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Ristrutturazione della casa

Permessi per i lavori di ristrutturazione

I permessi per lavori di ristrutturazione sono dei documenti necessari per il restauro o il risanamento degli immobili. Oltre a questi è bene analizzare le norme comunali vigenti sul luogo in cui si opera, in modo tale da non infrangere la legge.

di Redazione

05 agosto 2014

Permessi per lavori di ristrutturazione: linee generali

Prima di effettuare riparazioni edili, è bene capire quali sono i permessi per lavori di ristrutturazione, come e dove intervenire. Innanzitutto occorre analizzare ed elencare l’eventuale presenza di vernici o materiali pericolosi e sostituirli con prodotti non tossici; evidenziare le zone da ristrutturare, il tipo di tecnica da utilizzare, il luogo e le condizioni in cui operare. Dopo aver preso tutti gli accorgimenti necessari, bisogna stilare una lista dei lavori e presentarla al comune presso il quale si trova l’edificio da ristrutturare, con conseguente acquisizione dei permessi indispensabili per iniziare i lavori seguendo le leggi vigenti. Secondo il lavoro da eseguire, bisogna richiedere precisi permessi, tra di essi ci sono: l’edilizia libera, il CIL e la SCIA. Inoltrati tutti i permessi, passati i venti giorni, i lavori potranno iniziare. Se ci si avvale della legge 47 e articolo 26, le ristrutturazioni potranno iniziare il giorno stesso della presentazione della documentazione precedentemente citata.

Permessi per lavori di ristrutturazione: edilizia libera

I permessi per lavori di ristrutturazione non sono necessaria se si parla di edilizia libera. A questa categoria appartengono: l’eliminazione di barriere architettoniche, la manutenzione ordinaria, alcuni interventi di attività agricola e temporanee ricerche nel sottosuolo. Alla manutenzione ordinaria appartengono tutti quegli interventi volti alla riparazione, alle finiture e alla sostituzione d’impianti in modo tale da mantenere la struttura originaria dell’immobile. In altre parole, non occorrono permessi per rifare l’impianto idraulico e dell’acqua, per cambiare interruttori, per tinteggiare e rifare le pavimentazioni dell'abitazione. Inoltre, questi lavori possono essere eseguiti direttamente dal proprietario della casa. Anche per eliminare barriere architettoniche non serve alcun permesso mentre, per la loro realizzazione sì. Le ricerche nel sottosuolo non necessitano, come anche movimenti terra inerenti l’esercizio agricolo, di adempimenti burocratici.

Permessi per lavori di ristrutturazione: CIL o CILA

La CIL è la comunicazione inizio lavori che deve essere presentata secondo il tipo di lavoro che s’intende iniziare. A questa categoria appartiene la manutenzione straordinaria. Si tratta d’interventi volti a rinnovare o sostituire pareti, realizzare porte interne, integrare servizi igienico-sanitari. Per questi lavori occorre comunicare l’inizio delle attività, trasmettere i dati dell’impresa che farà i lavori e una relazione tecnica stilata da un tecnico. La CIL serve anche per l’installazione di pannelli termici (fotovoltaici e solari), la creazione di finitura e pavimentazione degli spazi interni e per tutte quelle opere indispensabili per esigenze temporanee e contingenti le quali, saranno rimosse entro 90 giorni dalla cessazione dell’attività. E' conveniente non confondere la CIL con la SCIA (questa sta via via sostituendo la tradizionale Denuncia Inizio Attività).

Permessi per lavori di ristrutturazione: SCIA

La SCIA (segnalazione certificata d’inizio attività) appartiene alla categoria di permessi per lavori di ristrutturazione che deve essere presentata se si svolge uno dei seguenti lavori: ristrutturazione edilizia, restauro e risanamento conservativo, varianti a permessi di costruire. La ristrutturazione edilizia racchiude tutti quei lavori volti a trasformare l’edificio nel suo insieme, avendo come risultato una struttura diversa dalla precedente. Il restauro e risanamento conservativo mantengono la struttura principale rinnovando gli elementi danneggiati, inserendo accessori, impianti ed eliminando parti estranee dell’edificio stesso. Infine ci sono le varianti ai permessi a costruire. Esse non intaccano né la destinazione d’uso né la volumetria dell’edificio. E’ utile sapere che, oltre ai permessi per lavori di ristrutturazione, occorre inviare presso il comune in cui si trova l’immobile da ristrutturare, la DIA, acronimo di Denuncia Inizio Attività. Essa ha un’attesa di circa 30 giorni e riguarda lavori conformi ai regolamenti edilizi e quelli conformi agli strumenti urbanistici. Da ricordare che questa documentazione si sta sostituendo con la SCIA.

