Porzione del muro di Troia

Materiali in Edilizia

Come realizzare un muro di cinta

Il muro di cinta è un manufatto isolato, alto al massimo tre metri, edificato essenzialmente per motivi di protezione sul confine della nostra proprietà. Come realizzare un muro di cinta? Numerosi sono i materiali (pietre, mattoni, calcestruzzo) e le tecnologie oggi disponibili, tutte molto valide.

di Redazione

26 febbraio 2015

Origini storiche dei muri di cinta

Gli studiosi di archeologia hanno datato i primi esempi di muri di cinta a periodi risalenti a quasi 4.000 anni fa. Molte di queste costruzioni sono oggi ancora rimaste, seppure in parte, nonostante le distruzioni provocate dalle guerre, dai terremoti e dal trascorrere del tempo. Uno degli esempi più famosi è quello delle nove mura di cinta dell'antica città di Troia, risalenti all'Età del Bronzo e ampiamente documentate nell'Iliade di Omero e nell'Eneide di Virgilio. Le mura di Troia con le spesse fortificazioni (oltre 4 m) e le alte torri di guardia (circa 13 m di altezza) sono ancora oggi visibili a testimonianza della eccezionale qualità e purezza delle pietre calcaree adoperate e, soprattutto, della tecnica, mai riscontrata in nessuna opera del genere, con la quale queste pietre furono tra di loro assemblate.

Caratteristiche geometriche e tipologiche dei muri di cinta

Il muro di cinta, essendo un manufatto isolato e di modesta altezza (inferiore a tre metri), non rientra nei casi previsti dal nostro codice civile sulle distanze legali. Dal punto di vista geometrico è costituito da una parete avente sezione generalmente rettangolare, raramente trapezoidale, il cui spessore, variabile tra 10-30 cm circa, è in funzione dei materiali utilizzati per la sua costruzione. I carichi agenti su un muro di cinta sono costituiti dal suo peso proprio, correlato alla natura del materiale (ad esempio, per il calcestruzzo è circa 2300 Kg/mc), e dalla pressione cinetica del vento che nelle zone a ventosità più elevata può raggiungere valori di circa 60 daN/mq di superficie del muro. Come realizzare un muro di cinta? Mattoni, conci di pietre e il classico calcestruzzo sono i materiali normalmente utilizzati.

Come realizzare le fondazioni per un muro di cinta

La costruzione di un muro di cinta di modesta altezza non presenta eccessive difficoltà; ma come realizzare un muro di cinta alto quasi tre metri? Le forze agenti su un muro così alto (vento e peso proprio) impongono l'esecuzione di un'idonea fondazione, preferibilmente in calcestruzzo di cemento. Pertanto, la prima cosa da fare è delineare con gesso o polvere di calce il perimetro dell'area da recintare. Su questo allineamento si procederà ad eseguire uno scavo le cui dimensioni dipendono dalla natura del terreno; come indicazione di massima è opportuno che la fondazione sia larga almeno tre volte lo spessore del muro. Nello scavo eseguito a mano o con mezzi meccanici, si posiziona una gabbia di tondini d'acciaio e si procede con la fase di getto del calcestruzzo.

Come realizzare un muro di cinta

Per realizzare un muro di cinta duraturo ed apprezzabile dal punto di vista estetico, si predispone sulla fondazione ben livellata un primo filare di mattoni ad incastro lungo l'allineamento che avremo creato in precedenza tramite una corda tesa posta in prossimità dei vertici del muro. I mattoni, in generale delle dimensioni 25x43 cm, sono posti ad una distanza pari allo spessore del muro così da creare un'intercapedine nella quale, prima del getto di calcestruzzo, troveranno sistemazione le tubazioni per il passaggio di eventuali cavi elettrici, utili per disporre di punti luce e prese di corrente. Il numero dei filari (in alcune regioni sono chiamati "corsi") è quello necessario per raggiungere la sommità del muro. Eventuali curve o lati inclinati del muro saranno realizzati tagliando a misura i mattoni.

Domande frequenti

  • Quali sono le caratteristiche dimensionali e strutturali principali di un muro di cinta?
    Un muro di cinta è definito come un manufatto isolato con un'altezza massima di tre metri. Geometricamente presenta una sezione prevalentemente rettangolare, talvolta trapezoidale, con uno spessore che varia solitamente tra i 10 e i 30 centimetri, a seconda del materiale scelto. Non rientra nelle norme sulle distanze legali del Codice Civile. I carichi principali da considerare sono il peso proprio del materiale, ad esempio circa 2300 kg/mc per il calcestruzzo, e la pressione del vento, che può arrivare a 60 daN/mq in zone ventose, richiedendo quindi una progettazione attenta alla stabilità.
  • Come si realizzano correttamente le fondamenta per un muro di cinta?
    Le fondamenta sono cruciali, specialmente per muri vicini ai tre metri, per resistere al vento e al peso proprio. Si inizia segnando il perimetro con gesso o calce. Lo scavo deve avere una larghezza minima pari a tre volte lo spessore del muro finale, adattandosi alla natura del terreno. All'interno dello scavo si posiziona una gabbia armata con tondini d'acciaio per rinforzare la struttura, per poi procedere con il getto di calcestruzzo. Questa base garantisce la stabilità e la durata nel tempo dell'intera costruzione.
  • È possibile installare illuminazione elettrica nel muro di cinta durante la costruzione?
    Sì, è consigliabile prevedere l'impianto elettrico in fase di realizzazione per evitare lavori distruttivi successivi. Durante la posa del primo filare di mattoni ad incastro, si crea intenzionalmente un'intercapedine centrale. In questa cavità, prima di effettuare il getto di calcestruzzo per riempire la struttura, si posizionano le tubazioni necessarie per il passaggio dei cavi elettrici. Questo accorgimento permette di avere punti luce e prese di corrente accessibili e protetti all'interno del muro stesso.
  • Quale tecnica di posa si utilizza per i mattoni nella costruzione del muro?
    Si predispone un primo filare di mattoni ad incastro sulla fondazione perfettamente livellata, utilizzando una corda tesa tra i vertici come guida per mantenere l'allineamento corretto. I mattoni standard, spesso di dimensioni 25x43 cm, vengono posizionati lasciando una distanza uguale allo spessore del muro, creando appunto l'intercapedine menzionata. Si continuano ad aggiungere filari (o corsi) fino a raggiungere l'altezza desiderata. Per lati curvi o inclinati, i mattoni devono essere tagliati a misura per seguire la geometria voluta del recinto.