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Conto energia: di cosa si tratta

Aggiornato il 01 luglio 20144 capitoli5 domande frequenti
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Conto energia: di cosa si tratta e a cosa serve

Il Conto Energia è un provvedimento varato dal governo italiano nel corso del 2006 al fine di incentivare l'adozione di impianti fotovoltaici e dare così una alternativa ecosostenibile al fabbisogno di energia del nostro paese, puntando con forza su quella proveniente da fonti rinnovabili. Si tratta di un provvedimento in linea con quelli operati da altri paesi dell'Unione Europea, che cerca di dare una risposta anche alla necessità di puntare meno sulle fonti fossili come il petrolio, il carbone e il gas naturale. Fonti che sono ancora le più sfruttate, comportando però costi molto alti in termini di inquinamento e di emissione di CO2, considerata la principale responsabile dell'effetto serra.

Le tariffe incentivanti

Il sistema che è stato prescelto dai nostri governi per spingere all'adozione dei pannelli solari, è quello degli incentivi, spalmati nell'arco di un ventennio e tali da rendere conveniente un investimento che nel corso degli anni può dare vita ad un guadagno rilevante variando in base anche all'ubicazione dell'impianto e della sua esposizione al sole. A poter godere dell'incentivo proporzionale all'energia che viene prodotta dall'impianto sono privati, aziende o enti pubblici. Andrebbe però specificato che se gli incentivi continuano a rimanere e a premiare chi ha optato per un impianto fotovoltaico sul tetto della propria abitazione, il Conto energia è ormai definitivamente spirato, arrivando alla sua quinta edizione. Molti addetti ai lavori sono in effetti propensi a parlare di fine degli incentivi per l'energia solare, anche se andrebbe attentamente considerato il fatto che il sistema delle detrazioni fiscali che lo ha in pratica sostituito rende il fotovoltaico ancora molto conveniente, per una buona serie di motivi, come rilevato ad esempio dai rapporti elaborati da importanti centri di ricerca.

La logica del provvedimento

La logica che ha ispirato la quinta edizione delle tariffe incentivanti è soprattutto quella di favorire l'adozione di impianti di piccola taglia per l'autoconsumo, riconoscendo a chi li installa dei vantaggi non più tramite l'assegnazione di cifre a fondo perduto, come era avvenuto nel corso degli anni precedenti, bensì premiando il quantitativo di energia prodotta tramite l'erogazione di somme che vengono regolarmente corrisposte ogni mese per i primi venti anni di funzionamento. Un netto mutamento rispetto al passato, nel quale è previsto anche il valore omnicomprensivo dell'energia che viene immessa nella rete pubblica. Nella pratica non possono essere aggiunti alle tariffe incentivanti i vantaggi di altri meccanismi premianti come lo Scambio sul Posto o il Ritiro Dedicato. Al vantaggio derivante dalla cessione della quota di energia elettrica al GSE (Gestore dei Servizi Energetici), va invece aggiunto quello che è reso possibile in bolletta dal quantitativo di energia autoconsumata, ovvero quella non immessa nella rete pubblica, ma usata per le esigenze della propria abitazione. La quinta edizione del Conto energia è praticamente terminato nel corso del 2013, con il raggiungimento delle somme stanziate dal governo in favore degli aderenti.

La detrazione fiscale del 50%

Se in molti avevano pronosticato un rapido decadimento del fotovoltaico in Italia, l'adozione sempre da parte del governo del sistema dei bonus fiscali per chi decide di adottare i pannelli solari ha rapidamente fatto chiarezza sul futuro del settore. In pratica il nuovo meccanismo prevede che chi installa impianti fotovoltaici sul tetto della propria abitazione può scaricare la metà dei costi sostenuti sulla propria dichiarazione dei redditi per dieci anni, dividendoli in quote di pari valore. Con la decisione di introdurre il bonus fiscale, fissato al 50% (che scenderà quindi al 36% per gli impianti adottati dal 1° gennaio 2014), la convenienza del fotovoltaico, come ritenuto da molti addetti ai lavori, viene addirittura ad essere superiore rispetto alle pur generose tariffe incentivanti del precedente regime. A rendere possibile questo apparente paradosso concorre anche la continua evoluzione tecnologica che ha dato vita ad impianti con rendimento maggiore rispetto ai primi e, soprattutto, il sensibile calo dei prezzi che ha interessato il settore del fotovoltaico. Attualmente un impianto costa infatti circa 7500 euro, molto meno rispetto ad esempio a quelli adottati da chi ha aderito alla prima edizione delle tariffe incentivanti, cosa che rende possibile ammortizzare in pochi anni l'investimento effettuato.

