Automobile abbandonata trasformata in giardino naturale

Il Decoupage

Guerrilla gardening

Vedete fiori, piante e arbusti nascere in mezzo alla strada, tra le aiuole, ma il tutto all'improvviso, senza che da un giorno all'altro vi accorgiate di nulla? O vi è capitato di osservare dei ragazzi intenti ad operare il giardinaggio tra i parcheggi? Bene, tutto ciò è la guerrilla gardening.

di Redazione

06 febbraio 2015

La guerrilla gardening

Con il termine guerrilla gardening ci si riferisce a quella forma di giardinaggio politico, che mediante azioni non violente di piantumazione, quindi azioni non dirette, cerca di sostenere l'ambiente e di proteggere tutto ciò che lo riguarda da vicino. La maggior parte delle azioni sono legate a movimenti ambientalisti e collegati naturalmente alla cosiddetta permacultura o anche ai vari problemi che riguardano il pianeta Terra e i suoi abitanti floreali. Tutte le azioni e le gesta si svolgono nella seguente maniera: i manifestanti prima rilevano una superficie di terreno abbandonata, poi la utilizzano per la crescita e lo sviluppo di piante, o addirittura colture. Molti gruppi di attivisti si dedicano alla guerrilla gardening di notte in maniera tale da poter operare ad un certo livello di segretezza; alcuni, invece, preferiscono lavorare durante la giornata in modo da catturare l'attenzione altrui e quindi invogliare le persone ad aiutarli.

L'inizio della guerrilla gardening

Quando nel 1973 a New York un gruppo di persone, denominato Green Guerrilla, guidato da una ragazza di nome Liz Christy trasformò un intero lotto privato in uno spettacolare giardino si sentì per la prima volta pronunciare il termine guerrilla gardening. Ad oggi quell'area è ancora ben tenuta e conservata ed, inoltre, gode anche della salvaguardia del dipartimento americano per la protezione dei parchi a New York.Con il trascorrere degli anni questa pratica si è diffusa in tutto il mondo: nello Utah, ad esempio, lungo le banchine dei canali è possibile osservare numerosi alberi da frutto che furono piantati proprio da coloro che 150 anni prima lavorarono agli scavi di tali opere, alcuni sotterrarono i torsoli delle mele che avevano mangiato, altri, invece, segretamente piantarono dei semi lungo il percorso.

Alcuni esempi di guerrilla gardening

Tra i vari esempi di guerrilla gardening che si possono osservare nel mondo ricordiamo:- L'Have på en nat, ovvero il Giardino in una notte, fu un progetto ideato dal danese Økologiske Igangsættere nel 1996: rilevò un'area di terreno vuoto nel mezzo della città di Guldbergsgade e lo trasformò in un giardino, il tutto in una sola notte. A quella manifestazione parteciparono quasi mille persone;- A Londra il primo maggio del 2000 l'associaizone Reclaim the Streets organizzo una gigantesca manifestazione di guerrilla gardening nella piazza dove si erige il Parlamento britannico. Alcune migliaia di persone, improvvisatesi giardinieri, occuparono lo spazio e piantarono fiori e ortaggi, in più eressero un enorme maypole attorno al quale danzarono in numerosi.Questa fu una particolare azione di guerrilla gardening in quanto non si volle piantare alcuna pianta perenne, ma solo protestare in nome della libertà.

Critiche alla guerrilla gardening

Sono numerose le critiche mosse ai manifestanti della guerrilla gardening, ma tra tutte spicca senza ombra di dubbio quella dell'incompetenza nel settore del giardinaggio: piantando fiori e ortaggi ovunque non fanno altro che incrementare la vegetazione spontanea e ciò di conseguenza porta ad un elevato incremento delle allergie e degli insetti etichettati come fastidiosi durante le calde giornate estive.Tutto ciò, naturalmente, evitando qualsiasi tipo di assunzione di responsabilità da parte dei manifestanti.Un altro problema riguarda le tossine che le piante sono in grado di assorbire.Infatti se da un punto di vista questa qualità è eccezionale perché provoca il calo delle tossine presenti in ambienti dove prima mancava il cosiddetto verde, dall'altro punto di vista è opportuno ricordare che tutti i frutti che nascono da tali piante sono assolutamente velenosi in quanto hanno assorbito le scorie presenti nel terreno, e quindi non commestibili.

