Come Potare

I segreti per potare la vite

I segreti per potare la vite sono delle pratiche importanti e necessari da eseguire. Occorre avere una certa manualità e conoscenza perché è proprio dalla potatura e dallo sviluppo delle gemme che si avrà la nascita dei grappoli d’uva.

di Redazione

14 luglio 2014

Potatura

I segreti per potare la vite sono dei punti importanti atti ad avere come risultato un tipo di uva dal sapore inconfondibile e del vino dal gusto unico e inebriante. La potatura è una pratica indispensabile che è compiuta con molta cura, avvalendosi di svariate tecniche e mezzi. In linea generale si può affermare che non dipende tutto dalla pratica di tagli ma anche dalla manipolazione di tralci e rami indispensabili per dare una certa forma al complesso di viti presenti su quel determinato terreno. La forma dello stesso, connessa al tipo di vite coltivata, al tipo di terreno e al clima a cui la vigna è soggetta, dipende la potatura stessa.

Obiettivi

Gli obiettivi dei segreti per potare la vite sono di raggiungere un certo livello vegetativo e produttivo. La potatura è praticata per dare alla pianta una forma specifica in modo tale da resistere alle avversità climatiche e sopportare il carico dei grappoli. Uno dei segreti per potare la vite è quello di permettere, attraverso la potatura, la nascita di grappoli d’uva dal gusto, dalle dimensioni, colore, sapore inconfondibile. Il secondo obiettivo è più tecnico che produttivo in quanto, il coltivatore procede nella eliminazione di foglie, rami e gemme in eccesso. Ciò avviene proprio per evitare un eccessivo carico della pianta con la nascita di troppi grappoli (proprio perché sono state lasciate tutte le gemme). Se si venisse a creare una condizione simile si potrebbe produrre una qualità di uva di poco valore a livello qualitativo ed estetico.

Come potare

I tagli della potatura sono gli stessi che sono praticati sulle gemme degli altri alberi. Per raggiungere un ottimo risultato occorre mettere in pratica alcuni segreti per potare la vite. Prima di tutto praticare dei tagli tenendo conto dei grappoli che si vogliono produrre nell’anno e il periodo stesso in cui essi devono avviare il loro sviluppo. Due principali segreti per potare la vite sono: cordone permanente e il tralcio di rinnovo. Con il primo tipo, la potatura si pratica nel cordone libero. In pratica sul cordone dei tralci corti si lasciano 2 o 3 gemme massimo. Nella potatura a tralcio ( almeno 3 gemme) di rinnovo i tagli hanno varie dimensioni e lunghezza; il risultato è la formazione di capi a frutto dai quali si origineranno i grappoli d’uva e dei tralci improduttivi (tralci a legno). Dai 2 tipi di tralci (a frutto e a legno) questa potatura prende il nome di potatura mista. È utile sapere che questi non sono gli unici segreti per potare la vite perché, a ogni tipologia di pianta occorre praticare delle precise potature, in modo tale da raggiungere un ottimo risultato. È utile ricordare che questi tagli vanno fatti tra gennaio e febbraio.

I segreti per potare la vite

Riguardo i segreti per potare la vite è utile affermare che i tagli non si limitano al cordone permanente e al tralcio di rinnovo. La prima tipologia si divide a sua volta in: cordone speronato (e in tecniche meno note che prendono il nome di doppia cortina e cordone libero). Con questa tecnica il ceppo della pianta è legato in orizzontale con del semplice fil di ferro, in modo da permettere uno sviluppo della pianta in questa direzione e di conseguenza facilitare la raccolta dei grappoli d’uva. Al tralcio di rinnovo o potatura mista appartengono: Guyot, pergola e il doppio capovolto. Il più noto è il Guyot e, come nel cordone speronato, la pianta è legata con del fil di ferro in orizzontale, a 80 cm da terra e in questo caso la vite si sviluppa con i rami verso l’alto. Questi sono solo alcuni dei segreti per potare la vite in quanto a ogni specie, condizione climatica e altro, dipende la potatura.

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Domande frequenti

  • Qual è il periodo migliore per effettuare la potatura della vite?
    La potatura secca della vite va eseguita preferibilmente durante il periodo invernale, specificamente tra gennaio e febbraio. In queste settimane la pianta è in riposo vegetativo, il che riduce lo stress idrico e favorisce una guarigione più rapida delle ferite di taglio. Evita di potare troppo presto, quando potrebbero verificarsi gelate tardive che danneggiano le gemme ancora attive, oppure troppo tardi in primavera, quando la linfa inizia a scorrere vigorosamente causando una forte emissione di 'pianti' che indebolisce la pianta.
  • Quali sono le due tecniche principali di potatura della vite?
    Le due tecniche fondamentali sono la potatura a cordone permanente e quella a tralcio di rinnovo. Nel cordone permanente, i tralci vengono lasciati molto corti, con sole 2-3 gemme, creando una struttura orizzontale stabile. Nel tralcio di rinnovo, invece, si selezionano tralci più lunghi (almeno 3 gemme) che formeranno i frutti, affiancati da nuovi tralci legnosi per il rinnovo annuale. Questa seconda tecnica è spesso definita 'mista' poiché combina produzione immediata e rigenerazione futura della pianta.
  • A cosa serve eliminare foglie, rami e gemme in eccesso?
    L'eliminazione delle parti superflue ha lo scopo primario di bilanciare il carico produttivo della vite. Lasciare troppe gemme porterebbe a un numero eccessivo di grappoli, costringendo la pianta a distribuire energie insufficienti su ogni singolo frutto. Il risultato sarebbe un'uva di scarsa qualità, piccola e dal sapore diluito. La potatura permette quindi di concentrare la linfa sui grappoli selezionati, garantendo uve di grandi dimensioni, corretto colore e aromi intensi, ideali per una vinificazione di pregio.
  • Cos'è la potatura Guyot e come si differenzia dal cordone speronato?
    Il Guyot è una forma di potatura a tralcio di rinnovo molto diffusa, dove la vite viene guidata verticalmente verso l'alto, fissata a filo metallico posto circa 80 cm da terra. Si basa sull'alternanza annuale di tralchi a frutto e tralchi a legno. Il cordone speronato, invece, mantiene il tronco orizzontale e produce frutti da speroni corti (2-3 gemme) disposti lungo il cordone principale. Mentre il Guyot richiede un rinnovo costante dei tralchi laterali, il cordone speronato offre una struttura più stabile e duratura nel tempo.
  • Come influenza la scelta della potatura il tipo di terreno e clima?
    La potatura non è universale ma deve adattarsi all'ambiente specifico. Terreni fertili e climi umidi tendono a favorire una vegetazione eccessiva, richiedendo potature più severe per contenere la crescita e migliorare l'aerazione, prevenendo malattie fungine. Al contrario, terreni poveri o climi aridi richiedono potature più leggere per non sottrarre risorse alla pianta già sotto stress. Inoltre, la forma scelta (es. pergola o spalliera) deve considerare l'esposizione solare e la resistenza ai venti dominanti per proteggere i grappoli e facilitare la raccolta.