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Migliori materiali inerti

Aggiornato il 20 febbraio 20154 capitoli5 domande frequenti
Aggregati naturali frantumati

Classificazione e caratteristiche dei migliori materiali inerti

Tutti i migliori materiali inerti, naturali o artificiali, sono spesso classificati in base alla loro natura petrografica o all'uso al quale sono destinati. In realtà, i produttori seguono correttamente le indicazioni delle vigenti normative che classificano gli inerti (in tal caso appare più corretta la dicitura di aggregati), ottenuti dalla frantumazione di rocce e destinati ad opere ingegneristiche, in funzione delle loro dimensioni geometriche. In questo caso si riscontrano termini come filler (dal verbo inglese "to fill", che significa riempire), materiale finissimo passante al setaccio di 0,075 mm, sabbia, graniglia, pietrischetto, fino al pietrisco che è formato dagli elementi litoidi più grandi, non superiori a 71 mm. Se, invece, gli aggregati non sono frantumati, ma derivano dalla disgregazione naturale degli elementi più grandi, allora si indicano come sabbia, ghiaino, ghiaietto e ghiaia.

Caratteristiche degli inerti per calcestruzzi cementizi

Nel confezionamento dei calcestruzzi gli inerti non partecipano alle reazioni di indurimento del cemento, ma svolgono un ruolo qualitativo primario nell'esaltare le proprietà di resistenza delle miscele. Anche da un punto di vista quantitativo essi sono importanti ove si pensi che, mediamente, rappresentano circa l'80% del peso di un calcestruzzo ordinario. Ma quali caratteristiche devono possedere i migliori materiali inerti? Innanzi tutto la loro resistenza meccanica deve risultare superiore a quella della pasta di cemento. Per raggiungere questo risultato eventuali granuli friabili devono essere scartati, affinché tutti gli inerti utilizzati abbiano uniforme resistenza. Inoltre, devono essere puliti, cioè privi di sostanze organiche e argillose, e non gelivi per garantire durabilità al'opera da realizzare.

Materiali inerti artificiali

Una valida alternativa ai migliori materiali inerti naturali è rappresentata dagli aggregati leggeri, cioè elementi caratterizzati da una bassa massa volumica in mucchio, intorno ai 600-800 Kg/mc. Si tenga presente che gli inerti naturali, comunemente utilizzati nei calcestruzzi strutturali, solitamente raggiungono valori di circa 1600-1800 Kg/mc. Nei calcestruzzi che impiegano granuli artificiali, più leggeri di quelli naturali, è proprio il granulo l'elemento di minore resistenza rispetto al legante cementizio. Effettuando dei test di laboratorio su provini di calcestruzzo con inerti leggeri si è constatato che il meccanismo di rottura interessa solo i granuli. Intervenendo sulla composizione degli inerti è possibile realizzare anche miscele non aventi funzioni strutturali (massetti per terrazzi), caratterizzate da buone resistenze termiche.

I materiali inerti nel settore del giardinaggio

Dosando la granulometria dei materiali inerti è possibile drenare il terreno per evitare il ristagno dell'acqua che crea un ambiente dannoso per la vita delle radici e, quindi, per lo sviluppo delle piante. I granuli inerti, essendo inattaccabili da muffe ed insetti, non interagiscono con il ciclo biologico delle piante ed impediscono al terreno di compattarsi e, quindi, di ridurre l'apporto vitale dell'ossigeno. Tra l'altro, nel caso si utilizzino vasi trasparenti gli inerti creeranno effetti estetici gradevoli.Disponendo di fioriere sul balcone o sul terrazzo di casa, un ottimo materiale inerte è costituito dall'argilla espansa, facilmente acquistabile in granuli del diametro di alcuni millimetri, mentre per la coltivazione di aiuole è preferibile il lapillo vulcanico, materiale poroso dalla grossa pezzatura.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra inerti naturali e artificiali e quando conviene usare questi ultimi?
    Gli inerti naturali derivano dalla frantumazione o disgregazione di rocce (come ghiaia e sabbia), mentre quelli artificiali sono prodotti industrialmente, come l'argilla espansa o le schiume di vetro. La scelta dipende dall'applicazione: gli inerti naturali sono ideali per strutture pesanti e resistenti, poiché offrono alta densità (1600-1800 kg/m³). Al contrario, gli inerti artificiali sono 'leggeri' (600-800 kg/m³) e perfetti per calcestruzzi non strutturali, massetti isolanti o giardinaggio, dove si privilegia la leggerezza dell'opera e le proprietà termiche rispetto alla pura resistenza meccanica.
  • Perché gli inerti devono essere puliti e privi di sostanze organiche nel calcestruzzo?
    La purezza degli inerti è cruciale perché le sostanze organiche, l'argilla o le impurità interferiscono negativamente con il legame chimico tra il cemento e gli aggregati. Se presenti, queste impurità possono indebolire la struttura finale, riducendo la resistenza meccanica e compromettendo la durabilità dell'opera nel tempo. Inoltre, gli inerti devono avere una resistenza meccanica superiore a quella della pasta di cemento stessa; l'uso di granuli friabili o sporchi creerebbe punti deboli, portando a cedimenti precoci o fessurazioni nella struttura in calcestruzzo.
  • Come si classificano gli inerti in base alla dimensione dei granuli?
    La classificazione tecnica segue norme precise basate sulla granulometria, ovvero la dimensione delle particelle. Si parte dal 'filler', materiale finissimo che passa attraverso setacci di 0,075 mm, seguito dalla sabbia e dalla graniglia. Proseguendo verso dimensioni maggiori si trovano il pietrischetto e infine il pietrisco, che comprende gli elementi litoidi più grandi, fino a un massimo di 71 mm. Questa suddivisione è fondamentale per determinare l'impiego corretto del materiale, assicurando che la miscela abbia la giusta compattezza e resistenza per l'uso previsto.
  • A cosa servono gli inerti nel giardinaggio e quali scegliere per vasi e aiuole?
    Nel giardinaggio, gli inerti migliorano il drenaggio del terreno, evitando il ristagno idrico che soffoca le radici, e impediscono la compattazione del suolo, garantendo il passaggio di ossigeno. Essendo inerti, non favoriscono muffe o parassiti. Per vasi e fioriere, l'argilla espansa è l'ideale grazie ai suoi granuli piccoli e leggeri. Per le aiuole esterne, invece, è preferibile il lapillo vulcanico: ha una pezzatura più grossa e una struttura porosa che favorisce un drenaggio ancora più efficace e mantiene il terreno aerato per le colture.
  • Quanto incidono gli inerti sul peso totale del calcestruzzo?
    Gli inerti costituiscono la componente principale del calcestruzzo, rappresentando mediamente circa l'80% del suo peso totale. Questo dato evidenzia quanto siano determinanti per le proprietà finali della miscela: non sono semplici riempitivi, ma contribuiscono attivamente alla resistenza strutturale. La scelta del tipo di inerte (naturale pesante o artificiale leggero) influenzerà direttamente il peso complessivo dell'opera finita, permettendo di ottimizzare la struttura sia in termini di carico statico che di isolamento termico.

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