Mano padella carne

Manutenzione Elettrodomestici

Piani cottura ad induzione

Piani di cottura ad induzione: come sceglierli?La risposta a questa domanda è all'interno di questa utile guida alla conoscenza e all'acquisto di un piano cottura ad induzione, per apprezzarne pregi, difetti e costi, ed effettuare una scelta il più consapevole possibile.

di Redazione

09 marzo 2015

Utilizzare l'elettromagnetismo in cucina con un piano ad induzione

I piani di cottura ad induzione rappresentano l'ultimo ritrovato della tecnologia in cucina. Tali fornelli sono abbastanza diffusi in ambito europeo da circa un ventennio, mentre in Italia (soprattutto a causa dell'elevato prezzo dell'energia elettrica) sono sostanzialmente una novità. La fondamentale innovazione di tali piani cottura risiede nel loro funzionamento: una bobina di rame genera un campo magnetico, il quale mette in movimento le molecole di metallo ferroso di cui è formata la pentola, generando calore. È la pentola stessa quindi a scaldarsi , non il fornello a trasmettere il calore alla pentola per contatto. Come intuibile, sono alimentati interamente da corrente elettrica, e non presentano i tipici fornelli degli impianti a gas, cuocendo il cibo senza l'utilizzo di fiamma. Essi sono infatti composti unicamente da una piastra di vetroceramica (solitamente nera) suddivisa in un numero variabile di cerchi, che sono gli effettivi punti di cottura. Risultano spesso essere elementi di design, eleganti e sobri, nonché semplicissimi da pulire (seppur con alcuni accorgimenti).

Cottura ad induzione: quali sono i vantaggi connessi?

Il principale vantaggio riguardante l'utilizzo di un piano di cottura ad induzione riguarda sostanzialmente il tempo di cottura del cibo: esso risulta infatti quasi dimezzato, permettendo ad esempio di cuocere della pasta in 5 minuti invece degli 8-9 necessari con un tradizionale fornello a gas. Non essendo inoltre presenti fiamme o arroventamento del piano di cottura stesso, risultano ridotti pressochè allo zero i rischi di ustione derivata da contatto accidentale col fornello (unico rischio è quello di toccare la pentola arroventata). Il rendimento, inoltre, è il più alto tra le varie tipologie di piani cottura presenti sul mercato: 92%, contro il 40% di quelli a gas e il 60-70% di quelli in vetroceramica. La cottura con tale tipologia di fornelli è inoltre leggermente diversa da quella con i tradizionali fornelli a gas, elettrico o alogeno. Mancando la fonte di calore esterna infatti (come fiamma o calore irradiato) il cibo, oltre a cuocere in tempi praticamente dimezzati, non si attacca al fondo della padella e non necessita quindi di particolari condimenti grassi (come oli o burro) per la cottura.

Piani cottura ad induzione: come sceglierli?

Veniamo al punto centrale della nostra guida riguardo i piani di cottura ad induzione: come sceglierli? Vi sono alcune considerazioni da fare. Essi necessitano di stoviglie adeguate, ricche di materiale ferroso sul fondo (che deve essere il più piano possibile) per permettere la reazione elettromagnetica col fornello. Una buona soluzione possono essere delle pentole di acciaio inossidabile, ma pentole in alluminio, rame, vetro, ceramica o terracotta non funzioneranno. Da considerare inoltre che tali fornelli possono essere relativamente più costosi di altre tipologie, variando il prezzo in base a design, dimensioni e numero dei fuochi: si va dai 300 euro ai 2000, con una media di 7-800. Tali fornelli presentano inoltre costi di gestione più elevati della norma, legati al consumo di energia elettrica: consumano infatti nettamente di più dei loro cugini elettrici, necessitando spesso inoltre di un contatore elettrico più potente della media, in grado di sopportare i grandi carichi di energia richiesti da questo strumento. Si dovrà pertanto richiedere un contratto di vendita di energia elettrica con potenza superiore, con tutti i costi fissi e variabili (consumi) maggiorati ad esso connessi.

