Casapratica.it · guide e consigli pratici
In Casa · Costruire una casa

Costruire una casa passiva

Aggiornato il 02 marzo 20154 capitoli5 domande frequenti
Casa passiva

I criteri principali per costruire una casa passiva

Il concetto di casa passiva è stato tradotto in pratica grazie ai tentativi del fisico di origine tedesca Wolfang Feist e al professore svedese Bo Adamson che agli inizi degli anni '90 realizzarono in Germania, a Darmstadt, il primo prototipo di casa passiva. I costi di produzione all'epoca risultarono molto alti ma i risultati in termini di risparmio energetico furono eccellenti e si proseguì con la ricerca di soluzioni efficienti e più economiche. I punti principali per costruire una casa passiva riguardano il risparmio energetico e il comfort dell'edificio e devono essere molto elevati. I criteri generali da rispettare per ottenere la certificazione energetica di casa passiva, stabiliti dal protocollo del Passivhaus Institute che garantiscono la massima efficienza dell'edificio sono i seguenti: il consumo annuo di energia primaria non deve superare i 120 kWh/mq; il riscaldamento deve essere inferiore a 15lWh/mq per anno; la tenuta dell'aria deve rientrare nei parametri n50<0,6 h–1 mentre la trasmittanza deve risultare per le pareti opache di U = 0,15 W/m²K e per le parti con finestre di U = 0,8 W/m²K.

Perché costruire una casa passiva

Costruire una casa passiva significa ridurre al massimo i consumi energetici. In fase di progettazione va tenuto conto anche della qualità dei materiali per la copertura, le pareti, le porte e le finestre. Un altro fattore importante è l'orientamento dell'edificio, quello delle finestre e la sua compattezza per contenere quanto più possibile a parità di volume la dispersione termica.Una casa passiva non necessita di un sistema di riscaldamento convenzionale attivo grazie alla sua ridotta richiesta energetica e ottiene energia tramite le fonti passive di calore: pareti e finestre orientate correttamente, radiazione solare, calore rilasciato dagli occupanti e inerzia termica.Con un isolamento termico dell'involucro efficiente, una elevata impermeabilità dell'aria, l'assenza di ponti termici e il controllo della ventilazione che convoglia aria fresca all'interno dell'edificio una casa passiva ha delle ottime rese in termini di risparmio energetico: il 75% in meno in confronto alle nuove abitazioni costruite con gli attuali parametri di regolamentazione termica e ben il 90% in mento rispetto agli edifici tradizionali.

Costruire una casa passiva: i materiali

Con la rapida evoluzione delle tecnologie e dei materiali, oggi è possibile costruire una casa passiva in tempi molto ridotti che variano da 2/6 mesi a pochi giorni. Aziende specializzate forniscono soluzioni modulari low cost facilmente componibili.Tra i materiali più usati, oltre al legno FSC, si sta diffondendo l'utilizzo di materiali riciclati e biocomposti in calce e paglia o canapa. Con questi materiali le abitazioni risultano ugualmente isolate con ottimi risultati non solo per quanto riguarda l'isolamento termico ma anche acustico. Al risparmio energetico si abbina un impatto ambientale estremamente ridotto.Questi materiali naturali risultano traspiranti e mantengono sani gli ambienti, oltre a garantire un comfort abitativo di alta qualità adeguato agli standard richiesti.Sono in fase di studio nuovi protocolli per il rendimento energetico e la costruzione di case passive destinate al più mite clima mediterraneo del sud Europa, interessate oltre che al riscaldamento invernale anche al raffreddamento estivo, che consentano l'esclusione degli impianti di condizionamento attivi.

Quanto costa costruire una casa passiva

Nella costruzione di una casa passiva l'involucro sostiene il costo più alto, va tenuto conto però che non si dovrà sostenere la spesa per l'impianto di riscaldamento tradizionale.Il legno utilizzato per la struttura ha una bassa conducibilità termica e contribuisce all'isolamento. I moduli prefabbricati consentono di pianificare le operazioni di cantiere e controllare le caratteristiche dell'involucro, migliorando le prestazioni e anticipando eventuali imprevisti che possono far aumentare le spese, oltre ai tempi ridotti di consegna: per una casa passiva i tempi tecnici di costruzione sono dimezzati rispetto ad un edificio in calcestruzzo.Tutte queste caratteristiche, unite alla scelta di materiali da costruzione derivati da materie prime rinnovabili che consentono di ridurre notevolmente il consumo di risorse durante l'edificazione dello stabile, fanno della casa passiva una soluzione altamente efficiente e sostenibile anche sotto l'aspetto economico.

