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Costi smaltimento amianto

Aggiornato il 05 marzo 20154 capitoli4 domande frequenti
Tettoia contenente amianto

L’amianto

L’amianto è un minerale a struttura microcristallina appartenente alla classe dei silicati e alle serie mineralogiche del serpentino e degli anfiboli. Questi sono tutti materiali a struttura fibrosa caratterizzati da un’eccezionale resistenza al calore. La natura fibrosa dell’amianto in passato è stata largamente utilizzata per il confezionamento di indumenti e coperte ignifughe, accessori che facevano parte dei dispositivi di protezione individuale in molte fabbriche e, soprattutto, in dotazione ai vigili del fuoco.L’amianto era poi comunemente utilizzato in svariati settori sotto forma di un composto fibro-cementizio noto con il nome di Eternit. Questo materiale veniva adoperato praticamente ovunque ci fosse la necessità di isolare termicamente qualunque cosa, dagli edifici agli impianti industriali. Era generalmente utilizzato per la fabbricazione di tegole, tettoie, tubazioni, pastiglie dei freni delle auto, canne fumarie, vernici e guarnizioni meccaniche.

Nocività dell’amianto

Il massiccio utilizzo dell’amianto in tutti settori venne di colpo a mancare quando si riuscì a correlare l’insorgere di gravi malattie con l’esposizione a questo materiale.Patologie anche molto gravi come il mesotelioma pleurico e il carcinoma polmonare sono risultate infatti direttamente riconducibili alla respirazione delle fibre di amianto. La caratteristica principale di queste fibre è la loro ridotta dimensione. Possono infatti arrivare a una lunghezza inferiore ai 50 μm e a un diametro inferiore ai 0,5 μm. In queste condizioni le fibre possono raggiungere gli alveoli polmonari e la pleura e lì depositarsi. Una volta depositate, le fibre scatenano la reazione del sistema immunitario provocando dapprima un’infiammazione locale, la quale spesso degenera in fibrosi con produzione incontrollata di tessuto connettivo. Questo preme sui polmoni causando deficienza respiratoria, blocco polmonare e infine la morte.

Rimozione e smaltimento dell’amianto

La rimozione dei materiali contenenti amianto è un’operazione complessa a causa dell’elevato rischio di inalazione delle fibre microscopiche.Le attività di rimozione non solo vengono effettuate per allontanare un potenziale fattore di rischio per la popolazione, ma devono essere svolte in maniera tale da impedire il diffondersi delle fibre di amianto in atmosfera. Per fare questo, in genere, si procede al trattamento preliminare di incapsulamento. Questo processo prevede che i materiali vengano prima cosparsi di prodotti incapsulanti che consentano di creare uno strato protettivo che rivesta i materiali trattati e impedisca il rilascio delle fibre. I materiali così trattati possono essere quindi rimossi o confinati, qualora non sia possibile asportarli. Laddove si riesca a rimuovere i materiali trattati, questi vengono inseriti in appositi teli in polietilene e quindi smaltiti in discariche contenenti apposite celle per l’amianto.

Costi di smaltimento amianto

Il costi di smaltimento amianto sono abbastanza elevati a causa della complessità delle lavorazioni propedeutiche di incapsulamento e rimozione. Queste possono essere effettuate solamente da personale specializzato in possesso di apposito patentino. I costi di smaltimento amianto variano molto a seconda del tipo di lavorazione e dei materiali da rimuovere.Generalmente la rimozione e lo smaltimento riguarda tettoie in eternit e tubazioni in cemento amianto. Lo smaltimento in discarica di questi materiali varia fra gli 80 e i 140 euro a tonnellata, a seconda del peso e del volume del materiale da conferire. A questi devono essere aggiunti i costi di lavorazione che spesso fanno lievitare di molto i costi finali. Un privato che volesse liberarsi di una tettoia in eternit, infatti, dovrebbe rivolgersi a una ditta specializzata che si occuperebbe del trattamento di incapsulamento, della rimozione della tettoia e, infine, procederebbe al conferimento in discarica dei materiali rimossi. Questa filiera può costare al cliente iniziale anche cifre comprese fra i 700 e i 1500 euro a tonnellata di materiale contenente amianto.

Domande frequenti

  • Chi ha il diritto legale di rimuovere l'amianto dalla mia abitazione?
    La rimozione dell'amianto non può essere effettuata da privati né da ditte generiche di edilizia. È obbligatorio rivolgersi esclusivamente a imprese specializzate in grado di dimostrare il possesso di un patentino specifico rilasciato dalle autorità competenti. Questi professionisti sono formati per gestire il materiale secondo le normative vigenti, garantendo che le fibre non si disperdano nell'aria durante le operazioni. Affidarsi a personale non qualificato non solo espone a rischi sanitari gravissimi, ma comporta anche pesanti sanzioni amministrative e penali. Verificare sempre la certificazione dell'impresa prima di firmare qualsiasi contratto.
  • Quanto costa mediamente togliere una tettoia in eternit?
    I costi totali per la rimozione e lo smaltimento di una tettoia in eternit variano significativamente, ma generalmente si attestano tra i 700 e i 1.500 euro a tonnellata di materiale rimosso. Questa cifra include l'intera filiera operativa: il trattamento preliminare di incapsulamento, la rimozione fisica, l'imballaggio sicuro e il conferimento in discarica autorizzata. Il prezzo base dello smaltimento in discarica è più contenuto (80-140 euro/tonn), ma le spese di manodopera specializzata e le attrezzature di sicurezza incidono fortemente sul totale. Richiedere almeno tre preventivi dettagliati è fondamentale per evitare sovrapprezzi.
  • Cos'è l'incapsulamento e perché è necessario prima della rimozione?
    L'incapsulamento è una procedura di sicurezza preliminare obbligatoria che consiste nel trattare la superficie del materiale contenente amianto con specifici prodotti chimici. Questi creano una pellicola protettiva che sigilla le fibre, impedendo che si stacchino e si disperdano nell'atmosfera durante le successive fasi di lavoro. Senza questa fase, la semplice rimozione meccanica causerebbe una nube di fibre microscopiche altamente cancerogene, mettendo a rischio operatori e vicini. Solo dopo aver stabilizzato il materiale tramite incapsulamento si può procedere con l'asportazione sicura e il successivo conferimento in discarica dedicata.
  • Quali patologie provoca l'esposizione alle fibre di amianto?
    L'inalazione delle fibre di amianto, invisibili a occhio nudo, può causare malattie gravi e letali con lunghi tempi di latenza. Le principali patologie includono il mesotelioma pleurico, un tumore aggressivo della membrana che avvolge i polmoni, e il carcinoma polmonare. Inoltre, le fibre possono depositarsi negli alveoli provocando infiammazioni croniche che degenerano in fibrosi polmonare (asbestosi), riducendo progressivamente la capacità respiratoria fino al blocco polmonare. Data la pericolosità, qualsiasi intervento deve essere gestito con estrema cautela per evitare anche esposizioni secondarie durante le opere di demolizione o ristrutturazione.

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