Normative sugli impianti:la Legge 46/90
Dal secondo dopoguerra il Legislatore ha sentito l'esigenza di regolamentare la materia dell'installazione degli impianti elettrici per tutelare la sicurezza dei cittadini e dei luoghi di lavoro. La Legge 46 del 5 marzo 1990 "Norme per la sicurezza degli impianti" ha introdotto per la prima volta una disciplina organica della materia. L'innovazione principale stava nel prevedere alcuni principi cardine da osservare nella realizzazione degli impianti elettrici: la previsione che in ogni abitazione dovesse essere installato un impianto realizzato "a regola d'arte", soggetto a manutenzione e gestione costante, l'affidamento del lavoro esclusivamente ad imprese abilitate dalla Camera di Commercio e il rilascio da parte dell'impresa realizzatrice al committente di una dichiarazione di conformità dell'impianto.
La marcatura CE
Il Decreto Legislativo 626/1996 in applicazione della Direttiva Comunitaria 93/68/CEE ha previsto l'obbligo che tutto il materiale, le apparecchiature e i componenti elettrici utilizzati nella realizzazione degli impianti riportino la marcatura CE, della Comunità Europea. La presenza di questo marchio sta a significare la corrispondenza dei materiali utilizzati alle disposizioni delle leggi comunitarie che disciplinano il settore. Il produttore al momento della realizzazione deve predisporre una dichiarazione di conformità del prodotto, il fascicolo tecnico e il manuale di installazione, uso e manutenzione. Nel caso in cui i materiali vengano prodotti in un paese extra-comunitario il costruttore è identificato con chi immette sul mercato il prodotto ed è quindi considerato dalla legge il responsabile in caso di violazioni.
Dalle Legge 46/90 al Decreto Ministeriale 37/2008
Il Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico 37/2008 ha riordinato le disposizioni sul tema degli impianti elettrici all'interno degli edifici e, se da un lato ha confermato i principi cardine introdotti dalla Legge 46/90, vale a dire la necessità di rivolgersi a imprese abilitate e il rilascio della dichiarazione di conformità, dall'altro ha introdotto interessanti novità. L'innovazione più rilevante riguarda la specificazione dell'ambito di applicazione della normativa sugli impianti elettrici: per la prima volta viene superata la dicotomia di impianti industriali e civili, secondo la nuova Legge infatti tutti gli impianti posti al servizio degli edifici, collocati al loro interno, a prescindere dalla destinazione d'uso devono sottostare alla disciplina sull'installazione. Le imprese già abilitate vengono mantenute tali ma, per quelle di nuova costituzione, sono introdotte regole più dettagliate.
Le novità del Decreto 37/2008
Per la prima volta nell'ordinamento italiano viene introdotta una classificazione degli impianti. Per gli impianti elettrici è previsto l'obbligo di progettazione. Il progetto redatto da un professionista deve essere depositato, prima dell'esecuzione, presso lo Sportello Unico dell'Edilizia in Comune. Vengono poi specificati i requisiti professionali che devono essere posseduti da chi installa l'impianto: gli elettricisti devono essere laureati o diplomati in materie attinenti o vantare esperienza professionale qualificata presso aziende del settore. Al termine del lavoro l'elettricista dovrà emettere la dichiarazione di conformità dell'impianto da depositare in Comune e agli sportelli della Camera di Commercio. Il proprietario dell'edificio è obbligato ad affidare i lavori a imprese abilitate e a consegnare alla società distributrice dell'energia elettrica copia della dichiarazione di conformità, pena la sospensione della fornitura.
