Casapratica.it · guide e consigli pratici
Giardino · Parassiti e Malattie piante

Danni da botrite

Aggiornato il 28 agosto 20144 capitoli5 domande frequenti
Esempio di botrite.

Danni da botrite: caratteristiche generali.

La Botrite, nota anche con il nome di Botrytis cinerea, è un fungo parassita che attacca molte piante, causando non pochi danni. Essa nel momento in cui attacca una specie, produce innumerevoli spore asessuali che si trovano nei "conidiofori" (necessaria per produrre i conidi). Questo fungo, produce inoltre degli sclerozi che sono delle colture vecchie e molto resistenti, usate come strumento di difesa. La propagazione della Botrite avviene attraverso la loro dispersione mediante il vento e l’acqua piovana. Essa inoltre, attacca maggiormente la pianta della vite, provocando ingenti danni durante la maturazione dei grappoli d’uva. In altre parole, se non si proteggono le piante, si può perdere il raccolto e dunque, la produzione di vino.

Danni da botrite: informazioni.

La botrite è una malattia che infetta innumerevoli specie perciò, prima di trovare germogli, foglie e frutti ricoperti di questa polverina grigia, è bene impiegare degli antibotritici in modo da prevenirne l’infezione. Questo prodotto oltre ad essere utilizzato come prevenzione, è usato anche come cura durante le prime fasi di attacco del parassita. Oltre ad essi però, occorre usare dei prodotti atti a evitare il formarsi di spaccature degli acini o di altri frutti, bloccando la propagazione della malattia al loro interno. È utile sapere che la botrite vive un periodo di stasi che coincide con la stagione invernale. Durante questa fase, essa si trova sotto forma di micelio che, allo sbocciare della stagione primaverile, produce conidiofori che saranno trasportati da vento e acqua piovana, su tutta la pianta.

Danni da botrite: come riconoscerla.

Per poter proteggere le proprie piante e capire come agire, occorre primariamente riconoscere la botrite e in seguito procedere con le fasi successive. È bene fare molta attenzione durante l’analisi del parassita, alla sua posizione e alle zone che colpisce perché, si può andare incontro a una confusione e quindi si cura una malattia diversa ma con sintomi simili, senza raggiungere il risultato sperato. Sulle foglie deve essere presente della muffa grigia, sul fusto invece, si possono osservare delle macchie le quali, sono chiare se appena formate, e col passare del tempo diventano più grandi e scure. Sui frutti è possibile osservare la muffa grigia o, delle macchie di colore scuro che col passare del tempo, portano al marciume e in seguito all’avvizzimento degli acini (nel caso della vite).

Danni da botrite: prevenzione e cura.

La seconda e la terza fase da attuare per evitare i danni da botrite sono la prevenzione e la cura. Utilizzare un prodotto che mantenga intatta la parte esterna dei frutti, è un’azione indispensabile in quanto, la botrite penetra e prolifera all’interno delle lesioni degli stessi, rendendo poi la cura molto più complessa da attuare. Fare particolare attenzione durante la potatura dei rami, durante le annaffiature e utilizzare un terriccio molto drenato perché, è proprio nei ristagni d’acqua che le muffe trovano il loro ambiente ideale per riprodursi e proliferare. La cura consiste nell’uso di fungicidi ricchi di zolfo e rame; se le zone infettate lo permettono, è possibile rimuoverle attraverso potatura e senza lasciare rami, fiori o frutti vicino alla pianta.

Domande frequenti

  • Come si riconosce visivamente la botrite sulle piante?
    La botrite si manifesta principalmente con una caratteristica muffa grigia, simile a polvere, che ricopre foglie, germogli e frutti. Sul fusto compaiono inizialmente macchie chiare che, col tempo, diventano più ampie e scure. Nei frutti, come gli acini d'uva, queste lesioni portano rapidamente al marciume e all'avvizzimento. È fondamentale distinguere questi sintomi da altre malattie fungine per applicare il trattamento corretto, poiché la presenza di questa muffa grigia è il segnale inequivocabile dell'infezione da Botrytis cinerea.
  • Quali condizioni ambientali favoriscono lo sviluppo della botrite?
    Il fungo prospera in ambienti umidi e con ristagni idrici. L'acqua piovana e il vento sono i principali vettori di dispersione delle spore, specialmente nella stagione primaverile quando il micelio ibernato in inverno riprende attività. Per prevenire l'infezione è essenziale garantire un ottimo drenaggio del terreno, evitando accumuli di acqua intorno alle radici. Inoltre, una buona circolazione dell'aria tra i rami riduce l'umidità locale, creando un ambiente meno favorevole alla proliferazione delle muffe rispetto a zone dense e umide.
  • È possibile curare la botrite una volta che ha colpito i frutti?
    La cura diventa estremamente complessa se il fungo ha già penetrato l'interno dei frutti attraverso lesioni o crepe. In tali casi, l'unica azione efficace è rimuovere fisicamente le parti infette (rami, fiori, frutti marci) tramite potatura, eliminandole lontano dalla pianta per evitare che le spore continuino a diffondersi. Non esiste una cura interna per il frutto già compromesso; l'obiettivo diviene contenere il danno alle restanti parti sane della pianta e prevenire nuove infezioni nelle stagioni successive.
  • Quale ruolo giocano la potatura e la concimazione nella prevenzione?
    Una corretta potatura è vitale per aerare la chioma, riducendo l'umidità stagnante che favorisce il fungo. Bisogna eliminare i rami secchi o malati e fare attenzione a non creare ferite aperte sulla pianta, poiché la botrite penetra facilmente dalle lesioni. Per quanto riguarda la gestione vegetativa, evitare eccessi di azoto che rendono i tessuti troppo teneri e suscettibili all'attacco. Mantenere la pianta vigorosa ma equilibrata aiuta le difese naturali contro l'invasione dello sclerozio resistente del fungo.
  • Quando e come intervenire con prodotti antifungini?
    L'intervento chimico o biologico deve avvenire prevalentemente in fase preventiva, specialmente prima della fioritura e durante la maturazione dei frutti. Si utilizzano prodotti specifici antibotritici, spesso a base di rame e zolfo, che agiscono come barriera protettiva sulla superficie esterna. Applicarli tempestivamente blocca la germinazione delle spore trasportate dal vento e dalla pioggia. Una volta che il fungo è penetrato all'interno dei tessuti, i trattamenti superficiali perdono efficacia, rendendo la prevenzione la strategia principale per salvare il raccolto.

Hai altre domande?

Potrebbe interessarti anche