Tutti i segreti per un innesto a gemma

Domande frequenti

  • Qual è il momento migliore per effettuare l'innesto a gemma?
    L'innesto a gemma si esegue principalmente in due periodi distinti a seconda della tecnica scelta. L'innesto a gemma dormiente, il più comune, va praticato tra agosto e settembre, quando la pianta è nel periodo 'in succhio', ovvero quando la corteccia si stacca facilmente dal legno. L'innesto a gemma vegetante, invece, si effettua in primavera. In entrambi i casi, è fondamentale che sia il nesto (la parte che fornisce la gemma) che il portainnesto (l'apparato radicale) siano attivi e sani per garantire una corretta adesione e attecchimento.
  • Come si prepara correttamente la gemma da prelevare?
    Per ottenere il miglior risultato, seleziona sul nesto rami ben maturi, preferibilmente rivolti a sud, che presentino gemme doppie o triple leggermente rialzate verso l'alto. Utilizzando un coltellino da innesto affilato, taglia la porzione di corteccia circostante la gemma, creando una forma a scudo nota tecnicamente come 'occhio' o 'marza'. Se stai operando un innesto vegetante, conserva queste gemme in frigorifero a circa 4°C fino alla primavera; per quelle dormienti, procedi immediatamente con l'inserimento nel portainnesto.
  • Come si pratica l'incisione a T sul portainnesto?
    Dopo aver ripulito il fusto del portainnesto dai germogli laterali, utilizza il coltellino per incidere la corteccia a forma di T. È cruciale non intaccare il legno sottostante per evitare la formazione di gomma. Procedi prima con un taglio verticale lungo quanto la gemma, poi con uno orizzontale alla base, mantenendo il coltello molto inclinato. Solleva delicatamente i lembi di corteccia creati dall'incisione e inserisci l'occhio del nesto, assicurandoti che rispetti l'orientamento originale della gemma per favorire la crescita corretta.
  • Che materiale usare per legare l'innesto?
    Per fissare saldamente la gemma al portainnesto, utilizza esclusivamente elastici di gomma fotolabile o appositi legacci da innesto. Evita assolutamente l'uso di collanti o materiali rigidi che potrebbero impedire la naturale espansione dei tessuti o causare danni meccanici. La tenuta deve essere perfetta per garantire l'adesione tra le due parti, ma il materiale deve essere flessibile. La gomma fotolabile ha il vantaggio di degradarsi con i raggi UV nel tempo, permettendo alla ferita di chiudersi senza bisogno di rimozioni forzate successive.
  • Quando e come si recide il portainnesto dopo l'innesto?
    I primi segni di successo, come la comparsa del germoglio, saranno visibili solo nella primavera successiva. Una volta confermato l'attecchimento, procedi con la recisione del portainnesto circa sette centimetri sopra il punto di giunzione. Non tagliare subito tutto il fusto superiore: aspetta almeno un mese per verificare che non sopravvengano complicazioni. Successivamente, potrai eliminare definitivamente la parte residua del portainnesto, consentendo alla nuova varietà (nesto) di svilupparsi completamente sfruttando le radici originali.

Innesto a gemma: cos’è e quando effettuarlo

Con questo metodo, una porzione di nesto, ovvero della pianta che fornirà la parte aerea, viene inserito all’interno della corteccia incisa del portainnesto, ovvero la parte che fornirà l’apparato radicale. Si effettua sia su alberi da frutto, come meli, peschi, ciliegi, sia su alcune specie di alberi da fiore, come le rose. La pianta finale avrà più capacità riproduttive e una maggiore resistenza. Va effettuato nei mesi più caldi, preferibilmente tra Agosto a Settembre. Gli innesti a gemma potranno essere attuati in due modi: a gemma dormiente e a gemma vegetante. Nel primo caso, l’innesto si effettua nel periodo della tarda estate, mentre per il secondo si preferisce la primavera. Affinché l’innesto vada a buon fine, si deve procedere quando sia il nesto che l’innesto siano nel periodo chiamato "in succhio", ovvero quando la corteccia è più facilmente rimovibile. In questa maniera sarà possibile una maggiore adesione.

Innesto a gemma: esportazione dal nesto

Innanzitutto, per l’innesto a gemma, bisogna individuare sul nesto la gemma da far attecchire. Essa deve essere prelevata preferibilmente da rami rivolti a sud, che siano ben maturi e carichi si gemme doppie e triple: se queste gemme sono leggermente rialzate dal ramo verso l’alto le probabilità di successo aumenteranno. Per prelevare la gemma bisogna tagliare, con l’apposito coltellino da innesto, la parte ad essa circostante, lasciando dunque una parte di corteccia a forma di scudo, detta in linguaggio tecnico "occhio" o "marza". Nel caso di innesto dormiente, si procede contestualmente alla preparazione del portainnesto, mentre se si è scelto di operare l’innesto vegetante, le gemme vanno conservate in frigorifero, a una temperatura di circa 4°, fino al periodo primaverile.

Innesto a gemma: preparazione del portainnesto e innesto

Si procede con la preparazione del portainnesto, ripulendolo sul tratto in cui si andrà a operare ed eseguendo la rimozione di germogli e rami. Sul portainnesto, dopo averlo preparato, è possibile agire in due modi. Un primo metodo prevede che le gemme prelevate vadano fatte aderire a un ramo del portainnesto a cui sia stata asportata una porzione di corteccia. Il secondo metodo, invece, è quello più usato. Si procede incidendo sulla corteccia del fusto una forma a T, badando a non incidere il legno sottostante (in questo caso si avrebbe la formazione di gomma): per avere un taglio perfetto, si incide prima in senso verticale per una lunghezza quasi pari a quella della gemma prelevata, poi in senso orizzontale, tenendo la punta del coltello molto inclinata. Si va dunque a inserire l’occhio all’interno del taglio, avendone sollevato leggermente i lembi. L’orientamento della gemma deve rispettare quello originario. Si deve dunque legare l’innesto a gemma con elastici di gomma fotolabile o con appositi legacci, senza utilizzare collanti: le due parte devono essere perfettamente aderenti.

Innesto a gemma: per finire

I risultati dell’innesto saranno visibili a partire dalla primavera successiva: se l’operazione sarà riuscita, infatti, la gemma diventerà un germoglio e sarà possibile procedere con le fasi finali del processo. Sarà infatti opportuno proseguire al taglio del portainnesto circa sette centimetri sopra il punto di giunzione. Questa parte potrà essere esportata in seguito, se non sopraggiungono complicazioni, dopo che sia passato almeno un mese. Le piante operate con innesto a gemma avranno caratteristiche tipiche sia del nesto che del portainnesto: il portainnesto, infatti, è in grado di trasmettere al nesto caratteri fisiologici e fenologici specifici, mentre il nesto manterrà proprie le caratteristiche estetiche. Questo metodo non è complicato, ma, se anche dovesse darvi problemi, non demordete! Sbagliando si impara e ci si perfeziona.