Le sanzioni in tema di impianti elettrici
Un'altra importante innovazione introdotta dal Decreto Ministeriale 37/2008 è stata la previsione di sanzioni dettagliate per la mancata osservanza della legge. L'accertamento delle violazioni compete a Comuni, Vigili Urbani e autorità sanitarie mentre la competenza per l'erogazione delle sanzioni è in capo alla Camera di Commercio che emetterà un provvedimento di divieto di prosecuzione dell'attività nel caso in cui le imprese non siano in possesso dei requisiti di legge e una sanzione amministrativa da 100 a 1000 euro nel caso in cui non venga depositata la dichiarazione di conformità o venga depositata in modo irregolare. Nel caso di violazioni da parte dei professionisti nelle fasi di progettazione e collaudo sarà compito degli ordini professionali intervenire con provvedimenti disciplinari ad hoc.
Domande frequenti
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Chi può installare un impianto elettrico in casa?La normativa italiana impone che gli interventi sugli impianti elettrici siano eseguiti esclusivamente da imprese abilitate, registrate presso la Camera di Commercio. Non basta essere un bravo elettricista; l'azienda deve possedere i requisiti tecnici e organizzativi previsti dal Decreto Ministeriale 37/2008. Inoltre, il personale addetto ai lavori deve avere specifiche qualifiche, come una laurea, un diploma in materie affini o comprovata esperienza professionale. Affidarsi a manovalanza non certificata non solo è illegale, ma comporta gravi rischi per la sicurezza e invalida le coperture assicurative in caso di incidenti.
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Cos'è la Dichiarazione di Conformità e perché è obbligatoria?La Dichiarazione di Conformità (DiCo) è il documento fondamentale che certifica che l'impianto elettrico è stato realizzato a regola d'arte e rispetta le normative vigenti. Deve essere rilasciata dall'impresa installatrice al termine dei lavori e consegnata al proprietario. È obbligatorio depositarne una copia presso lo Sportello Unico dell'Edilizia del Comune e la Camera di Commercio. Senza questo documento, la società distributrice di energia ha il diritto di sospendere la fornitura elettrica, poiché non può garantire la sicurezza della rete senza la certificazione dell'impianto interno.
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Quali sanzioni ci sono per chi viola le norme sugli impianti?Le sanzioni per la mancata osservanza delle norme sugli impianti sono severe e riguardano sia le imprese che i privati. Se un'impresa opera senza i requisiti richiesti, subisce un provvedimento di divieto di prosecuzione dell'attività. Per la mancata o irregolare deposizione della Dichiarazione di Conformità, è prevista una sanzione amministrativa da 100 a 1.000 euro. In caso di errori nella progettazione o nel collaudo da parte di professionisti, intervengono gli ordini professionali con sanzioni disciplinari. I controlli sono effettuati dai Comuni, dai Vigili Urbani e dalle autorità sanitarie.
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Cosa cambia tra la vecchia Legge 46/90 e il DM 37/2008?Il Decreto Ministeriale 37/2008 ha riorganizzato la normativa precedente, eliminando la distinzione rigida tra impianti industriali e civili. Ora tutte le installazioni poste al servizio degli edifici, indipendentemente dall'uso, seguono le stesse regole. Il DM 37/2008 ha introdotto l'obbligo di progettazione specifica per gli impianti elettrici, affidata a un professionista, da depositare prima dell'inizio dei lavori. Ha anche chiarito meglio i requisiti professionali degli installatori e rafforzato il sistema di controllo e sanzioni, rendendo più rigorosa la verifica della conformità degli impianti esistenti e nuovi.
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A cosa serve la marcatura CE sui materiali elettrici?La marcatura CE indica che il materiale, l'apparecchiatura o il componente elettrico utilizzato nell'impianto è conforme alle direttive europee di sicurezza e qualità. Ogni prodotto deve essere accompagnato da una dichiarazione di conformità del produttore, dal fascicolo tecnico e dal manuale di istruzioni. Se i materiali provengono da paesi extra-UE, chi li immette sul mercato europeo diventa legalmente responsabile della conformità. Utilizzare materiali privi del marchio CE è vietato e costituisce una violazione normativa, esponendo il committente e l'installatore a responsabilità legali e rischi di sicurezza.







