L'umidità negli ambienti
L’umidità negli ambienti si può presentare sotto diverse forme. Nei casi meno gravi, con il tipico odore dovuto alla presenza di muffe non visibili all’occhio umano. Nei casi più gravi, anche con evidente presenza di macchie umide sulle pareti e sulle pavimentazioni fino al gocciolamento per affioramento o trasudazione. Queste circostanze non piacevoli possono dipendere da varie cause. Una riguarda la posizione del locale e le sue modalità costruttive. Ad esempio, un ambiente interrato, quindi maggiormente esposto alla generazione di umidità, potrebbe difettare anche per l’eventuale assenza di camere di isolamento (vespai o altre tipologie protettive) su una o più pareti. Altro caso è quello di ambienti domestici poco ventilati, dunque con assenza o con ridotta presenza di luci esterne, e particolarmente assoggettati alla presenza di vapori, come bagni e cucine. Altre cause possono derivare dalla non corretta esposizione al sole, ma anche dalla presenza di acque nei dintorni (ambienti posti nei pressi del mare, di laghi, di corsi d’acqua). In ogni caso, l’umidità può diventare un serio problema da affrontare rapidamente e scientificamente.
La preparazione del sottofondo
Innanzi tutto, bisogna operare una distinzione tra prodotti per deumidificare gli elementi murari (da applicare dopo aver rimosso eventuali intonaci deteriorati, parati, maioliche, eccetera) e prodotti per il rivestimento definitivo. La deumidificazione può essere operata tramite l’applicazione, generalmente a pennello o rullo, di alcuni preparati specifici che assorbono gli eccessi di acqua, facilitando contestualmente l’efficace traspirazione. Generalmente si presentano incolori. Alcuni lasciano un sottile film, tuttavia non impermeabile, perfettamente aderente. Altri invece vengono assorbiti dalle murature, senza lasciare traccia. Non si tratta di veri e propri rivestimenti, ma di prodotti per sanificare e deumidificare preventivamente, essenziali per procedere alla successiva fase di finitura. Sul mercato esistono molte varietà di questi preparati, frutto di ricerca innovativa, spesso derivata dall’applicazione delle nuove frontiere offerte dalle nanotecnologie. Alcuni di essi, più rari, sono addirittura spruzzabili o vaporizzabili. La scelta deve essere operata tenendo presenti, dopo accurata analisi, le effettive esigenze del locale da sanificare e la dimensione quantitativa del problema. Difatti, la scelta non è dipendente strettamente dal problema, ma dalla sua importanza in termini di presenze acquifere. Ad esempio, i prodotti a spruzzo sono di solito più leggeri e superficiali di quelli da dare a pennello.
Operazioni di finitura
Per particolari destinazioni d’uso dei locali, i preparati di sottofondo per la sanificazione e deumidificazione possono essere esclusivi, senza richiesta di finiture: è il caso di cantine, depositi e altre tipologie di ambienti a bassa frequentazione. Altri casi invece - come ambienti propri di vita familiare, locali o rustici interrati o seminterrati utilizzati per funzioni domestiche, magazzini per la conservazione di prodotti che temono l’umidità, eccetera – richiedono la necessaria applicazione di rivestimenti di finitura. Un errore in cui si incorre facilmente, è quello di utilizzare piastrelle. In tal modo, l’umidità viene nascosta ma il problema si aggrava. Tra muro e finitura possono svilupparsi percorsi acquiferi, muffe, batteri di diversa natura, con il probabile distacco delle colle di adesione e il possibile deterioramento murario definitivo. Altrettanto vale per l’uso di prodotti (anche intonaci) a base plastica o resinosa o contenenti miscele impermeabilizzanti. Una buona e duratura traspirazione, dunque, è condizione essenziale per la salubrità e la regolazione della qualità del microclima interno. Conviene orientarsi verso l’uso degli intonaci traspiranti. Utilissimi e soddisfacenti per ogni esigenza, ad esempio, sono i premiscelati a base argillosa: posseggono qualità di efficiente traspirazione (rafforzata dall'assenza di intonachino), biocompatibilità e neutralizzazione degli odori sgradevoli.Se l'umidità è di risalita, allora il prodotto più utile è l'intonaco biocalce.Per casi di particolare gravità, possono utilizzarsi gli intonaci macroporosi. Si tratta di prodotti d'avanguardia, studiati appositamente sia per esterni che per interni. Tuttavia richiedono la sovrapposizione dell'intonachino di finitura.
