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Conoscere la bioarchitettura

Aggiornato il 31 luglio 20144 capitoli4 domande frequenti
Dormitorio bioarchitettonico universitario (www.bioarchitect.org)

Cos'è la Bioarchitettura

La Bioarchitettura è una pratica edilizia multidisciplinare basata su principi ecologici. Si propone di costruire rispettando l'ecosistema dell'ambiente, facendo un uso razionale delle risorse. L'obiettivo finale della Bioarchitettura è il miglioramento della qualità della vita dell'essere umano non solo nel presente ma anche nel futuro. Oggi si parla sempre di più di discipline come la bioedilizia, la bioclimatica, l'edilizia sostenibile. Ognuna di esse segue determinati principi, leggermente differenti, ma che hanno in comune la relazione dell'uomo con l'ambiente in cui vive. Allo stesso modo la Bioarchitettura, termine coniato proprio nel nostro Paese, cerca di trovare risposte sulle cause di certi mali che affliggono uomo ed ambiente, fonde la moderna edilizia con quella più tradizionale, applica tecniche di costruzione nelle quali tutti i materiali usati sono bioecologici.

Principi fondamentali di edificazione

Conoscere la Bioarchitettura significa comprendere che essa pone in primo piano principi come l'isolamento termico, il raffrescamento, la deumidificazione, l'illuminazione naturale, l'ombreggiamento, la ventilazione. I bioarchitetti effettuano un'indagine geologica del sito di costruzione per valutare la presenza di elementi come fiumi, linee ad alta tensione, faglie del terreno. Inoltre considerano fattori negativi come elettromagnetismo e radioattività. L'edificazione deve tenere presente il rapporto edificio/ambiente, che porta a considerare sempre l'ambiente in cui sarà costruita l'abitazione; l'orientamento dell'edificio e la disposizione degli ambienti (quelli di servizio orientati verso nord e i più utilizzati verso sud; i materiali utilizzati, naturali, riciclabili e riciclati; impianti come il solare fotovoltaico e termico, l'eolico e il geotermico.

Conoscere la Bioarchitettura

I principi ecologici fondamentali che ci portano a conoscere la Bioarchitettura comprendono: mettere a primo posto il benessere fisico e psicologico dell'essere umano; utilizzare risorse naturali come acqua, clima e vegetazione; evitare emissioni di sostanze pericolose come gas, fumi, rifiuti ecc.; progettare costruzioni che siano riadattabili e modificabili nel tempo; usare fonti energetiche rinnovabili; servirsi di materiali locali ed ecocompatibili. L'indagine ambientale consente di valutare il controllo climatico passivo della costruzione. Le fonti energetiche rinnovabili sostituiscono o, al massimo, integrano quelle tradizionali, altamente inquinanti. L'abitazione ideale ha un impatto ambientale nullo poiché non consuma energia per il riscaldamento ma utilizza quella solare, non ha ponti termici ed è ben isolata.

Materiali bioarchitettonici ed energia

I materiali sono considerati ecocompatibili quando la loro utilizzazione non ha effetti negativi sull'ambiente circostante. Occorre che abbiano determinate caratteristiche. Devono essere di lunga durata ed anche riciclabili. Non devono emettere sostanze tossiche. Devono essere prodotti tramite processi efficienti dal punto di vista energetico. Non devono essere radioattivi. Devono provenire dalla stessa zona nella quale sarà costruita l'abitazione, perché sono più indicati per il clima del luogo e per diminuire costi ed inquinamento dovuti al trasporto. Un adeguato riscaldamento si avrà con pannelli solari, impianti a biomassa o anche geotermici a bassa entalpia. L'energia elettrica sarà prodotta da pannelli fotovoltaici, da impianti minieolici o da corsi d'acqua e piccoli impianti idroelettrici.

Domande frequenti

  • Quali sono i principi base per costruire una casa bioarchitetturale?
    La bioarchitettura integra principi ecologici e sociali per migliorare il benessere umano e rispettare l'ambiente. I pilastri fondamentali includono un isolamento termico efficiente, il raffrescamento passivo, la deumidificazione e l'uso ottimale dell'illuminazione e ventilazione naturale. È cruciale analizzare il sito prima di costruire, valutando fattori geologici ed evitando zone a rischio elettromagnetico. L'orientamento dell'edificio gioca un ruolo chiave: gli spazi principali vanno esposti a sud per catturare il sole, mentre quelli di servizio a nord. L'obiettivo è creare abitazioni che utilizzino risorse naturali come clima e vegetazione, riducendo al minimo le emissioni nocive.
  • Che tipi di materiali sono considerati bioecocompatibili?
    I materiali bioarchitetturali devono essere durevoli, riciclabili e privi di sostanze tossiche o radioattive. La loro produzione richiede processi energeticamente efficienti. Un criterio distintivo è l'origine locale: preferire materiali provenienti dalla stessa zona di costruzione riduce l'inquinamento legato ai trasporti e garantisce che le proprietà fisiche del materiale siano adatte al clima specifico del luogo. Questo approccio non solo abbatta l'impatto ambientale, ma migliora anche l'efficienza energetica dell'edificio, contribuendo a un impatto ambientale complessivo nullo o quasi nullo durante il ciclo di vita della struttura.
  • Come funziona l'approccio energetico in una casa bioarchitetturale?
    L'obiettivo principale è raggiungere un impatto energetico nullo, eliminando la necessità di combustibili fossili. Questo si ottiene combinando un involucro edilizio perfettamente isolato, senza ponti termici, con sistemi di produzione energetica rinnovabile. Il riscaldamento può derivare da pannelli solari termici, biomasse o geotermia a bassa entalpia. Per l'elettricità, si impiegano pannelli fotovoltaici, mini-eolici o piccoli impianti idroelettrici se disponibili. Queste fonti integrano o sostituiscono completamente le reti tradizionali, garantendo autonomia e sostenibilità, sfruttando al massimo l'energia solare e le risorse naturali locali per il comfort abitativo.
  • In cosa differisce la bioarchitettura dalle altre forme di edilizia sostenibile?
    Sebbene bioedilizia, bioclimatica e edilizia sostenibile condividano l'obiettivo di ridurre l'impatto ambientale, la bioarchitettura si distingue per il suo approccio multidisciplinare e olistico. Nata in Italia, non si limita agli aspetti tecnici o energetici, ma pone al centro il benessere fisico e psicologico dell'abitante. Integra la modernità con tecniche tradizionali, analizzando profondamente il rapporto tra l'edificio e il suo ecosistema circostante. Mentre altre discipline potrebbero focalizzarsi solo sull'efficienza energetica, la bioarchitettura valuta anche la salubrità degli interni, l'uso razionale delle risorse e la capacità della struttura di adattarsi e modificarsi nel tempo, preservando l'ambiente per le generazioni future.

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