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Lavanda coltivazione

Aggiornato il 26 novembre 20144 capitoli5 domande frequenti
Coltivazione di lavanda

Lavanda coltivazione

La lavanda appartiene alla famiglia delle lamiacee, e al genere appartengono circa quaranta specie, molte delle quali nel nostro paese si possono trovare anche allo stato selvatico, soprattutto nelle zone costiere. Tipicamente si coltiva la lavandula officinalis, o la specie angustifolia, con foglie più piccole e portamento più compatto rispetto alla versione comunemente diffusa. Queste due specie sono di coltivazione molto semplice, visto che vegetano senza problemi in tutta la penisola. Sono arbusti sempreverdi di medie dimensioni, che tendono ad alzarsi di una decina di centimetri o più ogni anno, e a diventare legnosi e spogli nella parte bassa; per questo motivo è importante potare ogni anno la lavanda, in modo da mantenerla più compatta e densa di foglie. La potatura avviene in piena fioritura, in estate, quando si rimuovono i fiori per i vari utilizzi. Queste piante non temono il gelo, ma se vivete in zone molto fredde, possono necessitare di copertura con temperature inferiori ai -10°C; si coltivano al sole, in un terreno ben drenato, in grandi vasi o in piena terra.

Particolari cure colturali

A parte la potatura, che deve avvenire ogni anno nelle specie di lavanda a foglia aghiforme, le lavande possono venire definite come piante a bassa manutenzione, e infatti vengono spesso utilizzate nelle aiuole stradali, dove crescono quasi allo stato selvatico. Queste piante sopportano senza problemi la siccità, anche se si protrae per lunghi periodi di tempo; ma per avere una pianta rigogliosa e colma di fiori è bene annaffiarla periodicamente, da aprile fino a settembre, evitando di inzuppare il terreno in modo eccessivo: è sufficiente fornire poca acqua ogni 3-4 giorni, per rendere il terriccio fresco e umido. Evitate di annaffiare se la terra è già umida, e rimandate la fornitura di acqua di almeno un paio di giorni. Le piante coltivate in vaso tendono a necessitare di annaffiature più frequenti. Evitate di posizionare queste piante a mezz'ombra o all'ombra completa, perché rischiano di alzarsi eccessivamente, alla ricerca della luce solare diretta, e di produrre pochi fiori.

Utilizzo come pianta officinale

La lavanda è una pianta officinale, utilizzata da millenni per le sue proprietà; il nome deriva dal gerundio latino del verbo lavare, in quanto già ai tempi degli antichi romani la lavanda veniva utilizzata nei detergenti. Le moderne ricerche scientifiche hanno in effetti riscontrato nella lavanda la presenza di sostanze attive con proprietà detergenti, ma anche antisettiche, antibatteriche e analgesiche: la lavanda si utilizza anche in erboristeria, per tisane rilassanti e per la pulizia dei denti e della pelle, anche quella delicata dei bambini. Ha proprietà anti congestionanti, utili per combattere il raffreddore e i malanni da freddo, come il mal di gola o la tosse, e in aromaterapia viene molto utilizzata come rilassante. Tutte le parti della pianta contengono i principi attivi responsabili delle proprietà sopra descritte, sia le foglie, sia i fiori, e anche in parte il legno. Tradizionalmente si utilizzano mazzetti di fiori di lavanda secchi per allontanare le tarme dagli armadi, me questa pianta è utile anche per allontanare le zanzare durante l’estate.

Diverse specie di lavanda

In genere quando si parla di lavanda si intende la lavanda officinale, con rami eretti, foglie grigie aghiformi e fiorellini color lilla intenso (effettivamente questi fiori danno il nome al loro colore, che viene chiamato color lavanda), e tipico profumo molto intenso ed aromatico, che permane anche nei rami secchi. Ma in giardino, e anche allo stato selvatico, si trovano in Italia molte altre specie di questo arbusto particolare. Nei vivai si trova con grande facilità la lavanda dentata, con foglie allargate e dentellate, con un aroma leggermente limonato; molto di moda negli ultimi anni una specie tipica delle coste italiane: lavandula stoechas, detta anche lavanda selvatica. Questa pianta risulta essere molto più decorativa della lavanda officinale, anche perché ha un portamento più denso e compatto, e ha sviluppo minore, tanto da potersi mantenere perennemente al di sotto dei 30-35 cm di altezza. Le infiorescenze presentano petali colorati solo all'apice, assumendo l'aspetto di un minuscolo ananas dal colore lilla; è la lavanda meno aromatica. In vivaio troviamo anche ibridi di lavanda, con fiori rosa, bianchi o blu.

