La situazione del fotovoltaico in Italia
Qual'è la reale situazione del fotovoltaico in Italia? Il nostro paese è stato a lungo uno di quelli trainanti nel settore dell'energia solare, grazie agli investimenti operati a livello governativo per permettere ai pannelli fotovoltaici di affermarsi. Una politica esplicitata attraverso il Conto Energia, spirato dopo la sua quinta edizione, ma sostituito con detrazioni fiscali che si sono saldate con la continua discesa dei prezzi degli impianti. Una saldatura positiva che ha permesso ai pannelli solari di mantenere la loro convenienza. La situazione del fotovoltaico in Italia sta però cambiando radicalmente a causa delle politiche adottate dal governo Renzi, in particolare tramite la proposizione del decreto Spalma Incentivi, che ha colpito retroattivamente coloro che avevano adottato impianti per la produzione di energia solare negli anni passati.
Cos'è il decreto Spalma Incentivi e le sue conseguenze
Il decreto Spalma Incentivi ha in pratica rimodulato le facilitazioni concesse a chi ha adottato impianti fotovoltaici negli anni dello sviluppo originario del settore in Italia. La decisione adottata dal governo guidato da Matteo Renzi ha naturalmente provocato una decisa opposizione da parte delle associazioni che raggruppano i produttori italiani, in particolare Assorinnovabili, che ha deciso di opporsi con grande decisione al decreto. In particolare Assorinnovabili ha proposto ricorsi in sede comunitaria, in quanto lo Spalma Incentivi violerebbe le disposizioni della UE in tema di energia e presso la Corte Costituzionale, per la violazione della carta fondante del nostro stato. Il secondo ricorso si basa su un parere di Valerio Onida, Presidente emerito della Corte Costituzionale e su una recente sentenza dell'omologo organismo bulgaro contro un provvedimento analogo.
Il report di Solar Energy sul fotovoltaico italiano
Per capire la reale situazione del fotovoltaico in Italia, occorre leggere i dati riportati sul sesto report di Solar Energy, risultato del lavoro di ricerca dell'Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano. In base a questa ricerca, il nostro paese vedrebbe la presenza di circa 550mila impianti, per una potenza complessiva di 17,9 GW, cui andrebbero poi aggiunti i 577 MW previsti nell'ambito del quinto Conto Energia per l'anno in corso. Andrebbe rilevato come lo sviluppo del fotovoltaico tricolore sia fondato sulla presenza di un forte settore residenziale, 39%, il quale ha deciso di puntare con decisione sulle detrazioni fiscali, giudicandole evidentemente più vantaggiose rispetto ai pur generosi incentivi del Conto Energia. Uno sviluppo incentrato su impianti di taglia media e piccola.
Il mercato fotovoltaico italiano del futuro
Il report elaborato dai ricercatori del Politecnico di Milano, non ha soltanto fatto il punto sulla situazione odierna del mercato del fotovoltaico in Italia, ma ha anche provato a prevedere quanto potrà succedere nel corso dei prossimi anni, in particolare nell'arco di tempo compreso tra il 2015 e il 2020. Periodo che dovrebbe vedere una crescita non solo in termini di capacità installata, ma anche di quella tecnologica. Dovrebbe poi verificarsi una sempre più larga diffusione dei sistemi di immagazzinamento dell'energia prodotta, oltre ad una inversione di tendenza proprio relativa alle taglie degli impianti. Dal 2015, infatti, si prevede una diffusione imponente delle taglie commerciali e industriali, effetto in particolare del diffondersi dei Sistemi Efficienti di Utenza. Le taglie più grosse potrebbero di conseguenza diventare oltre la metà del mercato fotovoltaico italiano.
Domande frequenti
-
Cos'è il decreto Spalma Incentivi e perché ha causato polemiche?Il decreto Spalma Incentivi è una normativa approvata durante il governo Renzi che ha modificato retroattivamente gli incenti economici per gli impianti fotovoltaici già esistenti. Questa misura ha ridotto i compensi garantiti in precedenza, colpendo direttamente chi aveva investito negli anni precedenti. La mossa ha scatenato forti opposizioni da parte delle associazioni di categoria, come Assorinnovabili, che hanno presentato ricorsi alla Corte Costituzionale e in sede europea, sostenendo che la norma violasse la certezza del diritto e le direttive comunitarie sull'energia, creando incertezza giuridica nel settore.
-
Quale ruolo gioca il settore residenziale nel mercato fotovoltaico italiano?Secondo i dati del Politecnico di Milano, il settore residenziale rappresenta il 39% del totale degli impianti fotovoltaici in Italia. Questo segmento ha scelto di privilegiare le detrazioni fiscali rispetto ai generosi incenti diretti del vecchio Conto Energia, trovando nella fiscalità agevolata una soluzione più vantaggiosa e immediata. Di conseguenza, lo sviluppo del fotovoltaico nel nostro paese si fonda prevalentemente su impianti di piccola e media taglia installati sui tetti delle abitazioni private, piuttosto che su grandi centrali elettriche.
-
Qual è la potenza totale installata dagli impianti fotovoltaici in Italia?Le ricerche condotte dall'Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano indicano che in Italia sono presenti circa 550.000 impianti fotovoltaici attivi. La potenza complessiva installata da questi impianti si attesta intorno ai 17,9 GW. A questa cifra vanno aggiunti i 577 MW derivanti dalle pratiche ancora in corso relative al quinto bando del Conto Energia. Questi dati evidenziano come, nonostante le fluttuazioni normative, il patrimonio energetico solare nazionale mantenga una consist numerica e tecnica significativa.
-
Come evolverà il mercato fotovoltaico italiano nei prossimi anni?Le previsioni per il periodo 2015-2020 indicano un cambiamento strutturale nel mercato. Si prevede un aumento della capacità installata e un progresso tecnologico, con una maggiore diffusione dei sistemi di accumulo dell'energia. Inoltre, si assisterà a un'inversione di tendenza nelle dimensioni degli impianti: mentre prima dominavano le piccole taglie residenziali, dal 2015 ci si aspetta una forte espansione degli impianti commerciali e industriali. Grazie ai Sistemi Efficienti di Utenza, le taglie medie e grandi dovrebbero superare il 50% del mercato totale.









