<i>Impermeabilizzazione tetto a falde inclinate</i>

Il Tetto

Migliore impermeabilizzazione tetti

Per garantire che lo stabile sia protetto da infiltrazioni d'acqua, il tetto deve essere bene impermeabilizzato. I materiali e le tecniche per la migliore impermeabilizzazione del tetto variano a seconda del tipo di tetto, piano o a falde inlinate, o del materiale di costruzione dell'edificio.

di Redazione

04 marzo 2015

I materiali per una migliore impermeabilizzazione dei tetti

Per una migliore impermeabilizzazione dei tetti, bisogna innanzitutto capire se il tetto stesso è piano o se è a falde inclinate. Solitamente su un tetto piano vengono installati delle membrane impermeabilizzanti che costituiscono un manto. Invece per la tenuta d'acqua dei tetti a falde inclinate oltre al manto, o anche in sostituzione di esso, possono essere utilizzati degli elementi a tenuta discontinua, come ad esempio le tegole. Le membrane impermeabilizzanti più moderne derivano dalla lavorazione del petrolio, e sono costituite dal bitume al quale vengono aggiunti diversi tipi di polimeri che ne rafforzano la funzionalità. La caratteristica principale di queste membrane è la loro resistenza alle alte o basse temperature e una elevata elasticità. I polimeri conferiscono anche una elevata resistenza al processo di invecchiamento.

Materiali per impermeabilizzare nella storia

Testimonianze, di come si impermeabilizzassero i tetti nel passato, sono risultate da diversi ritrovamenti. Questi documentano che venivano impiegati materiali come argilla, calce, pece di catrame di origine vegetale, e pietre. A partire dal sedicesimo secolo, invece, inizia ad essere utilizzato l'asfalto liquido ottenuto da giacimenti di asfalto naturale. L'asfalto naturale è una roccia calcarea mista a bitume fossile. Solamente nel 1772 in Germania fu utilizzato per la primissima volta il catrame di origine minerario, ricavato dalla distillazione del carbon fossile. Il catrame veniva distribuito uniformemente sul tetto alternato a carta catramata per diversi strati. Il catrame è andato in disuso perchè dannoso per la salute umana, ed è stato sostituito dal bitume ottenuto dalla distillazione del petrolio.

Membrane bituminose: cosa sono i polimeri e vantaggi

Un polimero consiste in una macromolecola, cioè una molecola costituita da più gruppi di molecole uniti a catena. Esempi di polimeri derivanti dall'industria chimica sono i materiali plastici, le gomme e le fibre sintetiche. I polimeri elastomeri, combinati con il bitume, conferiscono ad esso elasticità e duttilità. Il migliori materiali per l'impermeabilizzazione dei tetti, oggi, è costituito dalle guaine bituminose. Esse esistono in diverse varianti. Esistono anche delle guaine prettamente sintetiche, ma non danno le medesime garanzie di quelle bituninose. Ottime sono anche le guaine ardesiate, aventi la stessa composizione delle guaine bituminose ma ricoperte da uno strato di ardesia naturale sul lato esposto al sole. Queste membrane non richiedono la pitturazione, con pittura protettiva per manti bituminosi, come invece le guaine standard.

Posa della guaina bituminosa sul tetto

Una volta scelto i materiali migliori per impermeabilizzazione dei tetti, si procederà con la loro posa sul tetto. Bisogna innanzitutto provvedere alla rimozione del manto pre-esistente, soprattutto se sono installati già due manti sovrapposti. Infatti un numero maggiore di due strati, comporterebbe il venire meno della traspirazione dell'edificio. Le guaine vengono srotolate e riscaldate mediante una canna alimentata a gas. Il calore aiuta la guaina a diventare duttile per aderire alla superficie da coprire. Ogni rotolo deve essere accavallato per circa dieci o quindici centimetri sul precedente, per evitare fughe nelle quali potrebbero verificarsi infiltrazioni. Nel caso in cui non si sia optato per la guaina ardesiata, occorrerà passare, sul manto appena installato, uno o più mani di pittura protettiva.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra impermeabilizzazione di un tetto piano e di uno a falde?
    La tecnica varia in base alla geometria del tetto. Nei tetti piani si utilizzano membrane impermeabilizzanti continue, dette manti, che creano una barriera uniforme contro l'acqua. Al contrario, nei tetti a falde inclinate la tenuta idrica può essere affidata a elementi a tenuta discontinua, come le tegole, oppure a un manto continuo sotto le coperture. È fondamentale identificare il tipo di struttura prima di scegliere il sistema di impermeabilizzazione più adatto per garantire la protezione dello stabile.
  • Perché le membrane bituminose con polimeri sono considerate superiori?
    Le moderne membrane bituminose contengono polimeri che migliorano drasticamente le prestazioni del bitume puro. Questi additivi conferiscono al materiale elevata elasticità e resistenza alle escursioni termiche, sia calde che fredde, evitando crepe da contrazione o dilatazione. Inoltre, i polimeri rallentano il processo di invecchiamento, garantendo una durata nel tempo superiore rispetto ai materiali tradizionali. Questa combinazione di duttilità e longevità rende le guaine polimerizzate la scelta ottimale per la maggior parte delle coperture.
  • Si possono posare nuove guaine sopra quelle esistenti?
    In generale, non è consigliabile installare più di due strati sovrapposti. Un eccessivo numero di manti compromette la traspirazione dell'edificio, creando rischi di umidità interna e deterioramento strutturale. Se il tetto presenta già due strati, la procedura corretta prevede la rimozione completa del manto pre-esistente prima della posa del nuovo. Questo assicura che il nuovo sistema funzioni correttamente e mantenga le proprietà isolanti e traspiranti necessarie per la salubrità dell'immobile.
  • A cosa servono le guaine ardesiate e quando conviene usarle?
    Le guaine ardesiate sono membrane bituminose ricoperte sul lato esterno da uno strato di ardesia naturale. La loro vantaggio principale è la protezione UV diretta: l'ardesia scherma il bitume dai raggi solari, eliminando la necessità di applicare successive mani di pittura protettiva riflettente. Si consiglia questa soluzione quando si desidera ridurre la manutenzione ordinaria post-installazione o quando si vuole ottenere un aspetto estetico più definito senza ricorrere a finiture verniciate aggiuntive.
  • Come avviene tecnicamente la posa in opera delle guaine bituminose?
    La posa richiede la rimozione del vecchio manto e la pulizia della base. Le guaine vengono srotolate sulla superficie e riscaldate localmente con una fiamma a gas (canna fumaria), rendendole duttili e adesive. È cruciale accavallare ogni rotolo di circa 10-15 cm rispetto al precedente per sigillare le giunte ed evitare infiltrazioni. Dopo l'installazione, se non si usano guaine ardesiate, si applica una mano di pittura protettiva per difendere il bitume dagli agenti atmosferici e dai raggi ultravioletti.