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Come fare la margotta

Aggiornato il 05 agosto 20144 capitoli5 domande frequenti
La margotta. Fonte: www.bonsaiclub.it.

Come fare la margotta: cos’è e quando farla.

Prima di capire come fare la margotta, è conveniente capire di cosa si tratta e quando si esegue. E’ un metodo di riproduzione della pianta come la talea e la semina, con l’unica differenza che le radici si fanno nascere sul ramo o sul tronco della pianta madre. Infatti è conveniente perchè i tempi di nascita e crescita dell'albero, sono più celeri. Nel momento in cui la pianta figlia attecchisce alla pianta madre, si può togliere e farla crescere in tutta autonomia mettendola in un vaso. Questa tecnica può essere praticata solo sulle piante che radicano rapidamente (ficus, ulivo e melograno) e che hanno un aspetto estetico non proprio bello e malandato. Il risultato sarà un albero forte e sano che subisce una sorta di correzione. Esistono tre tipi principali di margotta: semplice, di ceppaia e ad archetto.

Come fare la margotta: margotta semplice.

La tecnica della margotta semplice è una pratica effettuata solitamente su piante tropicali e ha come principale obiettivo quello di non danneggiare la pianta madre. prima di capire come fare la margotta bisogna dotarsi di un piccolo coltello e indossare dei guanti. A questo punto, s’incide ad anello un ramo e si raschia una piccola zona. Attorno alla zona si avvolge il fil di ferro, si dispongono degli ormoni radicali, si mette un foglio di plastica che si chiude come una sorta di sacchetto. Prima di sigillare il tutto, il sacco si riempie di muschio, argilla e sabbia. È utile sapere che la plastica da utilizzare deve essere opaca e trasparente, il terriccio non deve essere troppo secco ma neanche troppo bagnato. Quando i capillari sono abbastanza lunghi, la pianta figlia potrà essere staccata dalla madre.

Come fare la margotta: margotta di ceppaia.

La seconda tecnica per fare la margotta è quella di ceppaia che solitamente si pratica per fare riprodurre piante da frutto. Prima di tutto occorre lavorare nella zona dei nodi basali del ramo. Portare la pianta madre all’interno di una serra o un vivaio per circa un anno in modo tale che si abitui a questo nuovo ambiente. Prima d’iniziare la fase vegetativa occorre eliminare la parte aerea della pianta; nella zona recisa si formano dei germogli che, raggiunti i 10 cm, devono essere ricoperti con del terriccio; questa operazione si pratica finché non si arriva a coprire tutta la base. In estate iniziano a formarsi le radici e prima che arrivi l'inverno, la pianta figlia può già essere separata dalla madre. A questo punto, la prima si chiama barbatella e la seconda prende il nome di ceppaia.

Come fare la margotta: margotta ad archetto.

Fare la margotta ad archetto è probabilmente la tecnica più semplice da praticare. Partendo dalla pianta madre, si piega un suo ramo e si pianta nel terreno (senza reciderlo o danneggiarlo) facendo uscire la sua estremità dal terreno stesso e fissandolo a un paletto di legno ed eventualmente fissandolo con del filo spinato o prodotti simili. La parte del ramo sistemato sotto il terreno sviluppa delle radici mentre, quello fissato al paletto germoglia e crea un nuovo albero. Avvenuto lo sviluppo, il ramo può essere separato dalla pianta madre. La pratica della margotta ad archetto si può eseguire sia su piante ornamentali e sia su piante da frutto. È bene praticarla prima del risveglio vegetativo dell’albero. Bisogna ricordare che, prima di immettere il ramo nella terra, per evitare che si spezzi, è conveniente utilizzare il tralcio più tenero e giovane dell'albero.

Domande frequenti

  • Quali sono le piante ideali per praticare la margotta?
    La margotta è una tecnica efficace principalmente per specie vegetali che radicano con facilità e rapidità. Le piante più indicate includono il Ficus, l'Ulivo e il Melograno, oltre a molte piante ornamentali e da frutto. Questa tecnica è particolarmente consigliata quando la pianta madre presenta un aspetto estetico degradato o malandato: la margotta permette infatti di ottenere una nuova pianta sana e vigorosa, agendo quasi come una forma di 'correzione' per la genitrice. Non tutte le specie reagiscono bene a questo metodo, quindi è fondamentale verificare la propensione al radicamento della propria varietà prima di procedere.
  • Come si esegue correttamente la margotta semplice?
    La margotta semplice si applica spesso alle piante tropicali per non danneggiare la pianta madre. Si inizia incidendo ad anello un ramo e raschiando leggermente la zona interessata. Successivamente, si applicano ormoni radicali sulla ferita, si avvolge il ramo con del fil di ferro per sostegno e si inserisce un contenitore fatto di plastica opaca e trasparente. Questo 'sacco' va riempito con un mix umido di muschio, argilla e sabbia. Una volta sigillato il tutto, si attende che si formino radici robuste. Solo quando i capillari saranno ben sviluppati, la nuova pianta potrà essere staccata dalla madre e messa in vaso.
  • In che consiste la margotta di ceppaia e quando si fa?
    La margotta di ceppaia è ideale per moltiplicare piante da frutto. Consiste nell'eliminare la parte aerea della pianta madre e lasciare che dai nodi basali della base recisa emergano nuovi germogli. Quando questi raggiungono circa 10 centimetri, vanno progressivamente interrandoli con del terriccio fino a coprire l'intera base. La pianta va mantenuta in un ambiente controllato (come una serra) per un anno. In estate si formeranno le radici e, prima dell'inverno, i nuovi getti potranno essere separati. Si distinguono due fasi: la barbatella (nuova pianta) e la ceppaia (base originaria).
  • Come si realizza la margotta ad archetto passo dopo passo?
    Questa è la tecnica più semplice e sicura. Si seleziona un ramo flessibile, preferibilmente giovane e tenero per evitare rotture, e lo si piega verso il basso fino a toccare il suolo. La sezione del ramo che tocca terra viene interrata, mentre l'estremità superiore viene fatta fuoriuscire dal terreno e fissata verticalmente con un paletto di legno. Il ramo rimane attaccato alla pianta madre durante tutto il processo. Dopo che la parte sotterranea avrà sviluppato radici autonome, il nuovo alberello potrà essere tagliato dalla genitrice. È ottimale eseguire questa operazione prima del risveglio vegetativo primaverile.
  • Quando è il periodo migliore per fare la margotta?
    Il periodo ideale dipende dalla tecnica utilizzata. Per la margotta ad archetto, il momento migliore è generalmente prima del risveglio vegetativo della pianta, ovvero in tarda inverno o inizio primavera. Per la margotta semplice, che coinvolge spesso piante tropicali o indoor, i tempi possono variare ma si tende a operare durante la stagione di crescita attiva per favorire la formazione delle radici. La margotta di ceppaia richiede invece una gestione più lunga (circa un anno) e prevede interventi specifici prima della ripresa vegetativa annuale. Consultare le esigenze specifiche della propria pianta è sempre consigliato.

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