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Legno fai da te

Aggiornato il 15 luglio 20144 capitoli5 domande frequenti
legno

Tipologie diverse del legno

Chi è alle prime armi nella lavorazione del legno potrebbe non sapere che in commercio, e ovviamente in natura, esistono diverse di tipologie di legname, ognuna con le proprie caratteristiche, destinazioni d'uso, vantaggi e svantaggi. Qui di seguito, un elenco delle varietà più popolari di legno fai da te: • cedro: con un colore rossastro, è relativamente morbido, con una grana dritta e un odore leggermente aromatico. Viene utilizzato per progetti esterni, perché in grado di sopportare bene l'umidità; • abete: con un colore rosso-marroncino, di consistenza dura, poco costoso e spesso utilizzato per le costruzioni edili e mobili massicci; • pino: disponibile in varie tonalità, facile da lavorare, relativamente morbido e utilizzato per la costruzione di mobilio; • ciliegia: molto popolare, facile da lavorare, abbastanza costoso, con un colore bruno rossastro, molto malleabile e utilizzato per la realizzazione di mobili; • mogano: di colore rossastro, durezza media, con una grana dritta e molto costoso; • noce: molto resistente, facile da lavorare, con un costo medio e utilizzato per grandi lavori edili.

Strumenti per la lavorazione del legno

Per la lavorazione del legno fai da te, oltre alle tecniche basilari, è bene conoscere quelli che sono gli attrezzi principali e i loro utilizzi: • lo scalpello: utilizzato per rimuovere il materiale in eccesso e per gli intagli di sgrossatura, viene usato singolarmente o con l'ausilio di un martello gommato; • i morsetti: conosciuti come "morse per fissaggio", sono dispositivi utilizzati per creare pressione al fine di fissare oggetti o materiali in combinazione, per evitare movimenti che possano separarli; • il martello: disponibili in una varietà numerosa di materiali che lo compongono, hanno per lo più la funzione di applicare una forte e breve pressione sui punti di lavorazione; • la sega: utilizzata principalmente per tagliare il legno con la presenza di una lama seghettata; • la pialla: utilizzata per livellare e spianare il pezzo di legno, difficili da rimuovere con il semplice ausilio della carta vetrata; • la carta vetrata: carta con superficie ruvida, utilizzata per lisciare e rifinire la superficie a lavorazione ultimata.

La finitura del legno e i prodotti da utilizzare

La finitura del legno si riferisce all'ultima fase della sua lavorazione, ossia il processo di raffinazione finale o protezione della superficie, in particolare nella realizzazione dei mobili. La finitura, molto importante nel legno fai da te, avviene con l'ausilio di vari prodotti: • vernice o gommalacca: applicati con l'utilizzo di un pennello, in genere tendono a scurire il colore del legno evidenziandone le venature e nel contempo forniscono protezione contro gli agenti atmosferici, l'umidità e il tempo; • oli: il risultato finale è simile alla finitura con la cera, con l'unica differenza che lo strato protettivo è molto più sottile. Serve per donare lucentezza e protezione dai graffi; • cera: vi si trova in una moltitudine di colorazioni e viene utilizzata principalmente per proteggere il materiale dalle abrasioni, donare lucentezza e coprirne buchi e/o ammaccature; • vernice poliuretainica e acrilica: sono vernici di colore trasparente, adatte a preservare il legno dai graffi dall'umidità. Generalmente creano uno strato plastificato sulla superficie.

Tecniche lavorazione del legno

Le tecniche per la lavorazione del legno fai da te, possono essere riassunte in quattro fasi: • intaglio: in cui il materiale viene tagliato su misura e subisce una prima lavorazione per dargli l'aspetto desiderato; • levigatura: in cui la superficie del legno viene resa liscia e senza schegge; • finitura: in cui vengono utilizzati prodotti indicati per la protezione, il colore e la lucentezza; • assemblaggio: fase finale, in cui prende vita il proprio progetto. Esso prevede l'unione delle parti realizzate seguendo dei passaggi precisi grazie ai quali avranno si arriverà al completamento del progetto. I pezzi, in seguito, vengono fissati tra loro con l'ausilio di chiodi o collanti per legno e lasciati asciugare. Nella lavorazione del legno è, comunque, richiesta molta attenzione e manualità, per evitare d'incorrere in spiacevoli incidenti di lavoro.

Domande frequenti

  • Quale tipo di legno è più indicato per un principiante assoluto?
    Per chi inizia da zero, il pino è generalmente la scelta migliore. È un legno relativamente morbido, facile da lavorare con strumenti base e disponibile a costi contenuti. A differenza di essenze dure come la quercia o il noce, il pino si lascia tagliare e levigare senza richiedere sforzo eccessivo, permettendo di imparare le tecniche fondamentali commettendo errori meno costosi. L'abete è un'altra valida alternativa economica, specialmente per strutture portanti o mobili massicci, mentre il cedro risulta utile ma specifico per progetti esterni grazie alla sua resistenza naturale all'umidità.
  • Quali sono gli attrezzi indispensabili per iniziare a lavorare il legno?
    Non serve attrezzatura professionale immediata. Gli essenziali includono: un martello per guidare gli utensili, una sega manuale per i tagli grossolani, uno scalpello per rimuovere materiale in eccesso e definire dettagli, e morsetti per bloccare saldamente il pezzo durante il lavoro, garantendo sicurezza e precisione. Per la rifinitura, la carta vetrata è fondamentale per levigare le superfici. Una volta acquisita dimestichezza, si potranno aggiungere pialle elettriche o trapani, ma questi cinque elementi permettono di realizzare molti progetti fai-da-te di base in totale autonomia.
  • Come si proteggono i mobili realizzati in legno dagli agenti esterni?
    La protezione dipende dall'uso del mobile. Per interni, oli e cere offrono una finitura naturale e sottile: gli oli penetrano nel legno donando lucentezza e protezione leggera dai graffi, mentre le cere coprono piccoli difetti e aggiungono brillantezza. Per esterni o ambienti umidi, è preferibile usare vernici poliuretaniche o acriliche trasparenti. Queste creano uno strato plastificato resistente che isola il legno dall'umidità e dal tempo, preservando le venature senza alterarne troppo il colore originale, a differenza della gommalacca che tende a scurire leggermente la superficie.
  • Qual è la sequenza corretta per finire un oggetto in legno?
    Il processo segue quattro fasi precise per garantire un risultato duraturo. Innanzitutto, si procede con l'intaglio per dare la forma desiderata al materiale. Successivamente, si effettua la levigatura con carta vetrata di grane progressivamente più fini per eliminare schegge e rendere la superficie perfettamente liscia. Solo dopo aver rimosso tutta la polvere, si applica la finitura (vernici, oli o cere) per proteggere e valorizzare il legno. Infine, si passa all'assemblaggio: i pezzi vengono uniti tramite chiodi o collanti specifici, lasciando asciugare completamente prima di considerare il progetto concluso.
  • Cosa distingue il legno di ciliegia da quello di noce?
    Entrambi sono pregiati e facili da lavorare, ma presentano differenze chiave. Il legno di ciliegia ha un colore bruno-rossastro, è molto malleabile e preferito per mobili di design, anche se il suo prezzo è piuttosto elevato. Il noce, invece, è noto per la sua eccezionale resistenza meccanica e un costo medio, rendendolo ideale per grandi lavori edili o strutture che devono sopportare carichi pesanti. Mentre la ciliegia offre una bellezza estetica calda e uniforme, il noce garantisce robustezza strutturale superiore, giustificando la sua popolarità nelle costruzioni solide.

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