Domande frequenti

  • Il Conto Energia è ancora attivo oggi?
    No, il meccanismo del Conto Energia, nelle sue varie edizioni, è definitivamente concluso. L'ultima versione, la quinta, si è esaurita nel 2013 dopo aver raggiunto il budget massimo stanziato dallo Stato. Tuttavia, la produzione di energia solare rimane fortemente incentivata attraverso strumenti diversi. Attualmente, il principale beneficio economico deriva dalle detrazioni fiscali (bonus ristrutturazioni) e dagli schemi di scambio sul posto o ritiro dedicato gestiti dal GSE, che permettono di recuperare i costi iniziali e valorizzare l'energia immessa in rete.
  • Qual è l'alternativa attuale agli incentivi del Conto Energia?
    L'alternativa principale è costituita dalle detrazioni fiscali IRPEF del 50%, che consentono di recuperare metà della spesa sostenuta per l'installazione di impianti fotovoltaici in dieci rate annuali di pari importo. Per gli impianti installati dopo il 2013, questa percentuale è stata ridotta al 36%. Inoltre, i proprietari di impianti possono beneficiare dello Scambio sul Posto, che compensa economicamente l'energia prelevata dalla rete con quella immessa, oppure del Ritiro Dedicato, dove il Gestore dei Servizi Energetici acquista direttamente l'energia prodotta. Questi meccanismi garantiscono ancora una buona redditività dell'investimento.
  • Quanto costa attualmente installare un impianto fotovoltaico residenziale?
    I costi per l'installazione di un impianto fotovoltaico domestico sono diminuiti significativamente grazie all'evoluzione tecnologica e alla riduzione dei prezzi dei componenti. Attualmente, la spesa media si aggira intorno ai 7.500 euro per un impianto standard, una cifra molto inferiore rispetto a quella richiesta durante le prime edizioni del Conto Energia. Questo abbattimento dei costi, unito alle detrazioni fiscali disponibili, permette di ammortizzare l'investimento in tempi brevi, rendendo il fotovoltaico una scelta economicamente vantaggiosa anche senza le vecchie tariffe incentivanti dirette.
  • Come funziona il recupero dei costi con la detrazione fiscale al 50%?
    La detrazione fiscale al 50% permette di sottrarre dalla propria imposta IRPEF il 50% della spesa sostenuta per l'installazione del fotovoltaico. Questa somma non viene erogata subito, ma recuperata in dieci anni mediante dieci rate annuali di uguale entità nella dichiarazione dei redditi. Ad esempio, se spendi 10.000 euro, recupererai 5.000 euro totali, versando 500 euro l'anno per un decennio. È fondamentale conservare tutta la documentazione fiscale e tecnica dell'intervento per dimostrare la legittimità della richiesta di detrazione all'Agenzia delle Entrate.
  • È più conveniente produrre energia per autoconsumo o immetterla in rete?
    La convenienza dipende dal mix tra autoconsumo immediato e vendita/scambio. L'energia autoconsumata istantaneamente offre il risparmio maggiore perché evita il costo dell'acquisto di energia dalla rete (bolletta). L'energia immessa in rete viene valorizzata tramite lo Scambio sul Posto o il Ritiro Dedicato, ma il valore economico ottenuto è generalmente inferiore al prezzo di acquisto dell'energia. Pertanto, dimensionare l'impianto in modo da coprire la maggior parte dei propri consumi quotidiani massimizza il ritorno economico, mentre l'eccedenza viene ceduta alla rete per un recupero parziale dei costi.

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