Il giusto spazio per il compostaggio

Fare Giardinaggio

Realizzare un compostaggio fai da te

Attraverso il compostaggio si cerca di imitare tutti quei processi che in natura portano alla formazione dell’humus. Per realizzare un compostaggio fai da te, quindi, si riproducono essenzialmente questi meccanismi in una forma controllata e rapida, attraverso il recupero di molti tipi di rifiuti.

di Redazione

11 novembre 2014

Le regole base per realizzare un compostaggio fai da te

Nel terreno in cui andrà realizzato lo spazio per il composter (contenitore per il compostaggio) si delimita una piccola zona con un graticcio o con una rete a maglie e si copre il compost con un telo in modo da proteggerlo dalla pioggia e dai raggi solari diretti. La soluzione ideale sarebbe quella di collocare il composter accanto alle piante che perdono le foglie durante l’inverno: in questo modo durante l’estate il sole non essiccherà troppo il cumolo e durante le stagioni fredde i raggi solari svolgeranno correttamente tutte le reazioni biologiche. Un altro elemento importante è che nel compost sia presente una giusta quantità d’acqua, indispensabile per l’attività dei microrganismi. Indispensabile, poi, è mantenere un corretto equilibrio fra carbonio e azoto perché questi elementi favoriscono la rapida decomposizione della materia.

La scelta dei materiali adatti al compostaggio

Le materie prime adatte per la formazione del terriccio compostato sono tutti i residui, gli scarti e gli avanzi provenienti da qualsiasi sostanza organica e biodegradabile, ossia aggredibili dai batteri saprofiti. Per un eccellente compostaggio, quindi, si potranno utilizzare: erba, gusci d'uova triturati, fogliame e rami sminuzzati, rimanenze alimentari (non troppe perché potrebbero richiamare mosche o topi), fiori essiccati, fondi di tè e caffè, erbacce, rimanenze di verdura e di frutta, una quantità esigua di cenere, carta non stampata e aghi di pino. E’ assolutamente sconsigliata, viceversa, l’introduzione di qualunque materiale plastico, cenere prodotta dalla combustione del carbone, carta stampata, lattine, ceramica, tutti i tipi di contenitori, vetro, tessuti sintetici e alluminio.

Come scegliere il contenitore per il compost

La scelta del contenitore per il compost dipende molto dalla quantità di materiale che si intende compostare, dal tempo che s’impiega normalmente per la cura dell’orto e dalle dimensioni del terreno disponibile. Il composter è una campana, realizzata generalmente in plastica, che è provvista di un’apertura sulla parte superiore (per inserire i prodotti da compostare) e di una sulla faccia laterale (utilizzata per controllare il compostaggio e prelevare il compost già maturo). In molti comuni, il composter viene distribuito gratuitamente ai cittadini che ne fanno richiesta, i quali possono usufruire anche un buono sconto sullo smaltimento dei rifiuti. Se la cura dell’orto è solo un hobby e non si vuole investire troppo in tempo e denaro (anche se i composter non costano poi tanto) si può optare per una soluzione più pratica: bidoni privati del fondo e provvisti di coperchio.

I diversi metodi di compostaggio

Per realizzare un compostaggio fai da te è possibile sfruttare due metodi differenti: il compostaggio a caldo e quello a freddo. Il compostaggio a caldo viene impiegato quando si produce un gran numero di materiale di scarto e viene definito "a caldo" perché la decomposizione delle sostanze organiche fa innalzare la temperatura del compost fino a 60° C. Per evitare che il concime non marcisca è preferibile disporre un primo strato di foglie e rami per sollevare leggermente il compost da terra. Un’altra buona regola è quella di mescolare bene i rifiuti così da lasciare circolare liberamente l’aria, favorendo l’azione dei microrganismi o, altrimenti, si possono praticare dei fori sul contenitore. Il compostaggio a freddo, invece, è consigliato per chi non ha molto spazio disponibile e soprattutto se la quantità di rifiuti è minima.

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Domande frequenti

  • Quali sono i materiali vegetali e alimentari ideali da inserire nel compost?
    Per un compostaggio efficace, inserisci esclusivamente scarti organici biodegradabili come erba tagliata, foglie secche, gusci d'uovo triturati, avanzi di frutta e verdura, fondi di caffè e tè, nonché piccoli rami sminuzzati. È fondamentale bilanciare i materiali ricchi di azoto (come gli scarti verdi e alimentari) con quelli ricchi di carbonio (foglie secche, carta non stampata, segatura) per favorire la decomposizione. Attenzione agli alimenti: usa piccole quantità di avanzi per evitare cattivi odori e attrarre animali indesiderati come mosche o roditori. Anche gli aghi di pino e le erbacce senza semi possono essere utilizzati, garantendo così un humus ricco e fertile.
  • Cosa non deve mai finire nel compostatore?
    Sono tassativamente vietati tutti i materiali non biodegradabili e quelli potenzialmente nocivi. Non introdurre mai plastiche, vetri, metalli (lattine, alluminio), ceramiche o tessuti sintetici. Evita anche la cenere derivante dalla combustione del carbone, poiché altera il pH del compost, e la carta stampata o lucidata, che contiene inchiostri e chimici dannosi. Inoltre, non mettere carne, pesce, latticini o grassi animali, poiché attirano parassiti e rallentano il processo di decomposizione. Rispettare queste regole garantisce un prodotto finale pulito e sicuro per l'orto e il giardino.
  • Come posizionare il compostore per ottimizzarne il funzionamento?
    Il luogo ideale è parzialmente ombreggiato ma non completamente buio; ad esempio, vicino ad alberi che perdono le foglie in inverno. Questo permette al sole estivo di non seccare eccessivamente il cumulo, mentre nei mesi freddi i raggi solari aiutano le reazioni biologiche. Posiziona il contenitore su un terreno nudo o coperto da una rete/maglia per permettere ai microrganismi e alle lombriche di risalire dal sottosuolo. Proteggi la superficie con un telo contro piogge intense e sole diretto. Assicurati inoltre che il terreno sia ben drenato e che ci sia una corretta circolazione dell'aria intorno al compostore.
  • Qual è la differenza tra compostaggio a caldo e a freddo?
    Il compostaggio a caldo è indicato per grandi quantità di scarti: la decomposizione genera calore naturale, raggiungendo temperature fino a 60°C, che sterilizzano il materiale e accelerano il processo. Richiede mescolature frequenti per ossigenare il cumolo. Il compostaggio a freddo, invece, è più lento e adatto a piccole quantità di rifiuti o spazi limitati. Non si verifica un aumento significativo della temperatura interna. Entrambi i metodi producono ottimo terriccio, ma quello a caldo è più rapido ed efficiente per chi ha un orto grande, mentre quello a freddo richiede meno manutenzione attiva ma più pazienza temporale.
  • Quanto deve essere umido il compost per funzionare correttamente?
    L'umidità è cruciale per l'attività dei microrganismi responsabili della decomposizione. Il compost deve avere un livello di umidità simile a una spagna strizzata: né troppo secco, altrimenti i batteri si bloccano, né zuppo, altrimenti diventa anaerobico, maleodorante e marcescente. Se il cumolo è troppo asciutto, annaffialo leggermente; se è troppo bagnato, aggiungi materiali secchi e porosi come foglie morte, cartone non stampato o trucioli di legno per assorbire l'eccesso. Controlla regolarmente l'equilibrio idrico, specialmente durante le ondate di caldo o dopo forti piogge.