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Fare Giardinaggio

Realizzare un innesto a spacco

Realizzare un innesto a spacco non è un’operazione complessa, tuttavia occorre avere a disposizione il giusto materiale e delle conoscenze basi riguardo questo campo. L’innesto viene praticato per dar vita a una pianta più resistente, creata da due diverse piante compatibili tra loro.

di Redazione

28 novembre 2014

Realizzare un innesto a spacco: informazioni generali

Prima di procedere con l’esplicazione di quelle che sono le fasi per realizzare un innesto a spacco, è conveniente citare quelle che sono le caratteristiche generali dell’innesto stesso. Questa pratica viene messa in atto nel campo del giardinaggio della floricoltura e della frutticoltura. Ha come principale obiettivo quello di creare una specie più resistente, diverse varietà, migliorare la qualità del nuovo esemplare, e che lo stesso sia in grado di adattarsi a quelle che sono le condizioni climatiche della zona. L’innesto deve essere praticato solo ed esclusivamente tra due specie di esemplari affini tra loro, e occorre utilizzare materiali e attrezzi adatti. Come si può comprendere, ogni specie di pianta, di albero, ha bisogno della pratica di un preciso innesto, come in questo caso quello a spacco, e nel praticarlo in una stagione ben precisa.

Realizzare un innesto a spacco

Per realizzare un innesto a spacco occorre seguire delle fasi ben precise e in un periodo specifico, così facendo si potranno raggiungere risultati ottimali. L’innesto a spacco consiste nel mettere insieme la parte di una pianta sulla superficie di un altro esemplare a essa affine. Esso viene praticato per incrementare il rendimento della pianta, per mutarne il ciclo produttivo, per migliorarne la specie e per fare in modo che il nuovo esemplare produca maggiori varietà dello stesso frutto. L’innesto a spacco, per fare in modo che le parti di due piante diverse attecchiscano tra loro, sviluppando un nuovo e diverso germoglio, deve avvenire verso la fine della stagione invernale ed entro la prima metà del periodo primaverile. È conveniente sapere che, oltre alle diverse fasi da mettere in pratica, bisogna scegliere il giusto tipo d’innesto a spacco secondo la varietà di alberi su cui s’intende lavorare. A questo proposito, si può scegliere tra: innesto a spacco comune o diametrale e tra l’innesto a spacco inglese o a linguetta.

Realizzare un innesto a spacco: comune e inglese

Per realizzare un innesto a spacco, come affermato in precedenza, si può scegliere tra quello comune o diametrale e quello inglese o a linguetta. La suddivisione in queste due sottocategorie è dovuta a una differenza del tipo di taglio e del posizionamento della marza. Quest’ultima è un ramo contenente tra le due e le tre gemme, che è stato reciso da un tipo specifico di pianta. L’innesto a spacco comune prevede l’incisione della pianta supporto proprio nel diametro del suo fusto. Esso deve essere di circa 5/6 centimetri. Dopo aver praticato lo spacco, s’inserisce una o più marze, le cui estremità sono state precedentemente tagliate a forma di cuneo per una lunghezza di 10 centimetri circa. Con l’innesto a spacco a linguetta, sia il portainnesto e sia la marza vengono tagliati in modo obliquo, andando a formare una sorta di dente che s’incastra alla perfezione sul portainnesto, e agevolando la nuova struttura nella formazione delle nuove e migliori gemme.

Realizzare un innesto a spacco: fasi

Per realizzare un innesto a spacco occorre avere a disposizione la giusta attrezzatura e una conoscenza base di questa pratica. La prima fase consiste nel recidere la marza da una pianta e praticare un taglio a forma di cuneo della lunghezza di circa 10 centimetri. È conveniente ricordare che la marza deve essere provvista di almeno due gemme, sennò può definirsi inutile alla pratica dell’innesto. Con un coltello precedentemente disinfettato e ben affilato, si pratica un’incisione nel portainnesto, ricordando di praticare un taglio che si adatti perfettamente a quello della marza recisa in precedenza. Dopo lo spacco, s’inserisce il ramo della pianta nel portainnesto. La posizione deve essere leggermente spostata rispetto al centro. Fatto questo, si sigilla il tutto con del comunissimo mastice, si lega il supporto con della rafia. Dopo qualche mese, quando cioè la marza e il portainnesto si sono legati tra loro formando un nuovo esemplare di pianta, si tolgono la rafia e il supporto in mastice in precedenza posizionato.

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Domande frequenti

  • Qual è il periodo migliore per effettuare un innesto a spacco?
    L'innesto a spacco va eseguito preferibilmente verso la fine della stagione invernale o entro la prima metà della primavera. In questo lasso di tempo, le piante sono ancora in uno stato di dormienza vegetativa ma stanno preparando la ripresa della linfa, condizione ideale affinché i tessuti della marza e del portainnesto possano saldarsi correttamente. Evita di operare durante i periodi di forte gelo o quando la pianta è già in piena fioritura, poiché lo stress termico e fisiologico potrebbe compromettere l'attecchimento dell'innesto.
  • Quali strumenti sono indispensabili per realizzare un innesto a spacco?
    Gli strumenti principali includono un coltello da innesto molto affilato e pulito, fondamentale per fare tagli netti senza schiacciare i tessuti vegetali. È necessaria anche della rafia per legare saldamente la marza al portainnesto e del mastice protettivo per sigillare le ferite e impedire l'ingresso di funghi o batteri. Infine, prepara un disinfettante (come alcol o candeggina diluita) per sterilizzare gli attrezzi prima di ogni taglio, prevenendo il rischio di trasmettere malattie da una pianta all'altra.
  • In cosa differiscono l'innesto a spacco comune e quello inglese?
    La differenza principale risiede nella tecnica di taglio e nell'inserimento della marza. Nell'innesto a spacco comune, il portainnesto viene inciso verticalmente nel diametro del fusto e vi si inserisce una marza tagliata a cuneo. Nell'innesto a spacco inglese (o a linguetta), invece, sia il portainnesto che la marza vengono tagliati obliquamente e incisi longitudinalmente per creare una piccola linguetta che si incastra nell'altra. Questo secondo metodo offre un contatto tissutale maggiore e una tenuta meccanica superiore, favorendo una guarigione più rapida.
  • Come preparare correttamente la marza per l'innesto?
    La marza è il frammento di ramo prelevato dalla pianta madre desiderata. Deve essere selezionata da rami sani e vigorosi, preferibilmente provenienti dalla parte esterna della chioma. Una volta recisa, la marza deve presentare un taglio a cuneo lungo circa 10 centimetri e contenere obbligatoriamente almeno due gemme vitali; se ne possiede meno, l'innesto sarà inefficace. Conserva la marza in un luogo fresco e umido fino al momento dell'uso per evitare che si secchi prima dell'operazione.
  • Quanto tempo ci vuole perché l'innesto attecchisca definitivamente?
    I primi segni di attecchimento, come la comparsa di nuove foglie sulla marza, solitamente si manifestano dopo alcune settimane dall'intervento. Tuttavia, la saldazione completa dei tessuti vascolari tra portainnesto e marza richiede diversi mesi. Solo dopo questo periodo, quando la crescita è stabile e robusta, potrai rimuovere con cautela la rafia e il mastice. Rimuovere questi elementi troppo presto potrebbe causare la rottura del nuovo legame o danneggiare la cortella in via di cicatrizzazione.