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La carriola

Aggiornato il 17 luglio 20144 capitoli5 domande frequenti
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Come è fatta la carriola

La forma di base di una carriola è più o meno stata sempre la stessa nel corso del tempo. Tecnicamente è una leva del secondo tipo. In genere è formata da: un vassoio profondo o una piattaforma, detta in genere cassone, che contiene il carico ed è montata su un telaio leggero; questo è costituito di materiale plastico oppure di lamiera in acciaio a seconda del tipo di materiale da trasportare e al fine di garantire la giusta resistenza a urti e a pressioni. Una o due ruote, centrale o laterali, di solito di gomma, su cui poggia il telaio da una estremità. Due manici, spesso ricoperti di materiale plastico o gommoso per una migliore impugnatura, i quali sono in pratica un prolungamento di due stanghe che sono collegate alla ruota e che costituiscono il suo telaio. Su queste stanghe sono fissati i supporti che consentono l'appoggio della carriola a terra i piedistalli che consentono di poggiarla evitando che si ribalti. In base alla forma può assumere diverse denominazioni: c’è quella francese, austriaca, tedesca, olandese, americana, inglese, italiana e così via.

Uso della carriola

Quando una carriola si trova in posizione di fermo, le gambe la tengono poggiata a terra. Quando invece la carriola si trova in movimento, l'utilizzatore solleva le sue gambe da terra, mediante i manici, e riesce a spingere o a tirare il carico, avendo il maggior peso che carica sulla ruota invece che nelle sue mani. La carriola viene usata principalmente nell’edilizia dai muratori per trasportare materiali pesanti come il cemento, la malta, i mattoni o altri tipi di materiali, sempre nell’ambito delle distanze del cantiere. I manovali che sono gli addetti a un trasporto mediante la carriola vengono detti carriolanti. Quando invece è destinata a un trasporto di materiale piuttosto leggero, come foglie secche oppure rametti da giardinaggio, la parte del cassone è in materiale meno resistente e ha anche delle dimensioni maggiori. In questo caso la distanza del trasporto può anche essere maggiore grazie al minor peso dei materiali. Le carriole usate per giardinaggio hanno soprattutto ruote larghe per non danneggiare la terra e il prato.

Storia della carriola

Non è del tutto chiaro quando e dove sia stata progettata per la prima volta la carriola e chi sia stato l’ideatore. Secondo gli archeologi le prime carriole sono state utilizzate in Grecia dal quarto secolo a.C. e poi adottate dai Romani. Altri sostengo o che sono stati i cinesi a inventare questa attrezzatura. È comunque possibile che tutte e due le culture abbiano avuto questa idea in maniera indipendente. Esiste anche una leggenda, non del tutto attendibile o accertata, che sia proprio Leonardo da Vinci l’inventore della carriola, perché era stufo di vedere operai che trasportavano con molta fatica oggetti pesanti e pochi per volta. Sicuramente è uno strumento che è stato concepito originariamente per trasportare materiali da costruzione piuttosto pesanti come dei mattoni, delle travi, del cemento e la pietra delle cave.

La motocarriola

Oggi esiste anche la motocarriola che è un attrezzo composto dal cassone che poggia su ruote e che viene mosso mediante un propulsore. Viene usata principalmente nei cantieri per la costruzione di edifici e a volte anche nel giardinaggio: infatti è capace di trasportare dei materiali molto pesanti oppure ingombranti. È nata negli anni sessanta ed era fatta dal piano orizzontale per il carico che aveva sponde laterali. Questo era sostenuto dall'asse che univa le ruote anteriori e la sua terza ruota era posteriore e imprimeva il movimento che era trasmesso mediante un motore piccolo con due tempi. Il manovratore impartiva la direzione tramite delle leve fisse, esattamente come in quella a mano. Negli anni la motocarriola ha subito evoluzioni e oggi è dotata di cingoli, di un motore elettrico, di un cassone che si ribalta e da tanti altri accessori come ad esempio la pala spartineve.

Domande frequenti

  • Come funziona meccanicamente una carriola e perché facilita il trasporto?
    Tecnicamente, la carriola è classificata come una leva di secondo tipo. Questo design permette di spostare carichi pesanti con uno sforzo ridotto: il punto di appoggio è la ruota (fulcro), il carico si trova nel cassone (resistenza) tra la ruota e i manici, mentre la forza applicata dall'operatore sui manici (potenza) agisce all'estremità opposta. Grazie a questa configurazione, la maggior parte del peso grava direttamente sulla ruota anziché sulle braccia dell'utente, rendendo possibile movimentare materiali come cemento o mattoni con maggiore efficienza e minore affaticamento fisico rispetto al trasporto manuale diretto.
  • Quali sono le differenze principali tra una carriola da giardino e una da edilizia?
    Le differenze risiedono principalmente nella resistenza del cassone, nel tipo di ruote e nel volume. Per l'edilizia, il cassone è realizzato in lamiera d'acciaio robusta per resistere a urti e pressioni elevate causati da materiali densi come pietrame o calcestruzzo. Al contrario, le carriole da giardino hanno cassoni spesso in plastica leggera e volumi maggiori per raccogliere materiali leggeri come foglie o terriccio. Un dettaglio cruciale riguarda le ruote: quelle da giardino sono solitamente più larghe per distribuire il peso e non compattare o danneggiare il prato, mentre quelle da cantiere sono progettate per la stabilità su terreni irregolari e sconnessi.
  • Cosa sono le motocarriole e quando conviene utilizzarle?
    La motocarriola è un'evoluzione motorizzata della carriola tradizionale, nata negli anni '60 per aumentare drasticamente la capacità di carico e ridurre lo sforzo umano. È dotata di un propulsore (originariamente a due tempi, oggi spesso elettrico) che muove le ruote, permettendo di trasportare materiali molto pesanti o ingombranti su distanze anche lunghe. A differenza di quella manuale, offre accessori avanzati come cassoni ribaltabili, cingoli per terreni fangosi e dispositivi aggiuntivi. Si consiglia il suo impiego in grandi cantieri edili o giardini estesi dove il numero di viaggi richiesti sarebbe troppo elevato per una versione manuale.
  • Quali sono le parti fondamentali che compongono la struttura di una carriola?
    Una carriola standard si compone di quattro elementi strutturali chiave. Il cassone è il contenitore superiore, disponibile in plastica o acciaio, dove viene riposto il carico. Il telaio sostiene il cassone e collega le varie componenti, spesso integrato nelle stanghe. Le stanghe o manici, prolungamenti del telaio, terminano con impugnature ergonomiche rivestite in gomma o plastica per migliorare la presa. Infine, il sistema di rotolamento include una o due ruote centrali o laterali e i piedistalli posteriori: questi ultimi servono a stabilizzare la carriola quando è ferma, impedendole di ribaltarsi all'indietro durante le operazioni di caricamento o scaricamento.
  • Esistono diversi modelli di carriola? A cosa servono le varianti nazionali?
    Sì, esistono numerose varianti denominate spesso in base alla loro origine geografica o alle specifiche caratteristiche costruttive (come francese, austriaca, tedesca, ecc.). Queste denominazioni indicano differenze sottili nel design del telaio, nella geometria del cassone o nel sistema di bilanciamento, adattate alle esigenze lavorative locali. Ad esempio, alcune possono avere cassoni più profondi per liquidi o fanghi, altre strutture più compatte per spazi angusti. Sebbene il principio della leva rimanga costante, scegliere il modello giusto significa ottimizzare la manovrabilità in base al tipo specifico di terreno e alla natura del materiale che si intende trasportare.

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