Utili optional per un piano di cottura ad induzione

Parliamo ora di caratteristiche da considerare al momento dell'acquisto dei piani di cottura ad induzione: come sceglierli e valutare la migliore offerta sul mercato? Innanzitutto, come detto prima, bisogna analizzarne i consumi. Probabilmente dovrete sostituire il contatore e richiedere un nuovo contratto di fornitura elettrica, ma esistono in commercio piani ad induzione che si mantengono (di poco, in verità) all'interno dei limiti dei normali contatori elettrici (3.5 KwH). Poi, se vi sono bambini in casa, può essere importante la presenza di un blocco comandi, per evitare che essi vi giochino. Utile accessorio può essere il timer, per spegnere il fornello automaticamente a fine cottura. Alcuni modelli prevedono inoltre la possibilità di estendere la zona di cottura a tutto il piano, in caso di cottura con stoviglie oversize. Altri modelli invece possono di trovare in automatico la potenza necessaria a cucinare il cibo da noi indicatogli. Il sistema anti-traboccamento può essere altrettanto utile, spegnendo il fornello in caso di traboccamento del cibo dalla pentola. Fondamentale, al momento della scelta e dell'eventuale acquisto, rimane comunque il confronto e la verifica di diversi rivenditori e modelli in commercio.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Quali tipi di pentole sono compatibili con i piani cottura ad induzione?
    Per funzionare correttamente, un piano ad induzione richiede pentole dotate di fondo contenente materiale ferroso, poiché il campo magnetico agisce solo sui metalli ferromagnetici. Le migliori opzioni sono le pentole in acciaio inossidabile con fondo magnetico o quelle in ghisa. Al contrario, materiali come alluminio puro, rame, vetro, ceramica e terracotta non sono compatibili perché non generano il calore necessario. Un test semplice per verificare la compatibilità consiste nell'avvicinare una calamita al fondo della pentola: se aderisce saldamente, la stoviglia è idonea per l'induzione.
  • È necessario cambiare il contatore della luce per installare un piano ad induzione?
    Spesso sì, poiché i piani ad induzione richiedono potenze elevate, superando facilmente i 3 kW tipici dei contratti domestici standard. Per gestire il carico energetico senza interruzioni, potrebbe essere necessario richiedere un aumento di potenza del contatore, portandolo a 4,5 kW o 6 kW. Questa operazione comporta costi aggiuntivi sia per l'intervento tecnico del fornitore di energia, sia per l'aumento della spesa fissa mensile sulla bolletta. Prima dell'acquisto, è fondamentale verificare le specifiche energetiche del modello scelto e confrontarle con la potenza attualmente disponibile nella propria abitazione.
  • Quanto durano in media i piani cottura ad induzione rispetto a quelli a gas?
    I piani ad induzione hanno generalmente una vita utile simile o leggermente superiore rispetto alle piastre elettriche tradizionali, grazie all'assenza di componenti meccanici complessi come le resistenze che si ossidano o le valvole del gas che si usurano. Tuttavia, la loro longevità dipende molto dalla qualità dei componenti elettronici interni. Con una manutenzione corretta e un uso regolare, questi elettrodomestici possono durare tranquillamente tra i 10 e i 15 anni. A differenza del gas, non richiedono manutenzioni periodiche per pulizie interne o controlli di sicurezza, limitandosi alla pulizia superficiale della vetroceramica.
  • L'induzione consuma più o meno energia rispetto al gas o all'elettrico tradizionale?
    Dal punto di vista dell'efficienza energetica, l'induzione è nettamente superiore: converte il 92% dell'energia elettrica in calore utile, contro il 40% del gas e il 60-70% delle piastre in vetroceramica tradizionali. Questo significa che cuoci più velocemente spendendo meno energia per ottenere lo stesso risultato. Tuttavia, il costo finale in bolletta dipende dal prezzo del kWh rispetto al metro cubo di metano. In Italia, dove l'energia elettrica ha un costo elevato, il risparmio diretto potrebbe non essere immediato, ma il comfort e la velocità compensano ampiamente la differenza di prezzo dell'utenza.
  • Come si puliscono e si mantengono i piani ad induzione?
    La pulizia è uno dei principali vantaggi: la superficie in vetroceramica è liscia e non presenta sporgenze o griglie difficili da raggiungere. Si consiglia di pulire il piano quando è ancora tiepido (non bollente) utilizzando prodotti specifici per vetroceramica e una spugna abrasiva delicata per rimuovere residui carbonizzati. Evitare detergenti aggressivi o abrasive che potrebbero graffiare la superficie. Inoltre, molti modelli moderni hanno funzioni di auto-pulizia o riscaldamento residuo che facilitano la rimozione delle macchie. Mantenere il piano libero da utensili metallici pesanti durante la pulizia previene graffi indesiderati.