malva

Coltivare Orto

Malva coltivazione

La malva è una pianta aromatica, che cresce in diversi tipi di terreni. Le sue proprietà benefiche sono numerose: combatte la stipsi, la tosse, le infiammazioni.

di Redazione

28 agosto 2014

La malva

La malva è una pianta aromatica appartenente alla famiglia delle Malvaceae, che cresce selvaggia e spontanea nelle terre aride della collinari del Mediterraneo. Ha un portamento cespuglioso, con foglie di un verde opaco e scuro espressamente tondeggianti e steli sottili e ricoperti da una peluria leggera; i fiori hanno diversi petali vellutati sfumati tra il rosa ed il viola. Per le sue caratteristiche estetiche, la malva viene apostrofata come pianta ornamentale, coltivata come annuale o pluriennale. La malva è una pianta aromatica conosciuta sin dall’antichità per le sue proprietà benefiche notevoli: essa veniva utilizzata come antinfiammatorio, come rimedio per l’occlusione intestinale, per favorire la guarigione da dolori gengivali e dentali, per prevenire e curare patologie relative alle vie urinarie e all’apparato vaginale; i decotti preparati con infuso di malva, aiutano a contrastare infiammazioni delle vie respiratorie, tosse, e raffreddori. La malva possiede notevoli proprietà benefiche grazie alla presenza di mucillagini, polisaccaridi che attivano una barriera protettiva contro le irritazioni e infiammazioni.

Coltivazione malva

Il clima ideale per lo sviluppo della malva, è un clima temperato, tendenzialmente mite, equilibrato sotto il punto di vista delle temperature. Predilige location soleggiate o a mezz’ombra, leggermente ventilate. Il terreno ideale per questo tipo di pianta, è un terreno tendenzialmente ghiaioso e drenante, anche è possibile che la malva cresca spontanea anche in terreni molto aridi, argillosi e pesanti. La scelta del terreno tende dunque a ricadere su un composto misto. La malva può essere riprodotta per talea, come la maggior parte delle piante, prelevando un ramo e mettendolo a dimora in vaso, fino alo sviluppo di nuove radici; può essere riprodotta per seme, seguendo la metodologia classica e per divisione in cespi. I periodo ideale per avviare la semina, o la messa a dimora, corrisponde all’inizio della primavera. La metodologia di coltivazione cambia per la messa a dimora in terra ed in vaso: nel primo caso, il terreno dovrà essere preparato accuratamente un paio di stagioni prima della messa a dimora, con operazioni di concimazione e vangatura costanti. I semi andranno gettati a spaglio e poi interrati con estrema delicatezza.

Terreno e clima

Se la semina viene effettuata in un semenzaio, si dovrà seguire un iter differente: il terreno composto di sabbia e torba, dovrà essere perfettamente distribuito all’interno di una cassetta di legno. Nel terreno, andranno interrati i semi, e esattamente come per la semina in terra e in vaso, bisognerà concludere l’operazione con un’innaffiatura leggera. Il semenzaio dovrà poi essere coperto da un telo di plastica bucherellato che protegga i semi, lasciando passare l’aria. La crescita e lo sviluppo delle piantine, andrà controllato costantemente: solo quando queste saranno completamente cresciute potranno essere prima diradate e poi estirpate dal semenzaio, per essere collocate in una dimora definitiva. Le innaffiature vanno effettuate con una certa costanza durante il periodo estivo, quando scarseggiano le piogge e la pianta necessita di un’irrigazione più costante. Durante l’inverno invece, le irrigazioni vengono diradate. La concimazione va effettuata prima di eseguire la semina, mentre a seguito, potrà essere diluito dell’azoto per favorire lo sviluppo della pianta.

Malva in cucina

La malva è una pianta che non necessita di operazioni di potatura, salvo in rare occasioni; per favorire lo sviluppo della pianta, è preferibile eliminare costantemente le erbe infestanti eseguendo contemporaneamente operazioni di zappettatura. Il periodo migliore per raccogliere la malva è quello della primavera, anche se esistono diverse fasi per effettuare la raccolta delle foglie e dei fiori. Questi ultimi vanno raccolti manualmente una volta sbocciati, mentre le foglie vanno recise e vengono fatte essiccare per poterne sfruttare le proprietà benefiche. La malva viene utilizzata in cucina in particolare con ortaggi e verdure, perché grazie al suo gusto delicato, dona alle pietanze un tocco in più.

