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Credenze in cucina

Aggiornato il 24 febbraio 20154 capitoli4 domande frequenti
Credenza classica con vetrina superiore

Credenze in cucina: origine del nome credenza

Le credenze in cucina sono dei mobili nei quali sono conservate le stoviglie, le posate, o anche alimenti da conservare. Talvolta sono posizionate in sala da pranzo o soggiorno. Curioso il nome di questo mobile che prende origine dal 1600, in Emilia Romagna. Si trattava di un mobile basso e lungo collocato nella sala dei banchetti. In essi venivano conservate le stoviglie. Sopra venivano appoggiati i vassoi con i cibi da offrire agli ospiti. Il padrone di casa usava prima di inizare il pasto, assaggiare una per una le pietanza per garantire agli ospiti che era tutto buono e non avvelenato. Egli dava quindi credenza agli ospiti sulla qualità del pasto. Con questo termine dapprima si iniziò a dare il nome a questa pratica, poi alla stanza dove essa veniva effettuata e infine passò a questo mobile sul quale i cibi erano poggiati.

Un tocco di romanticismo: la credenza classica

La credenza è un arredamento che oltre ad essere funzionale e pratico è anche elegante e dona all'ambiente, solitamente alla cucina o alla camera da pranzo-soggiorno, un tocco di raffinatezza in più. Creata in ogni stile, in differenti modelli, assicura ad ognuno di contribuire con il proprio tocco personale all'arredamento della propria casa. I modelli moderni, anche se richiamano tempi lontani, sono molto più belli e raffinati di quelli di una volta. I legni anticati, i laccati, le vetrinette che danno la possibilità di mettere in bella mostra porcellane e cristalli. La credenza cucina in stile classico o shabby chic dà un tocco rustico all'ambiente. Il modello più adatto per la cucina quello basso su cui si innalza la vetrinetta. Per il soggiorno invece si preferisce il mobile basso e lungo in coppia con l'argentiera.

Nuove credenze in stile moderno

I desiner degli arredamenti contemporanei hanno una maniera tutta nuova di concepire la credenza. Le nuove cucine in stile moderno prediligono sagome semplici e lineari. Anche in questo caso, la credenza, riesce a conferire all'ambiente un'impronta di raffinatezza e particolarità. Pensiamo alle stupende credenze di colore bianco laccate lucido, con quegli enormi cassettoni dove riporre il corredo di stoviglie oppure ai massicci mobiloni dai colori molto accesi che danno risalto ad una parete altrimenti anonima. Oggi l'interno della credenza non è statico, ma si muove, accompagnando il bisogno della signora che ha fretta di prendere, di posare, di trovare. E così quando apriamo le ante al posto delle classiche mensole ci ritoviamo ripiani girevoli, cassettini ribaltabili, contenitori segreti.

Storia della credenza dai Romani ai giorni nostri

I primi a sentire l'esigenza di disporre di un mobile per il deposito delle stoviglie furono gli antichi romani. Questi mobili erano semplici e lineari composti da mensole a giorno, ricoperte da teli e stoffe preziose. I francesi le chiamavano Dressoir, e a partire dal 1400 iniziarono a delineare la forma del mobile aumentandone l'altezza e inserendo gradino e sottopiede. Nel secolo successivo si inizia a concepire la credenza, oltre che come mobile funzionale, anche come oggetto di abbellimento. Vengono infatti aggiunte le ante, le decorazioni e gli intagli. Il maggior splendore di questo mobile si ebbe a partire dall'epoca Barocca e a seguire la Rococò; riconosciamo gli esemplari di queste epoche dalla lunghezza, dall'ampiezza dei ripiani, dagli intagli e dai dipinti sulle ante. Successivamente le credenze andarono in disuso, ricomparendo nel 1800 nelle cucine degli aristocratici.

Domande frequenti

  • Da dove deriva il nome "credenza" per questo mobile?
    Il termine nasce nel Seicento in Emilia Romagna ed è legato a un preciso rito sociale. Il padrone di casa, prima di servire i pasti agli ospiti, assaggiava personalmente ogni portata per garantirne la sicurezza e l'assenza di veleni. Questo gesto dimostrava 'credibilità' verso gli invitati. Inizialmente il termine indicava la pratica stessa, poi la stanza dedicata e, infine, il mobile basso e lungo su cui venivano appoggiati i vassoi con il cibo durante tali banchetti.
  • Qual è la differenza tra una credenza classica e una moderna?
    La credenza classica si distingue per l'uso di legni anticati, finiture laccate e spesso presenta vetrinette superiori per esporre porcellane e cristalli, donando un tocco rustico o shabby chic. Al contrario, le versioni moderne privilegiano linee semplici, sagome essenziali e colori vivaci come il bianco laccato lucido. L'innovazione principale sta nell'organizzazione interna: mentre le antiche avevano mensole fisse, quelle attuali offrono ripiani girevoli, cassetti ribaltabili e soluzioni ergonomiche per ottimizzare lo spazio e la reperibilità degli oggetti.
  • Dove posizionare meglio la credenza in base allo stile della casa?
    La collocazione dipende dallo stile scelto e dalla funzione d'arredo. Nelle cucine in stile classico o shabby chic è ideale il modello basso con vetrinetta superiore, utile sia per riporre che per esporre. Per il soggiorno, invece, si preferisce spesso un mobile basso e lungo, da abbinare magari a un'argentiera. Indipendentemente dalla stanza, la credenza funge da elemento di raccordo visivo, aggiungendo eleganza e personalità all'ambiente, sia esso tradizionale o contemporaneo.
  • Come si è evoluta la struttura della credenza nel corso dei secoli?
    L'evoluzione parte dagli antichi Romani, che usavano semplici mensole coperte da tessuti preziosi. Nel Quattrocento, i francesi con il 'Dressoir' ne aumentarono l'altezza, introducendo gradini e sottopiedi. Nel Cinquecento divenne anche un oggetto estetico, arricchendosi di ante, intagli e decorazioni. Il massimo splendore si raggiunse tra Barocco e Rococò, con pezzi lunghi e ampi. Dopo un periodo di disuso, la credenza riapparve nel Settecento nelle cucine aristocratiche, per poi adattarsi alle esigenze funzionali moderne con interni modulari.

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