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Coltivare la calendula

Aggiornato il 31 luglio 20144 capitoli5 domande frequenti
Disegno botanico della calendula arvensis

Come coltivare la calendula, il fiore che segue il sole

La calendula è un fiore tipico delle nostre latitudini: infatti è originario del bacino del Mediterraneo, da cui poi è stato esportato anche nell'Europa del Nord, in Oriente e in America. Appartiene alla famiglia delle Asteracee e in natura ne esistono più di trenta varietà diverse. Le due più note sono la calendula officinalis e la calendula arvensis, ovvero la varietà spontanea che non è raro trovare nei prati e nei campi. La coltivazione della calendula è molto diffusa anche nei giardini e sui balconi delle nostre case, perchè è fortemente ornamentale, vista la sua fioritura continua, e i vivaci colori dei suoi fiori, che variano dal giallo all'arancio. La calendula è coltivata anche perchè sono note e molto usate in erboristeria le sue proprietà officinali, tra cui quelle anti infiammatorie; e da ultimo, i petali della calendula possono essere usati anche come spezia in cucina. Se quindi si volesse provare a far crescere queste belle piante nel proprio giardino, o sul terrazzo di casa, ecco qualche suggerimento sulle modalità da adottare per coltivare la calendula.

Le metodologie della coltivazione della calendula

E' molto facile coltivare la calendula, perchè è un fiore che non richiede molte cure, solo qualche accortezza al momento della semina. La semina si può effettuare in primavera, anche in autunno nelle zone più calde e temperate, per anticiparne la fioritura. Il mese ideale in linea di massima è però aprile, per avere i primi germogli dopo due settimane e in breve i primi fiori, che sbocceranno per tutta l'estate, fino all'autunno. Se si piantano i semi in vaso, si deve preparare un terriccio molto leggero, con materia organica se possibile, e far scendere in profondità i semi, che sono molto piccoli. Il terriccio deve essere sempre umido, ma vanno assolutamente evitati i ristagni di acqua. Il vaso deve essere coperto con una lastra di vetro, o della plastica trasparente, e messo in un luogo ombroso. Alla nascita dei primi germogli, si toglie la copertura e si mettono al sole: le calendule infatti amano i raggi solari, anche diretti. I fiori seguono il corso del sole, come i girasoli. Una volta sbocciati, bisogna annaffiarli con regolarità, e concimarli con potassi e fosforo, mentre l'azoto va usato con moderazione, perchè deprime i fiori a vantaggio delle foglie.

La fioritura della calendula

Si dice che il nome della calendula derivi dal termine latino calendae, che indicava il primo giorno del mese. Infatti nel coltivare la calendula si deve sapere che la sua fioritura, una volta che è sbocciata per la prima volta, è costante, così che il giardino o il terrazzo sono continuamente rallegrati dai suoi colori. Una volta che i germogli sono nati e che diventa possibile maneggiarli senza sciuparli, si possono trapiantare in vasi singoli, in modo che le piantine abbiano modo di prosperare maggiormente. I fiori della calendula si presentano con una base a rosetta, e petali centrali lanceolati che si sviluppano verso l'alto. Le foglie invece hanno i bordi seghettati, e il fusto è robusto e coperto sovente da una folta peluria. In natura, le piantine possono arrivare fino ad 80 centimetri di altezza, ma in cattività genericamente si attestano intorno ai 30 centimetri.

Malattie della calendula e sua cura

La calendula è una pianta robusta che difficilmente subisce danni, ma si deve comunque fare attenzione, nel coltivare la calendula, ad evitare che possa contrarre una delle malattie più comuni a cui è soggetta. Ad esempio, si potrebbe notare la comparsa di macchie bianche sulle foglie della pianta. Si tratta di un fungo non molto pericoloso, per debellare il quale è sufficiente eliminare le parti ammalate. Più preoccupante è il fungo detto carbone, che crea macchie verde chiaro con dei nuclei incolore. Questo sopraggiunge se ci sono ristagni di acqua, o se le piante sono troppo vicine. Deve essere curato con un antifungino adatto, e soprattutto con la prevenzione, evitando un'umidità eccessiva. La calendula infine, come molte altre piante, è soggetta all'attacco di parassiti, come i pidocchi o gli afidi. In questi casi si deve usare un prodotto specifico.

