Come fare la margotta

Come fare la margotta: cos’è e quando farla.

Prima di capire come fare la margotta, è conveniente capire di cosa si tratta e quando si esegue. E’ un metodo di riproduzione della pianta come la talea e la semina, con l’unica differenza che le radici si fanno nascere sul ramo o sul tronco della pianta madre. Infatti è conveniente perchè i tempi di nascita e crescita dell'albero, sono più celeri. Nel momento in cui la pianta figlia attecchisce alla pianta madre, si può togliere e farla crescere in tutta autonomia mettendola in un vaso. Questa tecnica può essere praticata solo sulle piante che radicano rapidamente (ficus, ulivo e melograno) e che hanno un aspetto estetico non proprio bello e malandato. Il risultato sarà un albero forte e sano che subisce una sorta di correzione. Esistono tre tipi principali di margotta: semplice, di ceppaia e ad archetto.
La margotta. Fonte: www.bonsaiclub.it.

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Come fare la margotta: margotta semplice.

Esempio di margotta semplice. Fonte: www.grannyshouse.altervista.org.La tecnica della margotta semplice è una pratica effettuata solitamente su piante tropicali e ha come principale obiettivo quello di non danneggiare la pianta madre. prima di capire come fare la margotta bisogna dotarsi di un piccolo coltello e indossare dei guanti. A questo punto, s’incide ad anello un ramo e si raschia una piccola zona. Attorno alla zona si avvolge il fil di ferro, si dispongono degli ormoni radicali, si mette un foglio di plastica che si chiude come una sorta di sacchetto. Prima di sigillare il tutto, il sacco si riempie di muschio, argilla e sabbia. È utile sapere che la plastica da utilizzare deve essere opaca e trasparente, il terriccio non deve essere troppo secco ma neanche troppo bagnato. Quando i capillari sono abbastanza lunghi, la pianta figlia potrà essere staccata dalla madre.

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Come fare la margotta: margotta di ceppaia.

Esempio di margotta di ceppaia. Fonte: www.studioagronomico.altervista.org La seconda tecnica per fare la margotta è quella di ceppaia che solitamente si pratica per fare riprodurre piante da frutto. Prima di tutto occorre lavorare nella zona dei nodi basali del ramo. Portare la pianta madre all’interno di una serra o un vivaio per circa un anno in modo tale che si abitui a questo nuovo ambiente. Prima d’iniziare la fase vegetativa occorre eliminare la parte aerea della pianta; nella zona recisa si formano dei germogli che, raggiunti i 10 cm, devono essere ricoperti con del terriccio; questa operazione si pratica finché non si arriva a coprire tutta la base. In estate iniziano a formarsi le radici e prima che arrivi l'inverno, la pianta figlia può già essere separata dalla madre. A questo punto, la prima si chiama barbatella e la seconda prende il nome di ceppaia.


Come fare la margotta: margotta ad archetto.

Esempio di margotta ad archetto. Fonte: www.giardinauta.it. Fare la margotta ad archetto è probabilmente la tecnica più semplice da praticare. Partendo dalla pianta madre, si piega un suo ramo e si pianta nel terreno (senza reciderlo o danneggiarlo) facendo uscire la sua estremità dal terreno stesso e fissandolo a un paletto di legno ed eventualmente fissandolo con del filo spinato o prodotti simili. La parte del ramo sistemato sotto il terreno sviluppa delle radici mentre, quello fissato al paletto germoglia e crea un nuovo albero. Avvenuto lo sviluppo, il ramo può essere separato dalla pianta madre. La pratica della margotta ad archetto si può eseguire sia su piante ornamentali e sia su piante da frutto. È bene praticarla prima del risveglio vegetativo dell’albero. Bisogna ricordare che, prima di immettere il ramo nella terra, per evitare che si spezzi, è conveniente utilizzare il tralcio più tenero e giovane dell'albero.



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