Domande frequenti

  • Quali sono i requisiti tecnici fondamentali per ottenere la certificazione Passivhaus?
    Per ottenere la certificazione Passivhaus, l’edificio deve rispettare parametri rigorosi stabiliti dall’omonimo istituto tedesco. Il consumo di energia primaria non deve superare i 120 kWh/mq annui, mentre il fabbisogno di riscaldamento deve essere inferiore a 15 kWh/mq. È fondamentale garantire un’elevata tenuta all’aria, misurata con un valore n50 inferiore a 0,6 h⁻¹, per evitare infiltrazioni indesiderate. Inoltre, le prestazioni termiche dell’involucro devono essere elevate: la trasmittanza termica delle pareti opache non deve superare 0,15 W/m²K, mentre quella delle finestre e delle parti vetrate non deve eccedere 0,8 W/m²K. Questi valori garantiscono il massimo isolamento e il minimo dispendio energetico.
  • Come funziona il riscaldamento in una casa passiva senza caldaia tradizionale?
    Una casa passiva non richiede un impianto di riscaldamento convenzionale attivo perché il suo involucro è progettato per trattenere il calore in modo eccellente. L’energia termica necessaria proviene principalmente da fonti passive: l’irraggiamento solare captato attraverso finestre orientate strategicamente, il calore corporeo rilasciato dalle persone che vivono nella casa e l’inerzia termica dei materiali da costruzione. A questo si aggiunge un sistema di ventilazione meccanica controllata che recupera il calore dall’aria viziata espulsa per preriscaldare l’aria fresca immessa dall’esterno. Questo meccanismo mantiene la temperatura confortevole tutto l’anno, riducendo i consumi fino al 90% rispetto alle case tradizionali.
  • Quali sono i vantaggi ambientali e salutistici dei materiali naturali come paglia e canapa?
    L’utilizzo di bio-composti come la paglia, la canapa e la calce offre numerosi vantaggi ecologici e per la salute. Questi materiali sono rinnovabili, a basso impatto ambientale e spesso derivano da scarti agricoli, promuovendo un’economia circolare. Dal punto di vista abitativo, sono naturalmente traspiranti, il che permette alle pareti di regolare l’umidità interna, prevenendo la formazione di muffe e garantendo un’aria salubre. Inoltre, offrono un eccellente isolamento sia termico che acustico, migliorando il comfort sonoro degli ambienti. La loro capacità di accumulare e rilasciare umidità crea un microclima interno stabile, ideale per chi soffre di allergie o problemi respiratori.
  • Quanto tempo ci vuole per costruire una casa passiva rispetto a una tradizionale?
    La costruzione di una casa passiva è significativamente più veloce rispetto a un edificio tradizionale in cemento armato. Grazie all’uso diffuso di moduli prefabbricati e componenti industrialiizzati, i tempi tecnici di realizzazione si dimezzano. Mentre una costruzione tradizionale può richiedere molti mesi o anni, una casa passiva può essere completata in un periodo variabile dai due ai sei mesi, o addirittura in pochi giorni nel caso di soluzioni modulari avanzate. Questa rapidità non solo riduce i costi del cantiere e lo stress logistico, ma permette anche di controllare meglio le specifiche tecniche dell’involucro, minimizzando errori in fase di posa che potrebbero compromettere l’efficienza energetica finale.
  • È vero che le case passive costano molto di più da costruire?
    Sebbene l’involucro edilizio (pareti, finestre, isolamenti) abbia un costo iniziale più elevato rispetto alle norme minime attuali, il bilancio complessivo tende a essere favorevole. Il prezzo extra per la qualità dell’isolamento e della tenuta all’aria viene compensato dall’eliminazione o dalla drastica riduzione della potenza degli impianti di climatizzazione e riscaldamento. Non dovendo installare grandi caldaie o sistemi di condizionamento complessi, si risparmia sull’attrezzatura. Inoltre, i tempi di costruzione ridotti abbassano i costi di manodopera e gestione del cantiere. Nel lungo termine, il risparmio sulle bollette energetiche, che possono arrivare al 75-90% in meno, rende l’investimento iniziale rapidamente ammortizzabile.

Hai altre domande?

Potrebbe interessarti anche