Illuminazione di sicurezza LED / uscita d'emergenza

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Installare illuminazione di emergenza

Nelle situazioni di emergenza, fondamentale è la tempestività dei professionisti addetti alla sicurezza e degli apparati di soccorso. Contributo indispensabile è quello di installare un'illuminazione di emergenza, per un'efficace gestione delle situazioni di pericolo e salvaguardia dell'incolumità.

di Redazione

01 aprile 2015

Illuminazione di emergenza: differenze tra illuminazione di riserva e di sicurezza

L'illuminazione di riserva serve per dare la possibilità agli individui, di poter continuare, senza sostanziali cambiamenti, tutto ciò che stavano facendo durate l'illuminazione normale. Ciò è possibile solo se l'illuminazione di riserva è della stessa intensità della precedente. Se così non fosse, essa è mirata non alla continuazione indeterminata delle attività, ma solo alla loro corretta terminazione e chiusura. Poichè la luce di riserva non riguarda la sicurezza, ma solo la continuità di servizio, è stata creata e distinta la luce di sicurezza. Essa serve ad evitare che accadano incidenti o situazioni pericolose, fornendo un livello di sicurezza adeguato alle persone che si vengono a trovare in una situazione di mancanza dell'illuminazione ordinaria. Per quanto riguarda gli apparecchi di illuminazione, la norma UNI-EN 1838/2000 prevede tre distinti livelli: per le vie d'esodo, antipanico e per aree ad alto rischio.

Descrizione dei vari livelli di illuminazione di sicurezza

Le vie di esodo sono i percorsi destinati in caso di emergenza. Questo livello di illuminazione assicura che i mezzi di fuga possano essere chiaramente identificati e utilizzati in sicurezza, quando la zona è occupata. Per le vie di esodo di larghezza fino a 2 mt., è necessario un illuminamento orizzontale al suolo, non inferiore ad 1 lux. Quelle di larghezza maggiore devono essere considerate come insieme di percorsi di larghezza pari a 2 mt., oppure devono essere fornite di illuminazione antipanico. Quest'ultima è destinata ad evitare il panico e a fornire l'illuminazione necessaria affinchè le persone possano raggiungere un luogo da cui possa essere identificata una via di esodo. L'impianto di illuminazione non deve risultare minore di 0,5 lux sull'intera area non coperta. Infine abbiamo le aree ad alto rischio. Gli impianti dedicati a queste aree garantiscono la sicurezza delle persone coinvolte in processi di lavorazione o situazioni potenzialmente pericolose. L'illuminazione non deve essere inferiore a 15 lux.Queste disposizioni sono fondamentali quando si è impegnati nell'installare un apparato di illuminazione di emergenza.

Apparecchi di emergenza autonomi ed ad alimentazione centralizzata

Gli apparecchi d'illuminazione di emergenza sono normali corpi illuminanti, che devono rispondere ai requisiti previsti dalla norma CEI 34-21 e CEI 34-22, e devono essere inoltre idonei al montaggio diretto su superfici normalmente infiammabili. Attualmente sul mercato esistono due diversi tipi di apparecchi di illuminazione di emergenza. Il primo è quello autonomo: la fonte di alimentazione si trova al suo interno ed è realizzata tramite accumulatore alimentato dalla rete normale. Il secondo è ad alimentazione centralizzata, perciò la fonte di alimentazione è esterna e proveniente generalmente da un soccorritore, un gruppo elettrogeno, UPS, batterie o combinazione dei sistemi. Tramite questi si possono avere tre tipi di illuminazione. Permanente (lampada sempre accesa. Non permanente (si accende solo alla mancanza di alimentazione di rete). Combinata (corpo costituito da due apparecchi di cui uno dedicato all'emergenza).

Consigli sull'installare apparecchi di illuminazione d'emergenza

Per quanto riguarda l'installare degli apparecchi d'illuminazione di emergenza, bisogna sempre seguire quanto indicato dal manuale di istruzioni, che darà dettagliate disposizioni, in conformità alla normativa ed al tipo di apparecchio impiegato. In via generale, l'ambiente deve essere abbastanza grande in maniera da permettere la sua normale manutenzione. Deve essere idoneamente ventilato per evitare la permanenza di eventuali gas prodotti dalle batterie e per evitare vari surriscaldamenti. Inoltre deve essere il meno umido e polveroso possibile in modo da non compromettere i circuiti elettronici e di evitare la presenza di agenti aggressivi. Questi apparecchi devono essere installati ad altezza non inferiore a mt. 2 dal piano di calpestio, in caso contrario devono essere protette con griglie o vetri idonei. Il posizionamento a parete o a soffitto è un opzione.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza pratica tra illuminazione di riserva e illuminazione di sicurezza?
    L'illuminazione di riserva ha lo scopo di garantire la continuità operativa, permettendo di completare le attività in corso senza interruzioni significative; richiede un'intensità luminosa pari a quella ordinaria. Al contrario, l'illuminazione di sicurezza non mira alla produttività ma alla tutela delle persone, intervenendo esclusivamente in caso di blackout per prevenire incidenti e facilitare l'evacuazione. Mentre la prima serve il comfort lavorativo, la seconda è obbligatoria per la normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e negli edifici pubblici.
  • Quanti lux devono garantire le diverse zone durante un'emergenza?
    La normativa distingue tre livelli minimi di illuminamento. Per le vie di esodo larghe fino a 2 metri è richiesto almeno 1 lux sul piano di calpestio; per quelle più ampie si applicano criteri specifici o si integra con l'antipanico. L'illuminazione antipanico deve garantire almeno 0,5 lux sulle aree non coperte dai percorsi principali. Infine, nelle aree ad alto rischio, come quelle con macchinari pericolosi, l'illuminazione deve essere superiore a 15 lux per consentire l'arresto sicuro delle operazioni.
  • Come funzionano gli apparecchi di emergenza autonomi rispetto a quelli centralizzati?
    Gli apparecchi autonomi integrano nella propria struttura la batteria di accumulo, ricaricata dalla rete elettrica ordinaria: in caso di assenza di corrente, si attivano immediatamente. Gli apparecchi ad alimentazione centralizzata, invece, dipendono da una fonte esterna comune (come gruppi elettrogeni, UPS o banchi di batterie dedicate). Esistono anche versioni combinate, che includono sia il corpo illuminante normale sia quello di emergenza nello stesso dispositivo, offrendo flessibilità di installazione.
  • A quale altezza va installato un apparecchio di emergenza e quali precauzioni prendere?
    Generalmente, gli apparecchi devono essere montati ad almeno 2 metri dal piano di calpestio per essere visibili e accessibili. Se l'altezza è inferiore, è obbligatorio proteggerli con griglie o vetri resistenti per evitarne la rottura accidentale. È fondamentale rispettare le indicazioni del manuale per garantire la manutenzione e verificare che l'ambiente sia ben ventilato, asciutto e privo di polvere eccessiva o gas corrosivi, fattori che potrebbero danneggiare i circuiti elettronici o le batterie interne.