ortensie bianche

Piante in Giardino

ortensie rampicanti

Le ortensie rampicanti, sono piante bellissime orientali dalle particolari inflorescenze, che vengono coltivate in diverse zone del globo.

di Redazione

23 giugno 2014

Ortensie rampicanti

Le ortensie sono piante arbustive, perenni, che profumano d’Oriente. Originarie del Giappone e della Cina, hanno conosciuto la loro diffusione grazie ad una particolare attitudine all’adattamento e alla loro spiccata bellezza. I fiori delle ortensie, sono corimbi, di forma tondeggiante, dalle colorazioni che variano dal blu, al violaceo, al lilla, al rosa, al bianco candido. L’impatto estetico è molto forte e disegna sensazioni di bellezza senza precedenti: le ortensie sono tra le piante ornamentali di maggiore effetto, che creano decori, impreziosendo e abbellendo qualsiasi tipo di spazio. L’ortensia è una pianta rampicante, che grazie alle sue radici aeree, riesce a svilupparsi in altezza, intrecciandosi su sostegni su pareti e su elementi naturali. Quando i rami, non incontrano spazi per allungarsi, la pianta, assume un atteggiamento strisciante, e le radici affondano nel terreno. Le diverse specie appartenenti a questa categoria, hanno come unico comun denominatore le tecniche relative alle pratiche colturali. E’ una pianta che si adatta a diversi climi ed ambienti, senza temere temperature rigide, l’esposizione diretta al sole, o l’ombra. L’ortensia, cresce e si sviluppa in zone soleggiate come in zone umide e fresche, sia in penombra che completamente esposta al sole. Il terreno ideale per la sua coltivazione, è un terreno misto, di medio impasto, composto da sabbia, ghiaia e torba, elementi che rendono il terreno drenante, ma costantemente umido. Prima della messa a dimora della pianta, esso andrà concimato con dell’humus, e andrà poi vangato per favorire l’ossigenazione. Le ortensie vanno piantate durante le stagioni fresche, in primavera e in autunno: prima della messa a dimora, il terreno dovrà essere adeguatamente lavorato, scavando una buca che sia il doppio rispetto alle radici della singola pianta; all’interno della buca, si dovrà spargere dello stallatico maturo, che poi dovrà essere ricoperto da altro terriccio, cosi che le radici, non entrino in contatto diretto con esso. Sul terriccio dovrà essere steso uno strato di ghiaia, e su di essa, potrà essere sistemata la pianta stessa. Le radici andranno coperte con altro terreno, che dovrà poi essere compattato e irrigato costantemente. Se si sceglie di piantare l’ortensia in vaso, si dovranno prendere le giuste misure, sempre in relazione alla grandezza della massa radicale della pianta, effettuando le stesse operazioni prima della messa a dimora. L’ortensia non è una pianta che richiede un numero eccessivo di innaffiature: se viene piantata in terra, le irrigazioni dovranno andranno effettuate solo in condizioni di caldo eccessivo, poiché il terreno è sufficientemente umido da garantire alla pianta il giusto apporto d’acqua. Se l’ortensia è piantata in vaso, le irrigazioni dovranno essere più numerose, sempre alternate alle piogge, a terreno asciutto. Il terreno va concimato per favorire lo sviluppo della pianta: fosforo e potassio, andranno diluiti in soluzione liquida, sulla parte superficiale del terreno. La potatura delle ortensie rampicanti va eseguita preferibilmente nel periodo invernale, quando la pianta è a riposo vegetativo: per le ortensie in vaso, lo sfoltimento della struttura della pianta va effettuato in primavera. L’ortensia rampicante tende ad moltiplicarsi per propaggine, oltre che per semina e talea. Nel primo caso, un lungo ramo rampicante della pianta, viene curvato e portato nel terreno, legato a dei sostegni affinchè non tenda ad assumere la posizione iniziale. Dopo un anno circa, esso avrà sviluppato nuove radici, che affonderà nel terreno: il ramo potrà essere tagliato dalla pianta madre, per formare cosi una nuova pianta. Le malattie che colpiscono queste rampicanti sono le classiche muffe e malattie causate da cocciniglie e afidi e ragnetti rossi che vanno combattuti con antiparassitari o evitando i ristagni. Le petiolaris e la seemani, sono le due specie di ortensie più diffuse: conosciute per le loro inflorescenze chiarissime e per la loro adattabilità.