Domande frequenti

  • Quando e come devo potare la lavanda per mantenerla compatta?
    La potatura della lavanda è fondamentale per evitare che la base diventi legnosa e spoglia, mantenendo la pianta densa e fiorita. L'intervento principale va eseguito in estate, durante la piena fioritura: recidete gli steli fioriti per raccogliere i fiori e accorciate leggermente il verde sottostante. Per le specie a foglia aghiforme (come la Lavandula angustifolia), è consigliabile una seconda potatura leggera dopo la fioritura o in primavera, rimuovendo solo i rametti secchi e modellando la chioma senza tagliare troppo in profondità il legno vecchio, che fatica a ricacciare. Una potatura annuale regolare garantisce un portamento ordinato e una produzione abbondante di fiori.
  • Quanto spesso bisogna innaffiare la lavanda e quali errori evitare?
    La lavanda ama la siccità ma soffre i ristagni idrici. Da aprile a settembre, annaffia moderatamente ogni 3-4 giorni, assicurandoti che il terreno sia solo fresco e umido, mai fradicio. Prima di irrigare, verifica sempre l'umidità del suolo: se è ancora bagnato, aspetta qualche giorno. Le piante in vaso richiedono annaffiature più frequenti rispetto a quelle in piena terra. Evita assolutamente di bagnare le foglie e i fiori per prevenire muffe e funghi. In inverno, riduci drasticamente le irrigazioni, poiché la pianta entra in dormienza e il terreno deve restare quasi asciutto per evitare il marciume radicale.
  • Quali sono le principali differenze tra Lavandula angustifolia e Lavandula stoechas?
    La differenza principale risiede nell'aspetto e nell'utilizzo. La Lavandula angustifolia (o officinalis) ha foglie strette e aghiformi, fiori lilla intensi molto profumati ed è ideale per usi officinali, tisane e repellenti naturali. Cresce fino a 60-80 cm. La Lavandula stoechas, detta anche lavanda selvatica o papalina, è più decorativa: ha foglie larghe, un portamento compatto (sotto i 35 cm) e fiori caratteristici con brattee colorate all'apice che ricordano ali o un piccolo ananas. È meno aromatica e resistente al freddo rispetto all'angustifolia, ma molto apprezzata in giardino per la sua bellezza ornamentale continua.
  • La lavanda teme il freddo? Come proteggerla nelle zone molto rigide?
    La maggior parte delle varietà di lavanda, specialmente la Lavandula angustifolia, è rustica e resiste bene al gelo, vegetando in tutta la penisola italiana. Tuttavia, in zone con inverni particolarmente rigidi, dove le temperature scendono stabilmente sotto i -10°C, la pianta può soffrire. In questi casi, è opportuno proteggere la base con pacciamatura di paglia o corteccia per isolare le radici dal gelo. Se previsto un freddo intenso prolungato, puoi coprire la chioma con tessuto non tessuto traspirante, evitando però materiali plastici che intrappolano l'umidità e favoriscono il marciume. Le piante giovani richiedono maggiore attenzione rispetto agli esemplari adulti radicati.
  • Posso usare la lavanda in giardino per allontanare insetti fastidiosi?
    Sì, la lavanda è un eccellente alleato naturale contro molti insetti. Il suo forte aroma repelle naturalmente le zanzare, rendendola perfetta da piantare vicino a zone relax o ingressi d'estate. Inoltre, tradizionalmente si appendono mazzi di fiori secchi negli armadi per allontanare le tarme dai vestiti grazie alle sue proprietà insetticide. Oltre a questi benefici pratici, la lavana attira api e farfalle, favorendo la biodiversità del giardino. Per massimizzare l'effetto repellente verso le zanzare, assicurati che la pianta riceva pieno sole e sia ben sviluppata, così da emanare il massimo del suo profumo aromatico nell'ambiente circostante.

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