Campo di fagiolini

Coltivare Orto

Come coltivare i fagioli

Come coltivare i fagioli, vegetali che trovano posto sulle nostre tavole, ma anche nell'orto familiare. I fagioli più coltivati in Europa sono di specie originarie dell’America centrale; ormai diffuse da secoli, nel tempo si sono ottenute decine di varietà, alcune tipiche della cucina regionale.

di Redazione

14 gennaio 2015

Come coltivare i fagioli

I fagioli sono un vegetale molto coltivato in tutto il mondo; questo perché tutte le piante che fanno parte delle fabacee, o leguminose, (come i fagioli, i fagiolini, le fave) hanno un particolare apparato radicale, che vive in simbiosi con dei batteri che hanno la capacità di rilasciare nel terreno grandi quantità di azoto biodisponibile. In sostanza le leguminose oltre a non necessitare di grandi quantità di fertilizzanti azotati, arricchiscono il terreno in cui vengono coltivati con questo prezioso elemento, utile per la coltivazione di tutte le piante dell'orto. Tipicamente si pongono a dimora seminandole direttamente in campo, in un appezzamento che sia stato precedentemente ben lavorato ed ammendato con torba, in modo da ottenere un terreno soffice e permeabile. Sono piante abbastanza spartane, che necessitano di annaffiature solo quando il terreno è asciutto, e che prediligono temperature tra i 15 ed i 28°C. tipicamente si coltivano in primavera e verso la fine dell'estate fino all'autunno.

Un poco di storia

I fagioli sono un ortaggio molto diffuso, nelle cucine di tutto il mondo; nel corso dei secoli in ogni zona si sono sviluppate particolari cultivar, che hanno dato origine alle centinaia di varietà di fagioli che conosciamo oggi. sono fagioli anche i fagiolini, le taccole, i fagioli mangiatutto, ma anche la soia o i fagioli azuki di origine asiatica. In particolare in Europa e in Asia anticamente si coltivavano solo fagioli del genere vigna, come i fagioli mungo o la cosiddetta soia verde (fagioli azuki). Nel 1500 con la scoperta dell'America si introdussero in coltivazione anche i fagioli oggi più diffusi, appartenenti al genere phaseolus. E in sostanza tutti i fagioli che conosciamo e cuciniamo, dai borlotti ai cannellini, dalle taccole ai fagioli neri, appartengono allo stesso genere, ma sono di varietà diverse, sviluppatesi nel corso dei secoli. La facilità di coltivazione e l'alto valore nutritivo dei semi ha reso i fagioli una fondamentale fonte di proteine per tutti gli esseri umani esistenti sulla terra.

La coltivazione nell'orto

Vista la grande facilità di coltivazione fagioli e fagiolini trovano molto spesso spazio nell'orto; originariamente i fagioli si presentano come piante rampicanti, con uno sviluppo che può raggiungere rapidamente i due metri di lunghezza. Per maggiore praticità di coltivazione e raccolta i fagioli rampicanti vengono sostenuti da apposite reti, invece di lasciarli strisciare sul terreno; le reti si posizionano non appena le piccole piante cominciano il loro sviluppo. Esistono oggi anche moltissime varietà nane, che invece di sviluppare lunghi rami sottili, producono un ampio cespuglio rigoglioso, alto non più di 4'-50 cm, rendendo molto più pratica la coltivazione. Si seminano direttamente a dimora, avendo cura di non interrare eccessivamente i semi e di posizionarne due o tre in ogni postarella, lasciando circa 25-35 cm tra le postarelle, posizionate lungo file parallele. I fagiolini e le taccole sono tipicamente rifiorenti, e quindi da un singolo appezzamento otterremo diverse raccolte; i fagioli invece in genere si raccolgono un paio di mesi dopo la semina.