Domande frequenti

  • Qual è il periodo migliore per seminare la calendula?
    Il periodo ideale per la semina della calendula è la primavera, con il mese di aprile considerato ottimale per garantire una fioritura estiva e autunnale rigogliosa. In questa fase, i semi germinano rapidamente, producendo i primi germogli entro due settimane. Tuttavia, nelle zone climatiche più calde e temperate, è possibile procedere con la semina anche in autunno, strategia utile per anticipare la fioritura primaverile. Indipendentemente dalla stagione scelta, è fondamentale mantenere il terreno costantemente umido ma mai zuppone, proteggendo i semi appena interrati con una copertura trasparente fino alla comparsa delle prime piantine.
  • Come devono essere gestite le annaffiature e la concimazione?
    La calendula necessita di annaffiature regolari per mantenere il substrato umido, facendo però attenzione a evitare qualsiasi ristagno idrico che potrebbe favorire marciumi radicali o attacchi fungini. Per quanto riguarda la concimazione, è preferibile somministrare fertilizzanti ricchi di potassio e fosforo, elementi essenziali per promuovere una fioritura abbondante e colorata. L'azoto deve essere dosato con molta cautela o evitato, poiché un suo eccesso stimola la crescita vegetativa a discapito dei fiori, portando a piante rigogliose ma poco fiorite. Un equilibrio corretto garantisce fiori vivaci e salute generale della pianta.
  • Quali sono le principali malattie e parassiti che colpiscono la calendula?
    Sebbene sia una pianta robusta, la calendula può soffrire di alcune patologie crittogamiche e infestazioni parassitarie. È comune osservare macchie bianche sulle foglie causate da funghi superficiali, facilmente eliminabili rimuovendo le parti interessate. Più grave è il 'carbone', un fungo che produce macchie verde chiaro con nuclei chiari, favorito da ristagni d'acqua e scarsa aerazione; in questo caso servono trattamenti specifici con antifungini. Inoltre, la pianta può essere attaccata da afidi e pidocchi degli alberi. In entrambi i casi, l'intervento tempestivo con prodotti insetticidi specifici e la prevenzione attraverso una corretta gestione dell'umidità sono fondamentali per salvare la pianta.
  • È possibile utilizzare la calendula in cucina o in erboristeria?
    Assolutamente sì, la calendula non ha solo valore ornamentale ma offre molteplici utilizzi pratici. In erboristeria, le sue proprietà antinfiammatorie sono ampiamente sfruttate nella preparazione di creme, unguenti e infusi per lenire irritazioni cutanee e piccole ferite. In ambito culinario, i petali della calendula possono essere utilizzati come spezia colorata per insaporire insalate, risotti o decorare dolci, apportando un tocco aromatico delicato. Questa versatilità rende la coltivazione della calendula particolarmente gratificante, permettendo di raccogliere i fiori direttamente dal proprio giardino per uso personale, garantendo freschezza e assenza di pesticidi.
  • Come avviene il trapianto delle piantine di calendula?
    Il trapianto delle piantine di calendula va effettuato quando queste hanno sviluppato sufficienti radici e sono abbastanza robuste da essere maneggiate senza danneggiarle. Solitamente, dopo la germinazione in vasetti o cassette, si procede trasferendo ogni singola piantina in un vaso individuale o in piena terra. Questa operazione permette alle radici di espandersi liberamente e alla pianta di prosperare meglio, riducendo la competizione per nutrienti e luce. Una volta trapiantate, le giovani piante vanno posizionate in aree soleggiate, ricordando che la calendula ama i raggi diretti del sole, simili al comportamento dei girasoli, e va mantenuta idratata durante la fase di assestamento.

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