Casapratica.it · guide e consigli pratici
Materiali · Materiali in Edilizia

Tipologie di mattoni

Aggiornato il 23 luglio 20144 capitoli5 domande frequenti
mattoni

Tipologie di mattoni: cosa sono

Conoscere le tipologie di mattoni presenti sul mercato sono indispensabili per procedere con il fai-da-te, utilizzarli nel campo edile o semplicemente del nostro giardino. Occorre conoscerne la loro composizione, funzione e tecniche di posa perché con questi prodotti si dovranno realizzare strutture sicure e che non ne danneggino gli utilizzatori. I mattoni sono dei laterizi utilizzati per creare un muro o semplicemente per ripararlo, per questo motivo è indispensabile conoscerne le caratteristiche e le modalità in cui si possono reperire. Per realizzare tutte le tipologie di mattoni, è utilizzato lo stesso procedimento. Occorre creare un impasto a base di argilla, ossido di ferro e acqua; in seguito alla loro miscelazione, l’impasto si mette all’interno di forni che raggiungono temperature elevatissime, finché non s’indurisce.

Come si ottengono

Tutte le tipologie di mattoni sono realizzate seguendo il medesimo procedimento di cottura e realizzazione dell’impasto. Il materiale che va a costituire l’impasto dei mattoni deve essere sottoposto a dei precisi procedimenti. Devono essere miscelate vari tipi di argille, acqua e dei parti smagrenti (sabbia silicea) in quantità tali da rendere la miscela molto plastica. In seguito l’impasto è ben lavorato, forgiato mediante trafilatura, pressato e tagliato da un filo di acciaio in modo tale da dividere il laterizio in più parti uguali per poter essere poi infornate. Tuttavia, per ogni tipologia di laterizio è impiegata una materia prima diversa, in modo tale da adattare ogni prodotto a lavori diversi. Proprio per questo motivo si parla di: mattoni in vetro, vetrocemento etc.

Tipologie di mattoni

Sul mercato sono presenti innumerevoli tipologie di mattoniche si adattano a diversi lavori. I mattoni semi pieni sono un mix tra quelli pieni e quelli forati. La tegola è un laterizio impiegata per la copertura dei tetti e possiamo trovarla in diverse forme. Le pianelle sono di forma rettangolare e sono usate negli edifici storici. I mattoni pieni hanno al loro interno una foratura del massimo 15% e solitamente sono utilizzati per ristrutturare edifici classici; questi tipi di laterizi sono stati quasi totalmente sostituiti da laterizi forati giacché più comodi e pratici. Infine ci sono i tavelli: laterizi forati con uno spessore inferiore alla lunghezza, presentano quindi la forma di un parallelepipedo e solitamente, nelle tre tipologie in cui si suddividono (tavelle, tavelline e tavelloni) la larghezza è la stessa (25 centimetri circa), mentre la lunghezza e lo spessore variano secondo la tipologia cui appartengono. Le tavelle hanno una lunghezza inferiore a 5 centimetri circa e la larghezza supera i 35 centimetri circa.

Classificazione

La classificazione cui sono soggette tutte le tipologie di mattoni, varia secondo la tipologia di cottura alla quale l’impasto è stato sottoposto. Proprio per questo, sul mercato è possibile trovare mattoni mezzani: mattoni ben cotti e resistenti a un carico di circa 150 kg/cm quadrati. I mattoni albanesi hanno un colore chiaro perché la cottura non è sufficiente e non sono mattoni resistenti. I ferrioli hanno un colore scuro e hanno subito molta cottura; non sono porosi e sono leggermente deformati. I mattoni-forti sono resistenti a un carico di circa 180 Kg/cm quadrati. Tuttavia, le tipologie di mattoni non sono classificate solo in base al loro colore, tempo di cottura e capacità di carico, ma anche in base alla composizione dell’impasto. Secondo la composizione di quest’ultimo si parla di mattoni in vetro, vetrocemento etc. Classificando i mattoni secondo la qualità, abbiamo: mattoni isolanti, autobloccanti etc.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra mattoni pieni e mattoni forati?
    I mattoni pieni presentano al loro interno una foratura massima del 15%, rendendoli particolarmente indicati per la ristrutturazione di edifici storici o classici dove è richiesta una certa massività strutturale. Al contrario, i mattoni forati sono oggi i più diffusi nel settore edilizio moderno grazie alla loro praticità d'uso, migliore isolamento termico e acustico, e minore peso specifico. Sebbene i pieni siano stati in gran parte sostituiti dai forati per la maggior parte delle applicazioni comuni, rimangono essenziali quando si devono rispettare vincoli estetici o strutturali specifici di vecchi manufatti.
  • Come si classificano i mattoni in base alla cottura?
    La classificazione dipende principalmente dal grado di cottura subito dall'impasto di argilla. Si distinguono i 'mattoni albanesi', dal colore chiaro e scarsa resistenza, dovuti a una cottura insufficiente; i 'mezzani', ben cotti e resistenti a carichi di circa 150 kg/cm²; i 'ferrioli', dal colore scuro, poco porosi e leggermente deformati per via di una cottura intensa; e infine i 'mattoni-forti', che offrono la massima resistenza, sopportando carichi fino a 180 kg/cm². Questa gradazione permette di selezionare il laterizio adatto alle specifiche esigenze portanti della costruzione.
  • Cosa sono i tavelli e come si distinguono dalle altre tipologie?
    I tavelli sono laterizi forati caratterizzati da uno spessore inferiore rispetto alla lunghezza, assumendo una forma parallelepipeda. Si suddividono in tre categorie principali in base alle dimensioni: tavelle, tavelline e tavelloni. Generalmente, la larghezza rimane costante intorno ai 25 centimetri, mentre variano lunghezza e spessore. Ad esempio, le vere e proprie 'tavelle' hanno una lunghezza inferiore ai 5 centimetri e una larghezza superiore ai 35 centimetri. Questa varietà dimensionale li rende versatili per diverse altezze di muratura e spessori di parete richiesti nei progetti edilizi.
  • Quali materiali vengono utilizzati per produrre i mattoni?
    La produzione standard dei mattoni avviene mediante un impasto plastico composto principalmente da vari tipi di argilla, acqua e materiali smagranti come la sabbia silicea. Questi componenti vengono miscelati, lavorati e poi forgiati attraverso processi di trafilatura, pressatura e taglio con fili d'acciaio per ottenere le forme desiderate. Successivamente, i pezzi vengono infornati a temperature elevatissime per indurirsi definitamente. Esistono tuttavia varianti speciali, come i mattoni in vetro o vetrocemento, ottenute modificando la composizione dell'impasto per ottenere proprietà specifiche diverse da quelle tradizionali dell'argilla cotta.
  • A cosa servono le tegole e le pianelle nel contesto dei laterizi?
    Tegole e pianelle sono tipologie di laterizi utilizzate specificamente per coperture e rivestimenti, piuttosto che per la struttura portante dei muri. Le tegole sono impiegate prevalentemente per la copertura dei tetti e si trovano in diverse forme per garantire l'impermeabilizzazione e il deflusso delle acque piovane. Le pianelle, invece, hanno una forma tipicamente rettangolare e sono comunemente associate agli edifici storici, spesso utilizzate per pavimentazioni interne o esterne, o come rivestimenti decorativi che richiamano lo stile architettonico tradizionale, offrendo resistenza e durata nel tempo.

Hai altre domande?

Potrebbe interessarti anche