace del terreno. L'altra tecnica di coltivazione dello zafferano è definita poliennale ed è la metodologia maggiormente impiegata all'estero. Questa prevede il trasferimento dei bulbi in altro terreno con un intervallo di un certo numero di anni, di solito dai 4 ai 7 anni. La tecnica poliennale è quindi sostanzialmente uguale all'altra ma a variare è soprattutto il modo di disporre i bulbi nel terreno.

Come coltivare lo zafferano: istruzioni per l'uso

È evidente come la coltivazione dello zafferano sia una delle più difficili e impegnative per i produttori di tutto il mondo. Anche per questo è giustificato il costo relativamente alto della spezia dorata. Per coltivare lo zafferano è necessario acquistare i bulbi della pianta e disporre di un appezzamento di terra di modeste dimensioni. Il terreno poi può essere concimato con letame e arricchito con magnesio e potassio. I bulbi vanno poi piantati ad una distanza di circa 5 cm l'uno dall'altro e a 10 cm di profondità. Per facilitare la raccolta è meglio distribuire i bulbi in gruppi di tre file, separati da un solco più profondo che consentirà il deflusso dell'acqua piovana. Infatti la coltivazione non va innaffiata con troppa acqua ma basterà la semplice pioggia. Una volta giunti al mese di ottobre dovremo raccogliere gli stimmi dai fiori la mattina presto e nella stessa giornata vanno messi su un telaio per l'essicazione al sole. Una volta essiccati devono essere macinati per ottenere la classica polvere gialla dello zafferano. Con 300 bulbi si possono quindi avere circa 10 grammi di prodotto.

Domande frequenti

  • Qual è il periodo ideale per piantare i bulbi di zafferano?
    La semina dei bulbi di zafferano avviene generalmente in estate, tra giugno e luglio, quando la pianta entra in fase di dormienza vegetativa. Questo periodo permette ai bulbi di stabilizzarsi nel nuovo terreno prima dell'inizio della stagione di crescita autunnale. È fondamentale scegliere un momento in cui i bulbi sono asciutti e sani, evitando di piantarli se presentano segni di marciume o danni fisici. Piantandoli in estate, si garantisce che le radici possano svilupparsi adeguatamente prima che compaiano le prime foglie e i fiori in autunno.
  • Quanta acqua richiede la pianta di zafferano e come gestire l'irrigazione?
    Lo zafferano teme fortemente il ristagno idrico, che può causare la decomposizione dei bulbi. Pertanto, l'irrigazione deve essere minima e limitata alle sole piogge naturali, specialmente nelle zone climatiche miti. Se il periodo estivo-autunnale è particolarmente siccitoso, si possono effettuare piccoli apporti d'acqua, ma solo dopo aver verificato che il terreno sia ben drenato. È preferibile scegliere terreni leggermente scoscesi o preparare aiuole rialzate per favorire il deflusso dell'acqua piovana. Non somministrare mai acqua stagnante intorno ai bulbi.
  • Come si effettua la raccolta degli stimmi e qual è il momento giusto?
    La raccolta degli stimmi avviene tra ottobre e novembre, quando i fiori viola sbocciano. Il momento ottimale è la mattina presto, appena spuntato il sole, poiché i fiori sono ancora chiusi o semi-aperti e gli stimmi sono più fragili e profumati. Bisogna raccogliere manualmente ogni singolo fiore e separare delicatamente gli stimmi rossi (gli stigmi) dal resto del petalo. La lavorazione deve avvenire entro la stessa giornata della raccolta per preservare le proprietà aromatiche e cromatiche della spezia. Un errore comune è lasciare i fiori aperti sotto il sole diretto prima della raccolta.
  • Quanto zafferano si ottiene da un determinato numero di bulbi?
    La resa dello zafferano è molto bassa a causa della delicatezza della raccolta. In media, da 300 bulbi si ottengono circa 10 grammi di zafferano secco in polvere. Poiché ogni fiore produce solo tre stimmi, sono necessari migliaia di fiori per produrre piccole quantità di spezia. Questa bassa resa spiega il prezzo elevato dello zafferano sul mercato. Per un hobbista, coltivare 300-500 bulbi può bastare per soddisfare le esigenze domestiche di condimento per diverse portate, ma non per scopi commerciali.
  • Quali sono le differenze tra coltura annuale e poliennale?
    Esistono due metodi principali: la coltura annuale, tipica italiana, prevede lo scavo e il trasloco dei bulbi ogni anno in estate. Questo consente un controllo rigoroso della salute dei bulbi, una migliore distribuzione nello spazio e una rotazione delle colture per prevenire malattie. La coltura poliennale, invece, lascia i bulbi nello stesso terreno per 4-7 anni. È meno laboriosa ma richiede terreni con eccellente drenaggio naturale e porta a rese leggermente inferiori nel tempo. La scelta dipende dalla disponibilità di manodopera e dalla struttura del suolo disponibile.