Implosione di edifici

Muri e Muratura

Demolizione e ricostruzione

Le attività di demolizione e ricostruzione fanno parte degli interventi di ristrutturazione edilizia. Si sceglie di demolire quando non è più possibile o conveniente ristrutturare e si preferisce distruggere e tornare ad edificare immobili più adatti alle esigenze odierne ed alle richieste del mercato.

di Redazione

23 marzo 2015

Storia e tecniche di demolizione

Gli interventi di demolizione così ampi ed estesi così come li intendiamo oggi sono nati soltanto intorno al 1800. Prima si riparava, si interveniva sulle parti non più funzionali, ristrutturandole. Non si arrivava alla totale distruzione di interi edifici o quartieri. Tuttavia , ogni qual volta si abbatteva un edificio, i materiali venivano riutilizzati per altre strutture. Oggi purtroppo è quasi impossibile recuperare i materiali di un edificio. Per costruzioni piccole o comunque poco ingombranti possono essere impiegati diversi mezzi meccanici mentre per interi fabbricati o gruppi di case aventi dimensioni importanti si utilizzano tecniche sempre più complesse e innovative come ad esempio le implosioni. L’implosione è una tecnica complessa attuata tramite la collocazione di cariche esplosive in punti strategici di un edificio da demolire. Le cariche vengono fatte esplodere e l'edificio collassa su sè stesso senza coinvolgere gli edifici attigui.

Ricostruzione degli edifici

La ricostruzione prevede l'edificazione di un immobile dove preventivamente è stato demolito, totalmente o parzialmente, un altro fabbricato ormai non più utilizzabile. Questa attività è soggetta a norme e leggi specifiche ed è quindi necessario che sia redatto un progetto e che lo stesso sia approvato dagli organi competenti. La nuova costruzione spesso sarà soggetta a vincoli quali il mantenimento della medesima sagoma e/o la medesima volumetria, oppure (evento assai più raro) essa potrà essere diversa nell’aspetto e nelle dimensioni a patto che il Piano Regolatore Generale (P.R.G.) del luogo consenta di realizzare questo tipo di modifiche. Nel caso in cui l'immobile ricada in zona vincolata bisognerà osservare alcuni limiti attinenti i materiali da usare e l'aspetto/stile della costruzione, che dovrà essere rispettosa del decoro e dell'epoca delle costruzioni circostanti.

Materiali: dalla demolizione alla ricostruzione

Le ricostruzioni possono riguardare la totalità o soltanto una porzione di edificio. Fino al 1800 esse erano infatti solo interventi parziali e spesso venivano riutilizzati i materiali risultanti dalla precedente demolizione. Esempi famosi di riutilizzo sono moltissimi monumenti dell'antica Roma o, in generale, dell'antichità che hanno al loro interno parti di altri edifici (colonne, basamenti, timpani, etc.) di elevata e più antica fattura. Nel caso di ricostruzione parziale la scelta dei materiali dovrà essere molto oculata per rispettare, sia tecnologicamente che esteticamente, la parte di immobile contiguo. La ricostruzione totale è invece un intervento molto più libero e si può decidere di utilizzare un'ampia gamma di materiali da costruzione: dal cemento armato alla pietra, dal legno al laterizio. In ogni caso è buona norma affidarsi ad un professionista qualificato per non trovarsi, in un secondo tempo, di fronte a malfunzionamenti di ogni sorta.

Accorgimenti tecnici

Esistono diversi accorgimenti atti a garantire un corretto funzionamento di un perfetto "organismo" edile. Ogni edificio è, per l'appunto, un organismo che ha un suo equilibrio e, se costruito con oculatezza, sarà perfettamente funzionale e risponderà pienamente alle esigenze dei suoi abitanti. Nel caso di demolizione e ricostruzione, in special modo se parziale, bisognerà prestare quindi attenzione alla scelta dei materiali che dovranno avere quanto più possibile una dilatazione termica simile a quella dei materiali già presenti nell'edificio esistente, curare bene gli incastri tra le due costruzioni e realizzare i cosiddetti "giunti di dilatazione", cioè i collegamenti tra le due strutture, in maniera tale che esse non creino un contrasto tra di loro per assestamento dei suoli, per dilatazione termica o per altre sollecitazioni.

Domande frequenti

  • È obbligatorio mantenere la stessa sagoma e volumetria dell'edificio demolito durante la ricostruzione?
    Non è sempre obbligatorio mantenere la stessa forma, ma dipende dalle normative locali. Generalmente, la ricostruzione segue i principi di mantenimento della sagoma e della volumetria originarie. Tuttavia, il Piano Regolatore Generale (PRG) del comune può consentire variazioni nell'aspetto e nelle dimensioni, anche se questo è meno frequente. Se l'immobile si trova in una zona vincolata, i limiti sono più stringenti: dovrai rispettare i materiali, lo stile architettonico e il decoro urbano, assicurando che la nuova costruzione sia coerente con l'epoca e le caratteristiche degli edifici circostanti. È fondamentale verificare questi aspetti prima di iniziare i lavori.
  • Come si gestiscono le differenze di movimento tra la struttura vecchia e quella nuova?
    Per evitare danni strutturali dovuti a cedimenti differenziati o dilatazioni termiche, è cruciale realizzare correttamente i giunti di dilatazione. Questi elementi fungono da collegamento flessibile tra la parte esistente e quella nuova, assorbendo le sollecitazioni senza creare crepe o rotture. Inoltre, bisogna prestare grande attenzione agli incastri fisici tra le due murature e scegliere materiali per la nuova costruzione che abbiano una dilatazione termica il più possibile simile a quelli preesistenti. Affidarsi a un professionista qualificato è essenziale per calcolare e posizionare correttamente questi giunti e garantire l'integrità strutturale dell'intero edificio.
  • Quali permessi sono necessari per demolire e ricostruire un edificio?
    La demolizione e la ricostruzione sono interventi di ristrutturazione edilizia soggetti a normative specifiche. È indispensabile redigere un progetto dettagliato e ottenerne l'approvazione dagli enti competenti prima di iniziare qualsiasi lavoro. Il processo richiede spesso la presentazione di pratiche edilizie come la CILA o il Permesso di Costruire, a seconda della portata dell'intervento e delle regole comunali. Inoltre, se l'edificio è soggetto a vincoli storici o paesaggistici, saranno necessarie autorizzazioni aggiuntive per garantire che la ricostruzione rispetti i criteri di tutela del patrimonio culturale e ambientale locale.
  • Si possono riutilizzare i materiali della demolizione per la nuova costruzione?
    Mentre in passato era pratica comune reimpiegare pietre, mattoni e travi della vecchia struttura, oggi questa opzione è rara e spesso tecnicamente complessa. Per ricostruzioni parziali, il recupero di materiali antichi può essere interessante dal punto di vista estetico, ma deve essere valutato attentamente per garantire compatibilità tecnologica e stabilità. Nella maggior parte dei casi moderni, specialmente per la ricostruzione totale, si opta per materiali nuovi come cemento armato, laterizio o legno, scelti per le loro prestazioni attuali. Il riuso richiede una consulenza specialistica per assicurare che i vecchi elementi siano sicuri e integrabili con le nuove tecnologie costruttive.