Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra laterizio estruso e quello formato a mano?
    La distinzione risiede nel metodo produttivo e nelle proprietà fisiche risultanti. Il laterizio estruso si ottiene spingendo l'argilla attraverso una filiera sotto pressione; questo processo crea un materiale molto compatto, denso e pesante, ideale per strutture che richiedono elevata resistenza meccanica. Al contrario, il laterizio formato a mano subisce lavorazioni manuali che introducono più aria nella massa argillosa, rendendolo più poroso, leggero e generalmente meno resistente strutturalmente. Questa differenza influisce direttamente sulla scelta del materiale in base alle esigenze portanti dell'edificio.
  • Cosa significa che un mattone ha fori verticali o orizzontali?
    Questa classificazione, nota come 'giacitura', indica l'orientamento delle cavità interne rispetto al piano di posa. Se i fori sono verticali, il mattone viene posato in modo che le cavità siano parallele alla direzione della gravità; se sono orizzontali, le cavità sono perpendicolari alla gravità. La scelta dipende dalle tecniche costruttive locali e dalle specifiche richieste di isolamento o resistenza. In generale, la disposizione dei fori influenza il comportamento termico e acustico della parete, nonché la modalità di riempimento con malta durante l'alzatura dei muri.
  • Perché i laterizi forati sono vietati nelle zone sismiche?
    I laterizi forati presentano una percentuale di vuoto superiore al 45% (fino al 55%), il che li rende significativamente più leggeri ma anche strutturalmente più fragili. Nelle zone soggette a rischio sismico, le norme edilizie impongono requisiti di resistenza e duttilità elevati per assorbire le sollecitazioni dinamiche dei terremoti. La ridotta massa e la maggiore porosità dei laterizi forati compromettono la capacità del muro di resistere a queste forze, aumentando il rischio di collasso. Pertanto, per sicurezza, si preferiscono laterizi pieni o semipieni che garantiscono una migliore integrità strutturale.
  • Come si distinguono gli albasi dai ferrioli in base alla cottura?
    La differenza fondamentale sta nella temperatura e durata del ciclo di cottura. Gli albasi sono 'poco cotti', presentando un colore giallastro, alta porosità e bassa resistenza meccanica; sono spesso usati per tamponamenti interni non strutturali. I ferrioli, invece, subiscono una cottura prolungata e ad alte temperature che porta alla parziale vetrificazione della superficie, conferendo un colore scuro, scarsa porosità e un peso maggiore. Tuttavia, questa vetrificazione riduce l'aderenza con la malta, rendendoli meno adatti alle murature tradizionali rispetto ai laterizi 'forti' o 'mezzani', che offrono il miglior compromesso tra resistenza e lavorabilità.
  • Esiste uno standard unico per le dimensioni dei mattoni in Italia?
    No, non esiste un'uniformità nazionale rigida per tutte le dimensioni dei laterizi. Sebbene esistano formati standard comuni (come il mattone pieno da 25x12x6,5 cm), le dimensioni effettive variano notevolmente da regione a regione. Questo fenomeno è dovuto alle tradizioni costruttive locali sedimentatesi nel tempo, che hanno portato alla produzione di formati specifici per adattarsi a pratiche edilizie storiche o a normative regionali precedenti. Di conseguenza, chi lavora nell'edilizia deve verificare sempre il formato locale per garantire la corretta posa e il rispetto degli spessori previsti nei progetti.

Le varie tipologie di laterizi esistenti

I laterizi sono materiali ceramici che trovano larghissimo impiego nell'edilizia. Alla loro creazione contribuisce l'argilla precedentemente depurata e poi sottoposta a processi tesi a pressarla, asciugarla e cuocerla in forni delegati allo scopo. Erroneamente vengono spesso confusi coi mattoni, i quali sono invece solo uno dei tanti modelli di laterizi disponibili. Le tipologie di laterizi esistenti, andrebbero suddivise in base alla norma UNI 8942/1, ovvero in base a parametri come la tecnica di produzione, la giacitura in opera e la percentuale di foratura. Andrebbe peraltro ricordato come le dimensioni standard dei laterizi possono differire profondamente da zona a zona, in quanto sulle stesse vanno a pesare le tradizioni che si sono sedimentate nel corso del tempo, tali da impedire una unificazione in tal senso.

Classificazione in base alla tecnica di produzione

Le tipologie di laterizi che hanno come parametro di base la tecnica di produzione, portano come conseguenza alla formazione di tre grandi categorie: i laterizi estrusi, formati a mano o pressati. I primi sono il risultato del passaggio in pressione dell'argilla la quale viene condotta attraverso una filiera, portando ad un prodotto finale che risulta compatto e distinto da un peso significativo. I laterizi formati a mano vengono appunto ottenuti facendo ricorso a procedimenti di carattere manuale in grado di condurre quindi ad un risultato contrassegnato da maggiore porosità e peso minore. I laterizi pressati, infine, sono la conseguenza di un procedimento che comporta la loro pressatura in stampi adatti alla lavorazione. Anche in questo ultimo caso, il risultato ottenuto è caratterizzato da una certa compattezza e da un peso rapportato alla stessa.

Classificazione in base alla posa in opera o per percentuale di foratura

La classificazione che viene operata sulla base della posa in opera, detta anche giacitura, vede invece la suddivisione dei laterizi in due grandi categorie a seconda di come vengono appunto disposti: a fori verticali o a fori orizzontali. Infine la classificazione che viene organizzata prendendo come parametro di riferimento la percentuale di foratura, ovvero l'operazione tesa a ridurre in maniera considerevole il peso dei laterizi, dando luogo al contempo ad miglioramento del loro grado di isolamento termico. Gli elementi per la muratura, vengono in questo caso suddivisi tra laterizi pieni, ovvero con una foratura inferiore al 15%, semipieni, in cui la foratura è compresa tra il 15 e il 45%, e forati, in cui la stessa oscilla tra il 45 e il 55%. Gli ultimi, in particolare, sono espressamente vietati per le costruzioni realizzate in zone considerate sismiche.

Classificazione dei laterizi in base alla cottura

Oltre ai metodi di classificazione più diffusi, ne viene solitamente indicato un altro, quello che assume come parametro decisivo il processo di cottura. In questo ulteriore caso, i laterizi vengono distinti in albasi, forti o mezzani e ferrioli. I primi sono solitamente poco cotti, caratterizzati da una colorazione tendente al giallo chiaro, da un grado di resistenza non elevatissimo e dalla porosità. I laterizi forti o mezzani sono invece il risultato di un processo di cottura normale, a seguito del quale assumono un colore rosso mattone e grande resistenza. Infine i ferrioli, quelli che sono il risultato di un processo di cottura notevolmente più prolungato, a seguito del quale prendono una colorazione scura, vengono parzialmente vetrificati, si deformano e appesantiscono, avendo al contempo scarsa porosità e una scarsa aderenza alla malta.