Alcune note

Cura Orchiedee

Le migliori orchidee Cattleya

Tutto quello che conviene conoscere in materia di Le migliori orchidee Cattleya e tutto quello che ci può essere nella loro cura e nella loro concimazione

di Redazione

01 luglio 2015

Cosa è utile conoscere sulle orchidee Cattleya e non solo

Le migliori orchidee Cattleya racchiudono tutte quelle specie di orchidee che possono essere utilizzate sia per incrementare la bellezza del nostro appezzamento di terra in giardino e sia per dare un tono differente agli spazi interni della nostra casa. Le migliori orchidee Cattleya riescono a garantire all’ambiente che le circonda quel senso chic, di eleganza e sensualità, merito della bellezza e dalla varietà dei loro fiori. Esistono innumerevoli specie e generi di orchidee inoltre, i coltivatori hanno come principale obiettivo quello di aumentare ulteriormente il numero di specie, attraverso la creazione d’ibridi. Quando si parla di orchidee, come del resto di molte tipologie di piante a dire il vero, spesso si sottolinea la loro varietòà di speccie, varietà di specie che si palesa nella forma e nei colori dei fiori e dalle dimensioni degli stessi fusti, elementi che rendono complessa la scelta tra le migliori orchidee Cattleya. Le migliori orchidee Cattleya appartengono alla famiglia delle orchidaceae e all’ordine orchidales. Non sembri strano quello che stiamo per fare, vale a dire riuscire a dare una certa profondità strica ad una pianta. Quando si parla delle migliori orchidee Cattleya si ha a che fare con una pianta ibrida creata nel 1911 da Charles Vuylsteke incrociando un Odontoglossum crispum, una Cochlioda noetziana e una Miltona. Molto apprezzata dagli olandesi intorno agli anni Sessanta sotto il nome di Vuysltekeara Cambria Plush. Il successo di quest’orchidea era dato dalla bellezza e dal numero delle infiorescenze, dalla facilità nella coltivazione e dalla sua lunga durata. Esse si differenziano dalle orchidee presenti oggi sul mercato, tant’è che, sotto il nome di Cambria sono vendute altre piante: Wilsonara, Burrageara e la Beallara. Ma adesso occorre comprendere quando è che veramente abbiamo a che fare con quelle che gli esperti del settore o gli addetti ai lavori non esiterebbero a definire come le migliori orchidee Cattleya. Le migliori orchidee Cattleya hanno dei pseudo bulbi dalla forma allungata, grandi, alle cui estremità nascono dai tre ai sette fiori per ogni stelo. I colori di queste infiorescenze solitamente sono rossi con venature bianche, merito della loro natura ibrida. E, la singolarità di questo tipo di orchidee non richiede però ad onor del vero una singolarità pari grado in materia di cura e di tutte quelle che sono le operazioni principali di consimazione. La concimazione delle migliori orchidee Cattleya è uno degli aspetti fondamentali per quanto riguarda la sua crescita e l’apporto di sostanze nutritive. Questo tipo di orchidea deve essere concimata con una certa regolarità, ogni 3 settimane circa, ma nel complesso, possiamo dire che si tratta di una delle pochissime cure ad hoc che le migliori orchidee Cattleya richiedono differentemente rispetto a tante altre.

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Domande frequenti

  • Quali sono le caratteristiche distintive delle orchidee Cattleya?
    Le orchidee Cattleya si riconoscono principalmente per i loro pseudobulbi allungati e di grandi dimensioni, che fungono da riserva idrica per la pianta. Da questi pseudobulbi emergono foglie spesse e carnose. La caratteristica più evidente rimane l'infiorescenza: ogni stelo porta tipicamente da tre a sette fiori di grandi dimensioni, molto profumati e colorati. Sebbene esistano numerose specie naturali, molte delle Cattleya disponibili oggi sono ibridi selezionati per accentuare la bellezza dei fiori, la resistenza e la facilità di coltivazione, mantenendo comunque l'eleganza tipica del genere.
  • Come va effettuata la concimazione delle Cattleya?
    La concimazione è fondamentale per garantire una fioritura rigogliosa e una crescita sana. Si consiglia di fertilizzare le orchidee Cattleya con regolarità, approssimativamente ogni tre settimane durante il periodo vegetativo attivo. È importante utilizzare specifici fertilizzanti per orchidee, bilanciati per fornire azoto, fosforo e potassio nelle giuste proporzioni. Durante i periodi di riposo o dormienza, è opportuno ridurre o sospendere l'apporto di nutrienti per evitare accumuli salini nel substrato che potrebbero danneggiare le radici sensibili della pianta.
  • Dove posizionare le orchidee Cattleya in casa?
    Per prosperare, le Cattleya necessitano di molta luce, ma mai diretta e cocente, specialmente nelle ore centrali della giornata. Il posto ideale è vicino a una finestra esposta a est o a ovest, oppure a sud se filtrata da tende leggere. Una buona illuminazione favorisce la formazione dei boccioli fiorali; se la pianta mostra foglie verde scuro lucido, potrebbe ricevere troppa luce, mentre foglie giallastre o bruciate indicano eccesso di sole. Assicurati anche di mantenere una buona circolazione dell'aria per prevenire muffe e marciumi radicali.
  • Quale substrato è consigliato per le Cattleya?
    A differenza delle piante da terra, le Cattleya sono epifite e non crescono nel suolo tradizionale. Hanno bisogno di un substrato altamente drenante e aerato che permetta alle radici di respirare. Il materiale classico è la corteccia di pino di media grandezza, spesso mista a pezzi di carbone vegetale o fibra di cocco per trattenere leggermente l'umidità senza creare ristagni. Il rinvaso dovrebbe avvenire ogni due-tre anni, quando il substrato inizia a degradarsi e perdere porosità, compromettendo la salute delle radici.
  • Come gestire l'irrigazione durante l'inverno?
    Durante i mesi invernali, il metabolismo della pianta rallenta notevolmente a causa delle temperature più basse e della minore intensità luminosa. In questa fase, l'irrigazione deve essere ridotta drasticamente: bagna il substrato solo quando è quasi completamente asciutto, evitando di bagnare mai lo pseudobulbo o il cuore della pianta per prevenire marciumi. L'acqua va somministrata preferibilmente al mattino, così da permettere all'eventuale umidità residua sulle foglie di evaporare prima della sera, riducendo il rischio di patologie fungine.

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