Domande frequenti

  • Come si riproduce la malva e qual è il momento giusto per farlo?
    La malva può essere riprodotta principalmente in tre modi: per seme, per talea o per divisione dei cespi. Il periodo ideale per tutte queste operazioni è l'inizio della primavera, quando le temperature si mitigano. Per la semina, i semi possono essere gettati a spaglio direttamente in terra o in un semenzaio preparato con miscela di sabbia e torba. Se si opta per il semenzaio, i semi vanno interrati delicatamente, irrorati con acqua e coperti con un telo di plastica bucherellato per mantenere l'umidità senza soffocare le piantine. Una volta che le giovani piante sono ben sviluppate, potranno essere diradate e trapiantate nella loro dimora definitiva.
  • Che tipo di terreno e esposizione richiede la malva per crescere bene?
    La malva è una pianta molto adattabile, ma predilige un clima temperato e mite. Per quanto riguarda l'esposizione, ama le posizioni soleggiate o a mezz'ombra, garantendo una buona ventilazione. Il suolo ideale dovrebbe essere tendenzialmente ghiaioso e ben drenante, tuttavia la malva riesce a prosperare anche in terreni aridi, argillosi e pesanti. Se si intende coltivare la pianta in piena terra, è consigliabile preparare il terreno con vangature e concimazioni alcune stagioni prima della messa a dimora. In alternativa, per la coltivazione in vaso, basterà un composto misto drenante.
  • Quali sono le proprietà benefiche principali della malva e come si usano?
    La malva è rinomata per le sue elevate proprietà terapeutiche, dovute principalmente alla presenza di mucillagini e polisaccaridi che creano una barriera protettiva contro le irritazioni. Storicamente viene utilizzata come antinfiammatorio naturale, per combattere la stitichezza (stipsi), alleviare i dolori gengivali e dentali e supportare la salute delle vie urinarie e vaginali. I decotti o infusi di malva sono particolarmente efficaci nel contrastare le infiammazioni delle vie respiratorie, riducendo tosse e raffreddori. L'essiccazione delle foglie permette di conservare queste proprietà per un uso successivo in tisane o preparati erboristici.
  • Come si gestiscono le annaffiature e la concimazione della malva?
    Le esigenze idriche della malva variano in base alla stagione. Durante l'estate, specialmente nei periodi di scarsa piovosità, è necessario irrigare con costanza per evitare che la pianta soffra la siccità. In inverno, invece, le annaffiature devono essere drasticamente ridotte o sospese, poiché la pianta entra in una fase di riposo vegetativo. Per quanto riguarda la nutrizione, la concimazione principale va eseguita prima della semina, arricchendo il terreno. Successivamente, si può somministrare azoto diluito nell'acqua di irrigazione per stimolare la crescita rigogliosa della pianta e delle foglie.
  • Quando e come si raccolgono foglie e fiori di malva?
    Il periodo ottimale per la raccolta della malva è la primavera, sebbene sia possibile intervenire in diverse fasi del ciclo vitale. I fiori vanno raccolti manualmente al momento della completa fioritura, quando sono appena sbocciati, per garantirne la massima qualità estetica e terapeutica. Le foglie, invece, devono essere recise e sottoposte a un processo di essiccazione accurato. Questo metodo di conservazione è fondamentale per poter sfruttare appieno le mucillagini e le proprietà benefiche della pianta durante i mesi invernali. Non sono necessarie operazioni di potatura complesse; basta rimuovere regolarmente le erbe infestanti per favorire lo sviluppo sano.
  • La malva si può usare in cucina? Come ne esalta il sapore?
    Sì, la malva è un'ottima aggiunta culinaria apprezzata per il suo gusto delicato e fresco. Viene utilizzata prevalentemente insieme ad altri ortaggi e verdure, dove contribuisce ad aggiungere una nota aromatica senza sopraffare gli altri ingredienti. Oltre all'uso culinario, le sue foglie essiccate possono essere impiegate per aromatizzare piatti o preparare tisane. La versatilità della pianta permette di sfruttarla sia come ingrediente gastronomico che come rimedio naturale, rendendola una risorsa preziosa sia per l'orto che per l'erbario domestico.