Intonaco grezzo

Le Pareti

realizzare un intonaco

L'intonaco è uno strato compatto che va passato sia sulle pareti esterne che su quelle interne e serve a proteggere da condense ed infiltrazioni.

di Redazione

29 maggio 2014

Come realizzare un intonaco

La ristrutturazione di uno spazio, ingloba una serie di passaggi obbligatori, che hanno una specificità funzionale, oltre che una spiccata esaltazione estetica. Le mura di uno spazio, rivestono una doppia funzione, in quanto rappresentano la divisione naturale di uno spazio, quindi hanno una funzionalità effettiva, ma sotto il profilo stilistico, esaltano anche lo spazio, a seconda della colorazione e della tipologia stilistica di affresco che si stabilirà tra la cintura di cemento e lo spazio stesso. Il passaggio obbligatorio, che va effettuato prima di tinteggiare le pareti, riguarda la realizzazione dell'intonaco: suddetto passaggio ha diverse funzionalità e interessa sia pareti esterne che interne. La funzionalità dell'intonaco, vaia a seconda che esso venga realizzato su pareti esterne o interne: l'intonaco da esterni ha la funzione di proteggere le pareti dagli agenti climatici, che con il passare del tempo, potrebbero causare infiltrazioni determinando la comparsa di micro fratture e piccole crepe anche se solo superficiali. La funzione dell'intonaco, in questo caso, è quella di creare una parete sottilissima, una sorta di pellicola protettiva, che renda impermeabili le pareti. L'intonaco viene realizzato prima della tinteggiatura. L'intonaco per interi, ha invece una funzione ancor più specifica, poiché esso tende a impermeabilizzare le pareti, impedendo la formazione di camere d'aria che potrebbero determinare macchie di umidità e gocciolamenti. Il ruolo dell'innato è dunque principalmente funzionale, ma da questo specifico ruolo funzionale, dipende anche un ruolo più specificatamente estetico. L'intonaco può essere di vari tipi: arricciato, fine, civile, graffiato o spruzzato. Ognuno di essi conserva una finalità e si adatta a tipologie diverse di costruzione. La preparazione dell'intonaco, prevede l'utilizzo di diversi tipi di elementi, come la calce, dell'acqua, cemento e sabbia molto fine. Questi elementi, una volta miscelati, e applicati sulle mura, diventano solidi e compatti e sviluppano le funzioni protettive di cui sopra. Miscelando calce acqua cemento e sabbia, si ottiene la malta, una sostanza molto dura, che può essere di colore grigio o bianco. La prima, solitamente indicata per le pareti umide e vecchie, che necessitano di una protezione più spessa e maggiormente durevole; la malta bianca, invece, viene utilizzata per pareti nuove e in buone condizioni. La malta viene preparata con il cinquanta per cento di calce, acqua, e poca sabbia: il dosaggio varierà a seconda del risultato che si intende ottenere. L'applicazione dell'intonaco, avviene per fasi: la prima è il rinzaffo, la seconda è l'arriccio, la terza è il velo. La prima fase, corrisponde alla stesura dell'intonaco, che viene applicato sulle mura, con l'ausilio di una cazzuola, strumento con becco piatto, che serve sia per prelevare la poltiglia di intonaco, sia per stenderlo. Una volta steso,l'intonaco dovrà essere livellato, cosi da diventare liscio ed omogeneo. La seconda fase corrisponde a quella dell'arriccio: si passa un secondo strato di intonaco sulla parete con un pennello oppure con uno spruzzatore. Il velo corrisponde all'ultima parte del procedimento: viene passato l'intonaco in modo molto leggero, per effettuare le rifiniture. Tra un'operazione e l'altra, bisognerà controllare che le pareti siano perfettamente livellate: questa operazione viene eseguita con la livella. L'operazione finale è quella di spugnatura, che va eseguita con una spugnetta morbida e dell'acqua: essa ha la funzione di rilevare eventuali imperfezioni cosi da poterle correggere. Rileva inoltre il grado di umidità delle pareti stesse. Se sulle pareti sulle quali va applicato l'intonaco, erano presenti delle crepe, bisogna necessariamente prima ripararle e chiuderle, dopo averne studiata l'origine e poi passare l'intonaco. Se questo provvedimento non viene prese, le crepe potranno riformarsi sull'intonaco nuovo, o potrebbero crearsi delle infiltrazioni d'acqua che potrebbero causarne il distacco.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza pratica tra intonaco per esterni e intonaco per interni?
    L'intonaco esterno ha la funzione primaria di proteggere la struttura dagli agenti atmosferici, creando una barriera impermeabile contro pioggia e sbalzi termici che potrebbero generare microfratture. Al contrario, l'intonaco interno mira soprattutto a impermeabilizzare le superfici per evitare la formazione di camere d'aria, prevenendo così la comparsa di muffe, macchie di umidità e gocciolamenti. Entrambi i tipi garantiscono una base uniforme e protetta, ma mentre quello esterno resiste alle intemperie, quello interno controlla l'umidità ambientale e migliora l'estetica della parete prima della tinteggiatura.
  • Come si sceglie tra malta grigia e malta bianca per l'intonacatura?
    La scelta dipende dallo stato e dall'umidità della parete. La malta grigia, ottenuta con cemento, è più dura e resistente; si consiglia per pareti vecchie, soggette a umidità o che richiedono una protezione spessa e duratura nel tempo. La malta bianca, generalmente a base di calce, è preferibile per pareti nuove o già in buone condizioni strutturali. È più facile da lavorare e offre un finish più chiaro, ideale quando non sono necessarie specifiche resistenze meccaniche estreme ma si cerca una finitura estetica pulita e pronta per la verniciatura.
  • Quali sono le tre fasi fondamentali per applicare correttamente l'intonaco?
    Il processo si articola in tre momenti distinti. Primo, il rinzaffo: si stende il primo strato di malta sulla parete utilizzando una cazzuola, creando una base aggrappante. Secondo, l'arriccio: si applica un secondo strato, spesso usando un pennello o uno spruzzatore, per aumentare lo spessore e la planarità. Terzo, il velo: è la fase finale di rifinitura, dove si applica un sottile strato leggero per uniformare la superficie. Dopo ogni passaggio è cruciale verificare la livellazione con una bolla per garantire che la parete sia perfettamente piana e omogenea.
  • È necessario trattare le crepe prima di stendere il nuovo intonaco?
    Assolutamente sì. Prima di qualsiasi applicazione, è indispensabile identificare l'origine delle crepe e riprenderle, chiudendole adeguatamente. Saltare questo passaggio comporta rischi gravi: le fessure esistenti tendono a propagarsi attraverso il nuovo intonaco, rovinandone l'estetica, o peggio, possono permettere l'infiltrazione di acqua. Queste infiltrazioni possono causare il distacco prematuro dell'intonaco dalla muratura, vanificando tutto il lavoro svolto e richiedendo interventi di ripristino successivi.
  • A cosa serve la spugnatura nell'ultimo stadio della lavorazione?
    La spugnatura è l'operazione finale di controllo e rifinitura. Si esegue passando una spugna morbida leggermente umida sulla superficie dell'intonaco ormai assestato. Questo gesto serve a rilevare eventuali imperfezioni, irregolarità o piccoli avvallamenti non visuti a occhio nudo, permettendo di correggerli immediatamente. Inoltre, la spugnatura aiuta a valutare il corretto livello di umidità residua della parete e a chiudere i pori superficiali, preparando la superficie ideale per ricevere la successiva tinteggiatura senza difetti.