Realizzare un ponte termico strutturale
Realizzare un ponte termico è un intervento progettuale/edificatorio che può esplicarsi secondo due modalità, che determinano la formazione di ponti termici di tipo strutturale e di tipo geometrico.I ponti termici strutturali si vengono a formare quando nella struttura dell'edificio vi è presente una discontinuità merceologica tra materiali adiacenti, con diverso valore di conducibilità termica (λ).In corrispondenza di questa discontinuità si verifica un diverso passaggio di energia termica (calore) tra interno ed esterno (periodo invernale) e tra esterno ed interno (periodo estivo), che genera punti nella struttura aventi temperature diverse che possono generare fenomeni di condense superficiali e/o interstiziali.Un paradigmatico ponte termico strutturale è il pilastro/solaio.
Realizzare un ponte termico geometrico
I ponti termici geometrici si vengono a formare in punti ben precisi della struttura (es. gli angoli), in cui per loro stessa forma si ha un naturale accumulo di energia termica all'interno e conseguentemente un maggior rilascio della stessa verso l'esterno.Evidente manifestazione di un ponte termico geometrico è la cosiddetta "muffa" che compare spesso negli angoli di stanze esposte a nord.In questo caso, il calore presente negli ambienti interni viene rilasciato dalla parete secondo un flusso che nel punto "angolo" è molto maggiore rispetto a tutto il resto della chiusura (parete).L'intera parete, quindi, tenderà a raffreddarsi in modo più intenso in corrispondenza dell'angolo e questo determinerà il raggiungimento della temperatura di rugiada e la conseguente formazione di condensa.
Correggere un ponte termico
Realizzare un ponte termico comporta la necessità di una sua correzione progettuale/esecutiva che consiste in un intervento finalizzato alla riduzione del flusso termico divergente (maggiore) rispetto al contesto strutturale o geometrico in cui il ponte termico si trova.La legislazione tecnica considera corretto un ponte termico in cui il valore di trasmittanza termica non superi del 15% del valore di trasmittanza della componente strutturale o geometrica in cui è venuto a formarsi.Per ridurre il flusso termico in eccesso è opportuno effettuare una chiusura termica dell'involucro nel punto di interesse con materiale termicamente coibente.Tale intervento, che prevede la posa in opera di pannelli isolanti, può essere realizzato sia dall'interno, sia dall'esterno della struttura (cappotto).
La termocamera a raggi infrarossi - Strumento di analisi
Un valido strumento di analisi qualitativa circa lo stato termico di un edificio è la termocamera a raggi infrarossi.Si tratta di una apparecchiatura, esteticamente non dissimile da una videocamera, in grado di catturare i diversi flussi termici nella componente strutturale verso cui è puntata.L'analisi viene condotta durante le ore notturne, quando l'elemento da analizzare non è irraggiato dal calore solare, e liberamente rilascia solo quella parte di energia termica che riceve dall'interno riscaldato.La diversità di flusso viene catturata dalla camera termica che, mediante l'impiego di opportuno software, la tradurrà in ua scala cromatica dal blu (parti più fredde) al rosso (parti più calde), ciascuna con le corrispondenti temperature rilevate.
Domande frequenti
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Quali sono le principali differenze tra un ponte termico strutturale e uno geometrico?La distinzione fondamentale risiede nella causa fisica della dispersione termica. Un ponte termico strutturale nasce da una discontinuità merceologica, ovvero quando materiali adiacenti hanno diversa conducibilità termica (come il contatto tra un pilastro in cemento armato e un solaio in laterizio); qui il calore passa più velocemente attraverso il materiale più conduttivo. Al contrario, un ponte termico geometrico è dovuto alla forma stessa dell'edificio, come negli angoli delle pareti o ai davanzali, dove la superficie esterna esposta all'aria fredda è maggiore di quella interna, causando un rilascio accelerato di calore verso l'esterno. Entrambi i tipi portano a punti freddi localizzati nell'involucro edilizio.
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Come si riconosce la presenza di un ponte termico senza strumenti professionali?I segnali più evidenti sono visivi e legati alle condizioni termoigrometriche dell'ambiente. Il sintomo classico è la comparsa di muffe nere sulle pareti, specialmente negli angoli delle stanze o in corrispondenza dei pilastri, causata dalla condensazione dell'umidità sull'acqua fredda superficiale. Inoltre, si possono notare macchie di umidità, distacchi di intonaco o vernice, e una sensazione di freddo localizzato anche quando il riscaldamento è acceso. In inverno, la formazione di ghiaccio sui vetri vicino agli infissi o sulle cornici è un altro indicatore diretto. Sebbene questi sintomi siano chiari, per una diagnosi certa e quantitativa è necessario ricorrere a strumenti specifici come la termografia.
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È possibile correggere un ponte termico esistente e quali sono le soluzioni efficaci?Sì, la correzione è possibile e necessaria per migliorare il comfort e l'efficienza energetica. L'obiettivo è ridurre il flusso termico divergente fino a far sì che la trasmittanza termica locale non superi del 15% rispetto alla restante parte della parete. Le soluzioni principali prevedono l'applicazione di isolamento termico nei punti critici. Si può intervenire dall'esterno (sistema cappotto termico), che è generalmente più efficace perché elimina completamente il ponte termico dall'involucro, oppure dall'interno, posando pannelli isolanti. Quest'ultima soluzione richiede attenzione particolare ai dettagli costruttivi (angoli, connessioni) per evitare nuovi ponti termici interni o problemi di condensa interstiziale dietro l'isolante.
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A cosa serve la termocamera a raggi infrarossi e quando va utilizzata?La termocamera è uno strumento diagnostico essenziale per visualizzare le dispersioni di calore invisibili a occhio nudo. Funziona captando la radiazione infrarossa emessa dagli oggetti e traducendola in una mappa termica colorata, dove il blu indica zone fredde e il rosso zone calde. Per ottenere risultati affidabili, l'analisi deve essere effettuata nelle ore notturne o in assenza di irraggiamento solare diretto, poiché il sole potrebbe alterare artificialmente la temperatura superficiale delle pareti. In queste condizioni, la telecamera rileva esattamente quanto calore sta fuoriescendo dall'edificio dall'interno, permettendo di identificare con precisione i ponti termici, le infiltrazioni d'aria e le difettosità dell'isolamento.
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Perché la muffa appare preferibilmente negli angoli delle stanze esposte a nord?Questo fenomeno è un tipico esempio di ponte termico geometrico combinato con l'esposizione climatica. Negli angoli, la parete ha una doppia esposizione: perde calore contemporaneamente lungo due direzioni ortogonali, aumentando drasticamente la superficie di scambio termico rispetto al centro della parete. Nelle stanze esposte a nord, l'apporto di calore solare passivo è minimo o assente, mantenendo le superfici interne costantemente più fredde. Quando la temperatura superficiale dell'angolo scende sotto il punto di rugiada dell'aria ambiente, il vapore acqueo presente nell'aria condensa formando goccioline d'acqua. Questa umidità persistente crea l'ambiente ideale per la proliferazione delle spore della muffa, rendendo visibile il problema termico.