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Domande frequenti

  • Quali lavori posso fare in casa senza presentare alcuna pratica al Comune?
    I lavori rientranti nell'edilizia libera non richiedono permessi o comunicazioni preventive. Questa categoria include la manutenzione ordinaria, come la tinteggiatura delle pareti, la sostituzione delle pavimentazioni esistenti e la riparazione o sostituzione degli impianti idraulici ed elettrici, purché non ne venga alterata la disposizione originaria. Sono inoltre considerati edilizia libera l'eliminazione delle barriere architettoniche (anche se la loro installazione richiede autorizzazioni) e piccoli interventi temporanei nel sottosuolo o legati all'agricoltura. In sintesi, se l'intervento non modifica la struttura portante, la volumetria o la destinazione d'uso dell'immobile e si limita a ripristinare o rinnovare superfici e impianti esistenti, puoi procedere direttamente senza burocrazia.
  • Quando devo presentare la CIL (Comunicazione Inizio Lavori) invece della SCIA?
    La CIL (Comunicazione Inizio Lavori) è obbligatoria per gli interventi di manutenzione straordinaria. Questi comprendono lavori che rinnovano o sostituiscono elementi strutturali o funzionali senza modificare la pianta generale, come la demolizione e ricostruzione di tramezzi interni, la creazione di nuove porte interne, l'ampliamento dei servizi igienico-sanitari e l'installazione di pannelli fotovoltaici o solari termici. È fondamentale distinguere la CIL dalla SCIA: quest'ultima è necessaria per interventi più invasivi come la ristrutturazione edilizia completa o il restauro conservativo. Per la CIL devi trasmettere al Comune l'inizio dei lavori, i dati dell'impresa esecutrice e una relazione tecnica firmata da un professionista abilitato.
  • Cosa cambia tra SCIA e DIA nella ristrutturazione immobiliare?
    Attualmente, la DIA (Denuncia Inizio Attività) sta venendo progressivamente sostituita dalla SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) per semplificare le procedure burocratiche. Mentre la DIA richiedeva un'attesa di circa 30 giorni prima dell'avvio dei lavori, la SCIA permette di iniziare immediatamente dopo la presentazione della documentazione, salvo verifiche contrastanti da parte dell'amministrazione. La SCIA è obbligatoria per la ristrutturazione edilizia (che trasforma l'edificio nel suo complesso), il restauro e risanamento conservativo, nonché per le varianti ai permessi di costruire che non alterano volumetria o destinazione d'uso. Entrambe le pratiche devono essere inviate al Comune dove si trova l'immobile, ma la SCIA offre tempi di attesa ridotti e maggiore certezza giuridica grazie alla certificazione diretta del soggetto responsabile.
  • Posso iniziare i lavori subito dopo aver inviato la pratica al Comune?
    In linea generale, dopo la presentazione della documentazione richiesta (CIL, SCIA o altra), è necessario attendere 20 giorni affinché il Comune possa verificare la conformità della pratica. Tuttavia, esistono eccezioni importanti. Se ti avvali della Legge 47/1985 e dell'articolo 26, oppure se utilizzi specifiche forme di autocertificazione previste dalle normative regionali o nazionali recenti, i lavori possono iniziare il giorno stesso della presentazione della documentazione. È cruciale verificare con un tecnico locale se il tuo intervento specifico rientra nelle casistiche che permettono l'avvio immediato, poiché le regole possono variare leggermente in base al regolamento edilizio comunale vigente. In assenza di queste deroghe, rispettare il termine di silenzio-assenso di 20 giorni è obbligatorio per evitare sanzioni.
  • Chi può eseguire i lavori di edilizia libera?
    Per i lavori classificati come edilizia libera, come la tinteggiatura, la sostituzione di pavimenti o la piccola manutenzione ordinaria degli impianti, non c'è l'obbligo di affidarsi a imprese edili registrate o professionisti iscritti all'albo. Il proprietario dell'immobile può eseguire personalmente tali interventi, a patto che siano sicuri e non richiedano competenze tecniche specializzate certificate. Tuttavia, per questioni assicurative e di responsabilità civile, è spesso consigliabile farsi coadiuvare da personale qualificato o garantire che eventuali lavoratori occasionali siano coperti da assicurazione. Ricorda che, sebbene non serva un permesso comunale, dovresti comunque rispettare le norme sulla sicurezza sul lavoro e gli orari consentiti per i rumori molesti stabiliti dal regolamento comunale.