Consistenza catastale: di cosa si tratta

Consistenza catastale: di cosa si tratta

Per capire di cosa si tratta quando viene presa in esame la consistenza catastale si dovrebbe tenere in considerazione la normativa in atto, in modo da individuare gli immobili correttamente. La consistenza catastale rappresenta la grandezza dell'immobile ed è un parametro essenziale per poter applicare le corrette imposte e le tasse che riguardano un immobile. Esistono metodologie diverse per il calcolo corretto della consistenza catastale, infatti è possibile utilizzare il metro quadrato oppure il vano utile a seconda della categoria degli immobili. Questa procedura è stata introdotta per riuscire ad uniformare la determinazione di questi parametri dal momento che sono variabili in funzione della destinazione d'uso dell'immobile. Per comprendere pienamente come si effettua il calcolo sarebbe opportuno comunque conoscere entrambi i sistemi di valutazione.
Visura catastale


Consistenza catastale

Piantina catastale Per la determinazione della consistenza catastale per gli immobili di categoria A si utilizza il vano utile. I vani utili sono quelli che hanno una destinazione principale, come le camere, la sala, la cucina, mentre quelli accessori sono i bagni, le dispense, i ripostigli, le verande, gli ingressi, i corridoi, le soffitte, le cantine e altri locali annessi, ma non utilizzati per uso abitativo. Alcuni articoli servono per specificare con quale modalità un vano accessorio possa avere incidenza sulla consistenza catastale e in generale quali siano le caratteristiche che possano rendere un vano accessorio e non principale. Un ulteriore articolo introduce i vani ragguagliati, ossia quelle stanze che per estensione per scopi catastali, non potrebbero essere considerate un unico vano. Quindi il calcolo della consistenza catastale si effettua sommando i vani sia principali sia quelli accessori.

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Calcolo della consistenza catastale per gli immobili di categoria A

Esempio di piantina catastale Per il calcolo della consistenza catastale i vani principali hanno un valore pari ad 1 se hanno una superficie superiore o uguale a quella minore che è stata prevista per quel genere di vano, altrimenti se il valore fosse inferiore la stanza conterebbe 1/3. I vani accessori come il bagno, il ripostiglio, l'ingresso, il corridoio e la dispensa valgono 1/3. I locali come le cantine, le soffitte valgono invece 1/4. Le eventuali dipendenze verrebbero invece introdotte in una percentuale, sia incremento sia in decremento, che sia in relazione alla loro importanza. Quindi andrebbero aggiunte o tolte dal calcolo dei vani effettuato precedentemente. Il calcolo totale deve essere necessariamente arrotondato al mezzo vano. Le eventuali eccedenze, in caso di vani molto più grandi della dimensione massima introdotta per legge si dovrebbero calcolare con una formula che tenga in considerazione i metri quadrati del vano e quelli massi previsti per quel vano.


Calcolo della consistenza catastale per immobili di categoria C

Piantina catastale per il calcolo della consistenza Per procedere con i calcoli della consistenza catastale per gli immobili di categoria C e procedere con le corrette valutazioni si sostituisce il calcolo precedente con uno che tenga in considerazione una metodologia diversa, si decise, così, di utilizzare il metro quadro di superficie catastale. Quindi per il calcolo delle tasse si decise di riferirsi all'unità di superficie introdotta. I vantaggi della procedura tramite la superficie catastale sono l'uniformazione dei calcoli, l'eliminazione delle incertezze sulla determinazione della destinazione di un vano e una nuova valutazione economica degli immobili inseriti con il nuovo censimento. Quindi si dovrebbero calcolare inizialmente le superfici interne delle stanze, sia principali e sia accessorie, escludendo tutte le superfici di locali come le tettoie, i cortili e i giardini.



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