Come curare un bonsai di biancospino

Il bonsai biancospino caratteristiche

Il bonsai biancospino, è uno dei migliori capolavori dell’arte bonsaista: si caratterizza per i suoi bellissimi fiori, per la sua copiosa vegetazione per la postura e le dimensioni. E’ un bonsai molto delicato, nei colori e nelle forme, armonico e gentile. Come tutti i bonsai, il biancospino, necessita di specifiche pratiche colturali, che si adattano alla specifica caratterizzazione della pianta. Il bonsai biancospino è un bonsai da esterno, quindi particolarmente resistente agli sbalzi termici e ai cambiamenti climatici. Predilige un clima temperato, che non tocchi picchi altissimi o bassissimi; suddetto bonsai, sviluppa una migliore resistenza rispetto alle gelate, che al clima torrido. Tutte le pratiche colturali, hanno lo scopo di proteggere il bonsai, dalla massa radicale alle foglie. Il biancospino viene riprodotto per seme e per talea.

Pratiche colturali di base per il biancospino

Le innaffiature vanno effettuate principalmente in relazione al clima: durante i periodi caldi, dovranno essere eseguite con maggiore costanza, mentre durante la stagione invernale potranno essere diradate ed effettuate una sola volta al mese. Il biancospino è un bonsai da esterno, per cui risulta essere meno esigente delle piante da interno. Le innaffiature non vanno effettuate nelle ore calde, ma quando il sole sta per innalzarsi o per tramontare. La concimazione è un’operazione necessaria e va effettuata durante tutto l’anno, tranne che nei mesi estivi. Si utilizza concime solido a lento rilascio, o liquido, a rapido assorbimento, dopo aver bagnato il terreno. La potatura va eseguita quando termina il periodo di fioritura: nel caso specifico del bonsai biancospino, viene considerata una potatura da mantenimento. Vengono infatti rimossi rami malati, secchi, foglie ingiallite ed appassite. Lo scopo dunque è quello di favorire un nuovo ciclo vegetativo.

Potatura e rinvaso gelsomino

Quando si effettua una potatura, si utilizza della pasta cicatrizzante, per evitare che le ferite costituiscano veicolo d’acceso per batteri e muffe, che potrebbero danneggiare la pianta. Il rinvaso è un’operazione che va eseguita in modo costante anno dopo anno, per i primi anni di vita. Durante questa fase, viene sostituito il terriccio con sabbia torba e argilla cosi che la massa del terreno sia perfettamente drenante e non incline alla formazione di ristagni. L’applicazione di pesi e fili, viene effettuata durante la stagione vegetativa, sui rami giovani che vengono considerati malleabili. E’ un intervento correttivo e necessario affinchè il bonsai conservi la sua postura naturale.

Domande frequenti

  • Qual è il momento giusto per innaffiare il bonsai di biancospino?
    L'irrigazione deve essere regolata in base alla stagione e mai effettuata nelle ore più calde della giornata. In primavera ed estate, quando le temperature sono elevate, le annaffiature devono essere frequenti e costanti per mantenere il substrato umido ma non zuppo. Durante l'inverno, invece, il fabbisogno idrico diminuisce drasticamente: basterà irrigare una sola volta al mese, solo se il terreno risulta completamente asciutto. È fondamentale evitare i ristagni idrici, poiché le radici del biancospino sono sensibili e possono marcire facilmente se il drenaggio non è ottimale.
  • Con quale frequenza va fatto il rinvaso del biancospino?
    Il rinvaso è un'operazione cruciale che va eseguita annualmente, specialmente nei primi anni di vita della pianta, per garantire spazio alle radici e rinnovare i nutrienti. Con il passare degli anni, l'intervento può essere dilazionato ogni due o tre anni. Durante il rinvaso è essenziale sostituire parte del vecchio terriccio con un mix drenante composto da sabbia, torba e argilla espansa. Questo substrato garantisce un perfetto deflusso dell'acqua, prevenendo pericolosi ristagni che potrebbero compromettere la salute dell'apparato radicale e della pianta intera.
  • Come e quando si deve potare il bonsai di biancospino?
    La potatura principale, intesa come modellatura strutturale, va eseguita subito dopo la fine della fioritura, per non rimuovere i boccioli del prossimo anno. Tuttavia, la potatura di mantenimento è continua: durante tutta la stagione vegetativa è necessario eliminare tempestivamente i rami secchi, quelli malati, le foglie ingiallite e la vegetazione eccessiva che crea ombra interna. Questa pratica favorisce la circolazione dell'aria e la luce, stimolando un nuovo ciclo vegetativo sano. Su eventuali tagli grossi, applica sempre pasta cicatrizzante per proteggere la pianta da funghi e batteri.
  • È possibile usare fili o pesi per modellare i rami del biancospino?
    Sì, l'utilizzo di fili di alluminio o rame e di pesi è una tecnica standard nell'arte bonsai per guidare la crescita dei rami verso la forma desiderata. Tuttavia, con il biancospino bisogna prestare attenzione ai tempi: questi interventi correttivi vanno effettuati esclusivamente durante la stagione vegetativa attiva. Solo in questo periodo i rami giovani sono sufficientemente flessibili e malleabili per essere piegati senza spezzarsi. Una volta raggiunta la posizione voluta, i fili andranno rimossi prima che inizino a penetrare nella corteccia, causando danni permanenti al ramo.
  • Quale tipo di concime è adatto al biancospino bonsai?
    La concimazione è necessaria per sostenere la vigorosa vegetazione del biancospino, ma va gestita con criterio. Si consiglia di fertilizzare durante tutto l'anno, esclusi i mesi estivi più caldi quando la pianta potrebbe andare in stress termico. Puoi utilizzare concimi solidi a lento rilascio, da interrare nel vaso, oppure liquidi ad assorbimento rapido, da somministrare durante l'irrigazione. Importante:Application del concime liquido va fatta solo dopo aver precedentemente bagnato il terreno per evitare bruciature alle radici. Un equilibrio corretto tra azoto, fosforo e potassio garantirà fiori abbondanti e una chioma sana.