Esposizione ed annaffiature

Per potersi sviluppare i fagioli necessitano di un clima mite, con temperature minime superiori ai 15°C, ed inferiori ai 30°C; quindi tipicamente si seminano a partire da marzo aprile e si raccolgono nell'arco di due o tre mesi; si ha poi una pausa durante i più torridi mesi estivi, e a fine agosto risulta possibile ricominciare a coltivare fagiolini e taccole. Le annaffiature sono regolari al momento della semina; si tende a diradarle non appena le piante cominciano a svilupparsi, fornendo acqua solo quando il terreno risulta asciutto, ed aumentando la frequenza delle annaffiature non appena le piante cominciano a fiorire: un terreno arido causa fagioli secchi e molto duri, mentre gli eccessi di annaffiature possono causare malattie alle piante. Le concimazioni si effettuano prima della semina, utilizzando prodotti a base di fosforo e potassio, perché l'azoto non è necessario. L'appezzamento scelto dovrà essere esposto in pieno sole, e il terreno andrà mantenuto pulito regolarmente dalle erbe infestanti.

Domande frequenti

  • Quando è il periodo migliore per seminare i fagioli?
    La semina dei fagioli avviene principalmente in primavera, tra marzo e aprile, quando le temperature notturne superano stabilmente i 15°C. È fondamentale attendere che il rischio di gelate tardive sia passato, poiché il freddo danneggia le giovani piantine. In alternativa, è possibile effettuare una seconda semina a fine estate, intorno ad agosto, specialmente per varietà come i fagiolini e le taccole che tollerano meglio il caldo intenso rispetto alla fase iniziale di crescita primaverile. Questa doppia finestra temporale permette di prolungare la stagione di raccolta.
  • Come si distinguono i fagioli rampicanti da quelli nani?
    La differenza principale risiede nello sviluppo vegetativo e nella necessità di supporti. I fagioli rampicanti crescono fino a due metri di altezza e richiedono obbligatoriamente l'uso di reti, canne o pali per arrampicarsi, evitando che i baccelli tocchino terra e marciscano. Al contrario, i fagioli nani sviluppano un cespuglio compatto alto massimo 50 centimetri, senza bisogno di sostegni. Entrambi si seminano direttamente in campo, ma i rampicanti occupano meno superficie orizzontale grazie alla verticalità, mentre i nani richiedono più spazio tra le file per crescere liberamente.
  • È necessario concimare i fagioli con azoto?
    No, i fagioli non richiedono concimi azotati. Appartenendo alla famiglia delle leguminose, queste piante instaurano una simbiosi naturale con batteri specifici (Rhizobium) presenti nelle radici, capaci di fissare l'azoto atmosferico trasformandolo in forma utilizzabile dalla pianta. Questo processo arricchisce il suolo di azoto biodisponibile, rendendo i fagioli ottimi precursori per colture successive. La concimazione deve limitarsi a fosforo e potassio, somministrati prima della semina per favorire lo sviluppo radicale e la formazione dei fiori, senza aggiungere ulteriore azoto.
  • Quanta acqua servono i fagioli e quando aumentare le irrigazioni?
    I fagioli necessitano di annaffiature regolari solo al momento della semina per favorire la germinazione. Una volta che le piante attecchiscono, bisogna diradare le innaffiature, intervenendo esclusivamente quando il terreno risulta asciutto. Un aumento della frequenza idrica è cruciale durante la fase di fioritura e allegagione: un terreno troppo arido in questo periodo provoca baccelli secchi, duri e poco sviluppati. Attenzione però agli eccessi: il ristagno idrico favorisce malattie fungine e marcescenze radicali, compromettendo il raccolto.
  • Qual è la distanza corretta da rispettare tra le piante?
    Per una corretta coltivazione, i semi vanno interrate a piccoli gruppi di due o tre unità per ogni postarella. La distanza consigliata tra le singole postarelle è di circa 25-35 centimetri, disposte lungo file parallele. Questa spaziatura garantisce alle piante una buona circolazione dell'aria, riducendo il rischio di patologie crittogamiche, e fornisce sufficiente luce solare a tutta la chioma. Se si coltivano varietà rampicanti, assicurarsi che i sostegni siano installati tempestivamente, non appena le piantine iniziano a mostrare i primi viticci, per guidarne correttamente la crescita verticale.