Domande frequenti

  • Qual è il periodo migliore per piantare le ortensie rampicanti?
    Il momento ideale per la messa a dimora delle ortensie rampicanti coincide con le stagioni fresche, ovvero la primavera e l'autunno. In questi periodi, la pianta subisce meno stress termico e ha tempo di stabilire l'apparato radicale prima degli estremi climatici estivi o invernali. È fondamentale preparare il terreno scavando una buca profonda almeno il doppio del volume delle radici. All'interno della buca, si consiglia di distribuire stallatico maturo o humus, ricoprendolo con un sottile strato di terriccio prima di posizionare la pianta, così da evitare che le radici entrino in contatto diretto con il concime fresco, il quale potrebbe bruciarle. Successivamente, si aggiunge uno strato di ghiaia per migliorare il drenaggio.
  • Come si gestiscono le irrigazioni per le ortensie in vaso rispetto a quelle in piena terra?
    La gestione dell'acqua varia significativamente in base alla collocazione della pianta. Per le ortensie piantate in piena terra, le irrigazioni sono generalmente ridotte, limitandosi ai periodi di caldo intenso e siccità prolungata, poiché il terreno circostante mantiene un'umidità sufficiente grazie alla preparazione iniziale con torba e materiale drenante. Al contrario, le ortensie coltivate in vaso richiedono annaffiature più frequenti e costanti, poiché il contenitore limita la riserva idrica naturale. Bisogna annaffiare regolarmente alternando le piogge naturali, assicurandosi che il terreno non secchi completamente ma senza creare ristagni idrici che potrebbero causare marciumi radicali. Mantenere il substrato costantemente umido ma ben drenato è la chiave per la salute della pianta in vaso.
  • Quando e come bisogna potare le ortensie rampicanti?
    La potatura delle ortensie rampicanti deve essere effettuata con cautela e nei tempi corretti per non compromettere la fioritura. Generalmente, si interviene durante il periodo invernale, quando la pianta è in fase di riposo vegetativo, rimuovendo i rami vecchi, secchi o danneggiati per favorire una crescita sana nella stagione successiva. Tuttavia, se le ortensie sono coltivate in vaso, è consigliabile effettuare uno sfoltimento strutturale già in primavera. Questo intervento aiuta a gestire la compattezza della chioma in uno spazio limitato e stimola la produzione di nuovi getti. Evitare potature pesanti in estate, periodo in cui la pianta produce le gemme fiorifere, per non rischiare di asportare i futuri fiori.
  • Come si moltiplicano le ortensie rampicanti per propaggine?
    La moltiplicazione per propaggine è uno dei metodi più efficaci e semplici per ottenere nuove piante di ortensia rampicante. Si seleziona un ramo sano e flessibile della pianta madre, preferibilmente vicino al suolo, e lo si piega fino a farlo toccare il terreno. Una parte del ramo viene interrata, mentre la sommità rimane fuori terra, fissandola con un sostegno o un chiodo per impedire che ritorni nella posizione originale. Dopo circa un anno, la porzione interrata svilupperà nuove radici autonome. A quel punto, il nuovo germoglio può essere separato definitivamente dalla pianta madre tagliando il ramo connettivo, permettendo alla nuova pianta di crescere indipendentemente nel suo nuovo ambiente o nello stesso vaso.
  • Quali sono le principali malattie e parassiti che attaccano le ortensie?
    Le ortensie rampicanti possono essere soggette ad attacchi parassitari comuni come cocciniglie, afidi e ragnetti rossi, che risucchiano la linfa indebolendo la pianta. Inoltre, sono vulnerabili a muffe e funghi, spesso favoriti dall'eccessiva umidità ambientale o dai ristagni idrici nel terreno. Per prevenire e combattere questi problemi, è essenziale mantenere un buon flusso d'aria intorno alla pianta ed evitare di bagnare eccessivamente il fogliame. L'uso di antiparassitari specifici è consigliato solo in caso di infestazioni visibili e consistenti. La prevenzione rimane la strategia migliore: un terreno ben drenato, una concimazione equilibrata e un'igiene accurata degli strumenti da giardino riducono drasticamente il rischio di contrarre patologie fungine o insettili.