Le applicazioni dei migliori rivestimenti per ambienti umidi
Dopo aver scelto oculatamente il rivestimento più utile al proprio caso, bisogna garantire che le operazioni applicative sia eseguite efficacemente. In casi particolarmente gravi è possibile iniettare la muratura con miscele sanificanti pronte all’uso. Questo intervento può essere eseguito prima o dopo la preparazione del sottofondo, ma comunque anticipatamente all'applicazione della finitura. Poi bisogna attendere un tempo ragionevole, per permettere al prodotto di svolgere la funzione sanificante preliminare. Nel corso dell’attesa, si rivela particolarmente utile l’introduzione nell’ambiente di un deumidificatore meccanico oppure di una buona macchina a ventilazione forzata. Se sono presenti finestre, bisogna lasciarle aperte. L’applicazione dell’intonaco traspirante a base argillosa deve essere eseguita alla stregua di un qualsiasi altro intonaco a grana fine. Nel caso di utilizzo di prodotti particolari, più artigianali, le modalità di applicazione dipendono dalla granulometria. Generalmente risulta molto utile la spatola detta "americana", nelle diverse modalità e tecniche con cui può essere impiegata.
Domande frequenti
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È corretto installare piastrelle sui muri umidi per nascondere il problema?No, questa è una pratica fortemente sconsigliata. Applicare piastrelle o intonaci impermeabili su muri umidi non risolve la fonte del problema, ma lo aggrava. L'umidade rimane intrappolata tra la parete e il rivestimento, creando percorsi acquiferi che favoriscono la proliferazione di muffe e batteri. Inoltre, l'accumulo di pressione idrostatica può causare il distacco delle colle di adesione e il deterioramento strutturale definitivo della muraria. È fondamentale garantire la traspirazione del muro per mantenere sano il microclima interno.
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Quali sono i migliori rivestimenti traspiranti per risolvere l'umidità di risalita?Per l'umidità di risalita, il prodotto più indicato è l'intonaco biocalce, grazie alla sua capacità di gestire l'acqua per capillarità. Per casi generali, gli intonaci premiscelati a base argillosa offrono eccellente traspirazione, biocompatibilità e neutralizzano gli odori sgradevoli. In situazioni di grave compromissione, si ricorre agli intonaci macroporosi, soluzioni avanzate studiate sia per interni che esterni, che però richiedono l'applicazione di un intonachino di finitura superficiale per completare il ciclo di protezione e decorazione.
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Come devo preparare il sottofondo prima di applicare il nuovo rivestimento?La preparazione è cruciale e richiede due fasi distinte. Innanzitutto, bisogna rimuovere eventuali intonaci deteriorati, piastrelle o vecne coperture. Successivamente, si applicano prodotti specifici per la sanificazione e deumidificazione preventiva, come preparati assorbenti a base nanotecnologica, da stendere a pennello, rullo o spray. Questi trattamenti assorbono l'acqua residua permettendo la traspirazione, senza creare pellicole impermeabili. Solo dopo aver sanificato la parete si procede con il rivestimento di finitura vero e proprio.
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Quanto tempo devo aspettare prima di posare il rivestimento finale?È necessario rispettare tempi di attesa ragionevoli affinché i prodotti sanificanti iniettabili o applicati sulla superficie possano esplicare pienamente la loro azione disidratante e antibatterica. Durante questa fase di asciugatura, è utilissimo affiancare l'intervento passivo con misure attive: accendere un deumidificatore meccanico o utilizzare macchine a ventilazione forzata. Se presenti, tenere le finestre aperte favorisce il ricambio d'aria. Posizionare il rivestimento definitivo troppo presto bloccherebbe l'evaporazione dell'umidità residua, vanificando il lavoro preliminare.
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Quando posso usare solo il trattamento deumidificante senza mettere l'intonaco di finitura?I preparati di sanificazione e deumidificazione possono essere lasciati come finitura definitiva esclusivamente in ambienti a bassa frequentazione e non residenziali, come cantine, depositi o soffitte non abitate. In questi spazi, l'estetica secondaria e la necessità di proteggere oggetti sensibili prevalgono sulla vivibilità umana. Per tutte le altre destinazioni d'uso, specialmente quelle domestiche come bagni, cucine o stanze abitate, è obbligatorio applicare un rivestimento di finitura traspirante per garantire salubrità, igiene e comfort termico adeguato.









