realizzare un intonaco

Come realizzare un intonaco

La ristrutturazione di uno spazio, ingloba una serie di passaggi obbligatori, che hanno una specificità funzionale, oltre che una spiccata esaltazione estetica. Le mura di uno spazio, rivestono una doppia funzione, in quanto rappresentano la divisione naturale di uno spazio, quindi hanno una funzionalità effettiva, ma sotto il profilo stilistico, esaltano anche lo spazio, a seconda della colorazione e della tipologia stilistica di affresco che si stabilirà tra la cintura di cemento e lo spazio stesso. Il passaggio obbligatorio, che va effettuato prima di tinteggiare le pareti, riguarda la realizzazione dell'intonaco: suddetto passaggio ha diverse funzionalità e interessa sia pareti esterne che interne. La funzionalità dell'intonaco, vaia a seconda che esso venga realizzato su pareti esterne o interne: l'intonaco da esterni ha la funzione di proteggere le pareti dagli agenti climatici, che con il passare del tempo, potrebbero causare infiltrazioni determinando la comparsa di micro fratture e piccole crepe anche se solo superficiali. La funzione dell'intonaco, in questo caso, è quella di creare una parete sottilissima, una sorta di pellicola protettiva, che renda impermeabili le pareti. L'intonaco viene realizzato prima della tinteggiatura. L'intonaco per interi, ha invece una funzione ancor più specifica, poiché esso tende a impermeabilizzare le pareti, impedendo la formazione di camere d'aria che potrebbero determinare macchie di umidità e gocciolamenti. Il ruolo dell'innato è dunque principalmente funzionale, ma da questo specifico ruolo funzionale, dipende anche un ruolo più specificatamente estetico. L'intonaco può essere di vari tipi: arricciato, fine, civile, graffiato o spruzzato. Ognuno di essi conserva una finalità e si adatta a tipologie diverse di costruzione. La preparazione dell'intonaco, prevede l'utilizzo di diversi tipi di elementi, come la calce, dell'acqua, cemento e sabbia molto fine. Questi elementi, una volta miscelati, e applicati sulle mura, diventano solidi e compatti e sviluppano le funzioni protettive di cui sopra. Miscelando calce acqua cemento e sabbia, si ottiene la malta, una sostanza molto dura, che può essere di colore grigio o bianco. La prima, solitamente indicata per le pareti umide e vecchie, che necessitano di una protezione più spessa e maggiormente durevole; la malta bianca, invece, viene utilizzata per pareti nuove e in buone condizioni. La malta viene preparata con il cinquanta per cento di calce, acqua, e poca sabbia: il dosaggio varierà a seconda del risultato che si intende ottenere. L'applicazione dell'intonaco, avviene per fasi: la prima è il rinzaffo, la seconda è l'arriccio, la terza è il velo. La prima fase, corrisponde alla stesura dell'intonaco, che viene applicato sulle mura, con l'ausilio di una cazzuola, strumento con becco piatto, che serve sia per prelevare la poltiglia di intonaco, sia per stenderlo. Una volta steso,l'intonaco dovrà essere livellato, cosi da diventare liscio ed omogeneo. La seconda fase corrisponde a quella dell'arriccio: si passa un secondo strato di intonaco sulla parete con un pennello oppure con uno spruzzatore. Il velo corrisponde all'ultima parte del procedimento: viene passato l'intonaco in modo molto leggero, per effettuare le rifiniture. Tra un'operazione e l'altra, bisognerà controllare che le pareti siano perfettamente livellate: questa operazione viene eseguita con la livella. L'operazione finale è quella di spugnatura, che va eseguita con una spugnetta morbida e dell'acqua: essa ha la funzione di rilevare eventuali imperfezioni cosi da poterle correggere. Rileva inoltre il grado di umidità delle pareti stesse. Se sulle pareti sulle quali va applicato l'intonaco, erano presenti delle crepe, bisogna necessariamente prima ripararle e chiuderle, dopo averne studiata l'origine e poi passare l'intonaco. Se questo provvedimento non viene prese, le crepe potranno riformarsi sull'intonaco nuovo, o potrebbero crearsi delle infiltrazioni d'acqua che potrebbero causarne il distacco.

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