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Come fare muri di sostegno

Aggiornato il 08 agosto 20144 capitoli4 domande frequenti
Muro di sostegno

Come fare muri di sostegno: primo passo.

Grazie alle innumerevoli guide presenti nella rete, è possibile capire come fare i muri di sostegno. Sono delle semplici costruzioni che si eseguono mettendo in pratica alcune facili azioni. Prima di tutto si pratica uno scavo in modo tale da osservare tutta la zona nella quale realizzare il muro di sostegno. Se ci si trova in un terreno non livellato o, composto da terra poco consistente, occorre posizionare profilati in ferro. Così facendo, nel momento in cui si distribuisce il calcestruzzo, queste travi ancorano il muro al terreno. Se il dislivello è notevole, occorre delimitare la zona interessata, piantare dei pali dove si costruirà il muro e segnare la differenza di livello del terreno con un filo. Concluse le fondamenta del muro, si prosegue con il posizionamento di "ritti", cioè asse di sostegno (permette di avere un risultato regolare e uguale). Prima si fissano, mediante alcuni puntelli, quelli che devono stare ai lati del terrapieno in modo tale da raggiungere il risultato desiderato.

Come fare muri di sostegno: secondo passo.

La seconda fase che mostra come fare muri di sostegno è data dal capire che la struttura che si sta realizzando deve essere in grado di sostenere la spinta praticata dal terrapieno. A questo proposito si deve conferire alla facciata esterna un livello d’inclinazione pari a un sesto dell’altezza totale del muro. In altre parole se il muro è alto 1 metro, la base deve essere spessa 50 cm e la vetta 35 cm. La stessa regola vale per l’installazione dei ritti (assi di sostegno). Su questi ultimi si piantano, ogni 20 cm circa, dei chiodi sui quali, si dispongono funi con contrappeso in modo tale da avere una guida durante la costruzione del muro. È bene tenere a mente che le funi poste sui ritti alla base del muro devono essere ben tese. Invece, quando si procede nella disposizione dei mattoni, si collocano prima quelli esterni seguendo la linea delle funi messe col contrappeso.

Come fare muri di sostegno: terzo passo.

Per migliorare la posa dei mattoni è possibile utilizzare delle tavole in legno che si dovranno mettere sugli spigoli dei mattoni in modo tale da avere un’inclinazione uguale su tutta la parte anteriore del muro. Dopo che tutta la struttura è asciutta, si procede con l'eliminazione delle tavole precedentemente citate. Per avere una giusta verticalità della parete posteriore bisogna tagliare tutti i mattoni su misura (basta dare un colpo al mattone usando la cazzuola); la parte irregolare del mattone, dopo averla ricoperta di malta si mette nella parte interna del muro per avere una struttura liscia. Man mano che si esplicano i passaggi per fare muri di sostegno, si nota che servono strumenti specifici del campo edile, materiali quali mattoni, cemento, malta etc ma anche, una certa conoscenza base di questo campo.

Come fare muri di sostegno: quarto passo.

Oltre che comprendere come fare muri di sostegno, occorre seguire alcuni semplici accorgimenti in modo tale da raggiungere ottimi risultati e avere una struttura molto resistente. Non serve ricordare che, prima di realizzare qualsiasi opera edile, è utile acquistare materiali di alta qualità, avere i giusti attrezzi e realizzare le giuste miscele (secondo il muro di sostegno che s’intende realizzare). Un punto fondamentale è la miscelazione della malta. Essa deve essere composta di due parti di sabbia e una di cemento, in modo da essere grassa a tal punto da drenare l’acqua. A lavoro terminato, questo impasto sarà molto adatto sia per il terrapieno e sia per non far stagnare l'acqua piovana all'interno del muro e quindi provocare delle piccole spaccature che, con l'andare del tempo, provocheranno danni strutturali.

Domande frequenti

  • Quale inclinazione deve avere un muro di sostegno per garantire stabilità?
    La facciata esterna del muro deve presentare un'inclinazione pari a un sesto dell'altezza totale. Questa regola strutturale è fondamentale per resistere alla spinta esercitata dal terrapieno. Ad esempio, per un muro alto 1 metro, la base dovrà essere spessa 50 cm mentre la sommità ne avrà solo 35. Mantenere questa pendenza corretta, verificata spesso con funi e contrappesi appesi agli assi di sostegno, assicura che la struttura non ceda sotto pressione e rimanga esteticamente regolare.
  • Come preparare correttamente la malta per un muro di sostegno?
    La miscela ideale per la malta destinata ai muri di sostegno deve essere composta da due parti di sabbia e una di cemento. Questo rapporto garantisce una consistenza 'grassa', essenziale per la lavorabilità e soprattutto per le proprietà drenanti. Una malta troppo secca o priva di sufficiente legante non permetterebbe all'acqua di scorrere via efficacemente, causando ristagni interni che, col tempo, potrebbero generare crepe e compromettere l'integrità strutturale del muro a causa del gelo o della pressione idrostatica.
  • È necessario installare drenaggio nei muri di sostegno?
    Sì, è cruciale prevenire il ristagno idrico per evitare danni strutturali. Oltre a usare una malta drenante (2 parti sabbia e 1 cemento), si consiglia di predisporre tubazioni o filtri drenanti dietro il muro. L'accumulo di acqua aumenta drasticamente la pressione contro la struttura, specialmente in caso di piogge intense. Un corretto smaltimento dell'acqua piovana protegge il muro da spaccature e cedimenti, garantendo longevità e sicurezza, specialmente se il terreno circostante è saturo o poco stabile.
  • Quando e come si rimuovono gli assi di sostegno (ritti)?
    Gli assi di sostegno, o 'ritti', devono rimanere in posizione fino a completa asciugatura e presa della muratura. Solo dopo che la struttura ha raggiunto la necessaria solidità si procederà alla loro rimozione. Durante la costruzione, questi elementi guidano la verticalità e l'inclinazione tramite funi tese; una volta tolta la forma, eventuali irregolarità posteriori possono essere lisce con malta e mattoni tagliati su misura, assicurando una finitura pulita senza compromettere la stabilità già acquisita.

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