Le varie tipologie di laterizi esistenti
I laterizi sono materiali ceramici che trovano larghissimo impiego nell'edilizia. Alla loro creazione contribuisce l'argilla precedentemente depurata e poi sottoposta a processi tesi a pressarla, asciugarla e cuocerla in forni delegati allo scopo. Erroneamente vengono spesso confusi coi mattoni, i quali sono invece solo uno dei tanti modelli di laterizi disponibili. Le tipologie di laterizi esistenti, andrebbero suddivise in base alla norma UNI 8942/1, ovvero in base a parametri come la tecnica di produzione, la giacitura in opera e la percentuale di foratura. Andrebbe peraltro ricordato come le dimensioni standard dei laterizi possono differire profondamente da zona a zona, in quanto sulle stesse vanno a pesare le tradizioni che si sono sedimentate nel corso del tempo, tali da impedire una unificazione in tal senso.
Classificazione in base alla tecnica di produzione
Le tipologie di laterizi che hanno come parametro di base la tecnica di produzione, portano come conseguenza alla formazione di tre grandi categorie: i laterizi estrusi, formati a mano o pressati. I primi sono il risultato del passaggio in pressione dell'argilla la quale viene condotta attraverso una filiera, portando ad un prodotto finale che risulta compatto e distinto da un peso significativo. I laterizi formati a mano vengono appunto ottenuti facendo ricorso a procedimenti di carattere manuale in grado di condurre quindi ad un risultato contrassegnato da maggiore porosità e peso minore. I laterizi pressati, infine, sono la conseguenza di un procedimento che comporta la loro pressatura in stampi adatti alla lavorazione. Anche in questo ultimo caso, il risultato ottenuto è caratterizzato da una certa compattezza e da un peso rapportato alla stessa.
Classificazione in base alla posa in opera o per percentuale di foratura
La classificazione che viene operata sulla base della posa in opera, detta anche giacitura, vede invece la suddivisione dei laterizi in due grandi categorie a seconda di come vengono appunto disposti: a fori verticali o a fori orizzontali. Infine la classificazione che viene organizzata prendendo come parametro di riferimento la percentuale di foratura, ovvero l'operazione tesa a ridurre in maniera considerevole il peso dei laterizi, dando luogo al contempo ad miglioramento del loro grado di isolamento termico. Gli elementi per la muratura, vengono in questo caso suddivisi tra laterizi pieni, ovvero con una foratura inferiore al 15%, semipieni, in cui la foratura è compresa tra il 15 e il 45%, e forati, in cui la stessa oscilla tra il 45 e il 55%. Gli ultimi, in particolare, sono espressamente vietati per le costruzioni realizzate in zone considerate sismiche.
Classificazione dei laterizi in base alla cottura
Oltre ai metodi di classificazione più diffusi, ne viene solitamente indicato un altro, quello che assume come parametro decisivo il processo di cottura. In questo ulteriore caso, i laterizi vengono distinti in albasi, forti o mezzani e ferrioli. I primi sono solitamente poco cotti, caratterizzati da una colorazione tendente al giallo chiaro, da un grado di resistenza non elevatissimo e dalla porosità. I laterizi forti o mezzani sono invece il risultato di un processo di cottura normale, a seguito del quale assumono un colore rosso mattone e grande resistenza. Infine i ferrioli, quelli che sono il risultato di un processo di cottura notevolmente più prolungato, a seguito del quale prendono una colorazione scura, vengono parzialmente vetrificati, si deformano e appesantiscono, avendo al contempo scarsa porosità e una scarsa aderenza alla malta.
Domande frequenti
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Qual è la differenza principale tra laterizi estrusi, pressati e formati a mano?La distinzione dipende dal metodo di produzione. I laterizi estrusi passano attraverso una filiera sotto pressione, risultando compatti e pesanti. Quelli formati a mano subiscono procedimenti manuali, offrendo maggiore porosità e un peso inferiore. I laterizi pressati, invece, vengono modellati in stampi specifici; pur essendo compatti, mantengono un peso proporzionato alla loro densità. Questa scelta influisce sulle prestazioni meccaniche e sull'isolamento, con i formati a mano spesso preferiti per certi interventi decorativi o leggeri.
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Come si classificano i laterizi in base alla percentuale di foratura?La norma UNI 8942/1 divide i laterizi in tre categorie basandosi sul volume dei vuoti. Sono 'pieni' se la foratura è inferiore al 15%; 'semipieni' se compresa tra il 15% e il 45%; e 'forati' se la foratura oscilla tra il 45% e il 55%. La foratura riduce il peso e migliora l'isolamento termico. È fondamentale notare che i laterizi fortemente forati sono vietati nelle zone sismiche per garantire la stabilità strutturale degli edifici.
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Cosa significano i termini albasi, forti/mezzani e ferrioli?Questa classificazione si basa sul grado di cottura dell'argilla. Gli 'albasi' sono poco cotti, gialli, porosi e meno resistenti. I 'forti' o 'mezzani' subiscono una cottura normale, assumendo il tipico colore rosso mattone e alta resistenza strutturale. I 'ferrioli', invece, sono cotti a lungo, diventando scuri, parzialmente vetrificati e molto pesanti; presentano scarsa porosità ma anche scarsa aderenza alla malta, limitandone l'uso strutturale tradizionale.
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Perché i laterizi forati sono vietati nelle zone sismiche?Nei contesti sismici, la solidità e la continuità strutturale della muratura sono prioritarie. I laterizi con elevata percentuale di foratura (tra il 45% e il 55%) hanno meno materiale solido per trasmettere gli sforzi strutturali e resistere alle vibrazioni. Il divieto mira a prevenire collassi durante i terremoti, assicurando che le pareti portanti abbiano la necessaria integrità meccanica. Per questi ambiti si preferiscono laterizi pieni o semipieni.
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Esiste uno standard unico per le dimensioni dei mattoni in Italia?No, non esiste un'uniformità assoluta delle dimensioni. Sebbene ci siano norme tecniche, le dimensioni dei laterizi variano profondamente da zona a zona. Questo accade perché le tradizioni edilizie locali, sedimentatesi nel tempo, influenzano ancora oggi gli standard produttivi e di posa. Di conseguenza, un mattone standard in una regione potrebbe avere misure diverse rispetto a quello di un'altra area geografica, riflettendo usi storici e climatici specifici.








