Casapratica.it · guide e consigli pratici
Impianti · Le Stufe

Termostufe combinate

Aggiornato il 18 marzo 20154 capitoli4 domande frequenti
Termostufa a legna

Termostufe

Le termostufe combinate sono dei sistemi di riscaldamento che utilizzano diverse tipologie di alimentazione, infatti possono utilizzare come combustibile il pellet, la legna alternativamente o insieme al gasolio, al GPL o al metano. Questa tipologia di stufa ha un camino con una camera chiusa, anche se è provvista di uno sportello di vetro che può essere aperto. La particolarità di avere un camino chiuso aumenta l'efficienza e permette di ottenere un ottimo risparmio energetico, infatti parte del calore che viene prodotto può essere recuperato, senza fuoriuscire dalla canna fumaria. Le termostufe possono essere sia ad aria sia ad acqua. I sistemi ad acqua sono forniti di bocchette nelle quali viene immessa aria calda, mentre i sistemi ad acqua vengono collegati all'impianto di riscaldamento sia in maniera diretta sia mediante scambiatori di calore.

Termostufe combinate

Le termostufe combinate ad aria possiedono un'intercapedine posizionata tra il rivestimento che si trova all'esterno e quello all'interno. L'aria all'interno di questo spazio viene riscaldata dalla stufa e viene fatta circolare forzatamente attraverso le bocchette di areazione. Il calore prodotto dalla stufa riscalda l'aria che si trova all'interno dell'intercapedine e non viene disperso attraverso la canna fumaria, infatti è possibile fornire la stufa di canalette che sono in grado di distribuire l'aria calda a diversi ambienti. Nelle termostufe ad acqua, il liquido che proviene dai termosifoni viene riscaldato all'interno dello scambiatore di calore e nell'intercapedine, tornando poi a circolare, nel circuito di radiatori. In questa tipologia di stufa l'intercapedine viene prodotta con delle lamiere di grande spessore, realizzate in acciaio o in ghisa.

Pulizia di una termostufa combinata

Le termostufe combinate devono essere adeguatamente pulite al fine di ottenere un corretto riscaldamento degli ambienti e un funzionamento in completa sicurezza. La pulizia di una stufa dovrebbe essere effettuata almeno un paio di volte alla settimana, indipendentemente da quanto venga impiegata. La pulizia della stufa deve essere sempre effettuata quando il dispositivo sia spento e si sia fatto raffreddare correttamente. Si deve procedere rimuovendo la brace e la cenere nella zona del braciere e in tutta la parte antistante della stufa. Tutti i residui della combustione devono essere rimossi con l'apposito strumento che viene fornito con il dispositivo. Il tubo di scarico deve essere controllato affinché possa svolgere correttamente la sua funzione, quindi si deve valutare lo stato di usura. Le superfici di vetro e di ghisa devono essere lavate con uno spray che possa sgrassarle in maniera ottimale. Le ventole devono essere spolverate per garantire una rotazione migliore.

Manutenzione di una termostufa combinata

Le termostufe combinate richiedono una regolare manutenzione per riuscire a garantire sempre un funzionamento in sicurezza. La prima operazione da svolgere è il controllo delle guarnizioni che si trovano intorno alla porta della stufa che andrebbero sostituite se usurate. In caso sia presente della cenere deve essere rimossa. Se la stufa non dovesse accendersi si potrebbe alzare la temperatura di set point. La canna fumaria deve essere ripulita correttamente in modo che non risulti mai otturata e che vi sia sempre una corretta alimentazione che consenta di non avere perdite di gas. Le termostufe sono ecologiche dal momento che utilizzano combustibili puliti e che producono pochissime emissioni dannose all'ambiente. Ogni anno, come per ogni sistema di riscaldamento, è previsto il controllo e la prova dei fumi, gestito da personale specializzato.

Domande frequenti

  • Come funziona esattamente il recupero termico nelle termostufe combinate?
    Le termostufe combinate sfruttano un camino a camera chiusa per massimizzare l'efficienza energetica. A differenza dei modelli aperti, qui gran parte del calore generato non si disperde direttamente in atmosfera attraverso la canna fumaria, ma viene recuperato. Nei modelli ad aria, un'intercapedine tra i rivestimenti interni ed esterni riscalda l'aria, che viene poi circolata forzatamente verso altri ambienti tramite canalette. Nei modelli ad acqua, il calore scalda il fluido nei termosifoni attraverso scambiatori. Questo design permette di ridurre i consumi mantenendo un'alta resa termica, rendendoli ideali per chi cerca risparmio e comfort.
  • Con quale frequenza devo pulire la mia termostufa per mantenerla sicura?
    La pulizia periodica è fondamentale per la sicurezza e l'efficienza. Si consiglia di effettuare operazioni di pulizia base almeno due volte a settimana, indipendentemente dall'utilizzo. È cruciale agire solo a dispositivo spento e completamente freddo. Bisogna rimuovere braci e ceneri dal braciere e dalle zone anteriori usando gli appositi attrezzi forniti. Inoltre, bisogna controllare lo stato di usura del tubo di scarico e pulire le superfici in vetro e ghisa con spray sgrassanti specifici. Anche le ventole vanno spolverate regolarmente per garantire una rotazione fluida e un corretto flusso d'aria.
  • Quali controlli di manutenzione annuale sono obbligatori per le termostufe?
    Ogni anno è necessario programmare un controllo tecnico specialistico, simile a quello richiesto per altre caldaie. Questa verifica include la pulizia accurata della canna fumaria per evitare ostruzioni e perdite di gas, nonché il test dei fumi per garantire il rispetto delle normative ambientali. Va inoltre ispezionato lo stato delle guarnizioni dello sportello: se risultano usurate o danneggiate, devono essere sostituite immediatamente per evitare fughe di calore o gas. Questi interventi, eseguiti da personale qualificato, assicurano che la stufa continui a funzionare in totale sicurezza ed efficienza, sfruttando appieno i combustibili puliti.
  • Posso usare la stessa stufa per alimentare sia l'aria che l'acqua?
    Sì, le termostufe combinate sono progettate proprio per questa flessibilità. Esistono versioni ad aria, che distribuiscono calore diretto tramite bocchette e intercapedini, e versioni ad acqua, collegate all'impianto di riscaldamento tradizionale (radiatori o pannelli radianti) tramite scambiatori. Molte unità moderne integrano entrambe le funzioni o permettono di scegliere il sistema più adatto alle proprie esigenze strutturali. Questo permette di sfruttare il calore residuo per scaldare l'acqua sanitaria o gli ambienti distanti, ottimizzando l'uso di combustibili come pellet, legna, gasolio o metano nello stesso dispositivo.

Hai altre domande?

Potrebbe interessarti anche