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Domande frequenti

  • Cos'è esattamente la guerrilla gardening e qual è il suo scopo principale?
    La guerrilla gardening è una forma di giardinaggio politico e ambientalista che utilizza azioni non violente per riqualificare spazi urbani abbandonati o trascurati. Attraverso la piantumazione spontanea di fiori, ortaggi o alberi, gli attivisti cercano di restituire verde alle città, contrastando il degrado ambientale e promuovendo la biodiversità. Spesso queste iniziative sono collegate a movimenti legati alla permacultura e alla tutela del pianeta. Le operazioni possono avvenire di notte per mantenere un basso profilo o di giorno per attirare l'attenzione pubblica e coinvolgere nuovi sostenitori, trasformando aree grigie in punti di aggregazione ecologica.
  • Da dove ha avuto origine il movimento della guerrilla gardening?
    Il termine e la pratica moderna della guerrilla gardening trovano la loro origine nel 1973 a New York, quando un gruppo chiamato 'Green Guerrilla', guidato da Liz Christy, trasformò un lotto privato abbandonato in un giardino pubblico. Questa area, nota come Liz Christy Garden, è ancora oggi curata e protetta dal dipartimento dei parchi newyorkesi. La pratica si è poi diffusa globalmente: un esempio storico risale a 150 anni fa nello Utah, dove i lavoratori degli scavi dei canali interravano semi di mela o torsoli di frutta lungo le banchine, creando alberi da frutto che prosperano ancora oggi grazie a questa iniziativa spontanea e pionieristica.
  • Quali sono gli esempi più famosi di guerrilla gardening nel mondo?
    Due eventi emblematici hanno segnato la storia di questa pratica. Nel 1996 in Danimarca, il gruppo Økologiske Igangsætteri organizzò l'evento 'Giardino in una notte' a Copenaghen, dove quasi mille persone trasformarono un'area vuota in giardino in sole ventiquattr'ore. Un altro caso celebre occurred a Londra il Primo Maggio 2000, quando l'associazione Reclaim the Streets occupò la piazza davanti al Parlamento britannico. Migliaia di persone piantarono fiori e ortaggi e costruirono un palo di maggio per ballarci intorno. Quest'ultima azione era principalmente simbolica, finalizzata a protestare per la libertà degli spazi pubblici piuttosto che a creare un giardino permanente.
  • Perché la guerrilla gardening viene criticata da esperti e autorità locali?
    Le principali critiche riguardano la mancanza di competenze tecniche e la gestione irresponsabile del territorio. Gli esperti sostengono che la piantumazione indiscriminata possa favorire specie invasive o aumentare la vegetazione spontanea, incrementando così il rischio di allergie e la proliferazione di insetti fastidiosi durante l'estate. Inoltre, chi realizza questi interventi spesso evita di assumersi la responsabilità della cura successiva delle piante. Questo abbandono post-impianto può portare al deperimento della vegetazione, vanificando gli sforzi iniziali e creando ulteriore disordine urbano invece di risolvere il problema del degrado.
  • È sicuro mangiare i frutti prodotti dalle piante di guerrilla gardening?
    No, è fortemente sconsigliato consumare i frutti derivati da piante di guerrilla gardening. Sebbene le piante abbiano la capacità di assorbire tossine dall'ambiente, migliorando la qualità dell'aria, accumulano queste sostanze nocive nei propri tessuti. Nei terreni urbani, spesso contaminati da metalli pesanti o scarichi industriali, le radici assorbono scorie pericolose. Di conseguenza, i frutti risultano velenosi e non commestibili. Mangiarli potrebbe comportare seri rischi per la salute. È importante distinguere tra il beneficio estetico e ambientale del verde urbano e la sicurezza alimentare: questi spazi non sono destinati alla produzione agricola sicura.

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