esempio di incisione

Il Bricolage

La pirografia

La pirografia è una tecnica di scrittura a fuoco che ha origini antiche. Ai giorni nostri è utilizzata per scopi prevalentemente decorativi. Si tratta di un'arte semplice ma che racchiude dentro di se mistero e fascino, che permettere di incidere materiali diversi ottenendo effetti sempre nuovi.

di Redazione

02 febbraio 2015

La pirografia: cos'è

La pirografia è una tecnica di incisione su particolari materiali (legno, sughero, cuoio) che, in passato, veniva effettuata con ferri arroventati sostituiti oggi da macchinari moderni che emanano calore chiamati pirografi. Ne esistono attualmente in commercio di diversi tipi con punte intercambiabili e con diversi livelli di precisione, acquistabili nei negozi specializzati di hobby e bricolage. Il tratto pirografato è un segno di precisione che deve essere effettuato con mano ferma e dopo uno studio accurato dell’immagine che si va a realizzare. Il risultato sulla superficie è diverso a seconda della base utilizzata: su un materiale più leggero o sul legno morbido, il tratto appare leggermente sbavato, perché il calore si diffonde più velocemente intorno al segno; mentre su un materiale più duro il tratto sarà più profondo e preciso.

La pirografia: un po' di storia

La pirografia ha origini antichissime, si pensa che addirittura i primi uomini ne facessero uso. Era considerata un’arte minore, tribale, che serviva per le piccole decorazioni dei manufatti di uso comune: vasi, utensili da cucina e strumenti musicali. Uno degli esempi più antichi di pirografia è stato ritrovato in Perù e si tratta di un vasetto decorato con fiori e colibrì. In seguito venne utilizzata dagli Egiziani e da altre popolazioni per incidere le piroghe e altri oggetti. Con l’avvento della rivoluzione industriale venne utilizzata per decorare prodotti di largo consumo come i turaccioli o le casse. Questo tipo di tecnica è in realtà una vera e propria arte, rivalutata forse non troppo, negli ultimi tempi. Non è molto diffusa e pochi ne hanno fatto una virtù, ma resta comunque affascinante vedere all'opera un pirografo esperto che armeggia il suo attrezzo come se fosse un pennello intinto di mille colori. L'immagine sulla superficie incisa, prende vita grazie al chiaroscuro e alle linee più o meno marcate che vengono create.

Il pirografo

Il pirografo può essere paragonato ad una vera e propria matita. A seconda di come viene inclinato e di quale pressione viene esercitata su di esso, il segno sul materiale cambia. È costituito da platino o nichel-cromo e viene utilizzato quasi come un trasformatore elettrico che converte la corrente elettrica di rete in corrente di bassa tensione. Alla sua estremità si collega una sorta di matita con una punta munita di un filamento che, arroventandosi, dà origine al disegno desiderato. Le punte sono diverse ed hanno un uso grafico specifico da quelle per le semplici linee a quelle che creano vere e proprie forme geometriche. La difficoltà principale nell'utilizzo del pirografo è quella di riuscire a dosare la tensione in base a quanto marcata dovrà essere la linea che si intende disegnare, e avere la mano ferma senza tremori (in quest'ultimo caso, un po' di allenamento ci renderà più sicuri).

La pirografia: come si incide

Tutti possono imparare la tecnica della pirografia con un po’ di pazienza e buona volontà. Scegliete il materiale su cui volete effettuare il disegno facendo attenzione alle diverse tipologie del legno: se siete dei principianti scegliete un tipo facile da lavorare come ad esempio il castagno e non l’abete o il frassino che hanno venature che possono intaccare il nostro lavoro. Tracciate o ricalcate con la matita l’immagine. Accendete il pirografo e, utilizzando una punta sottile (più semplice), seguite i contorni del disegno stando bene attenti a non sostare troppo su alcuni punti perché il tratto potrebbe scurirsi troppo. Il pirografo inclinato fa ottenere linee ancora più sottili. Se avete commesso qualche errore potrete rimediare con della carta vetrata.

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Domande frequenti

  • Quali sono i migliori materiali per iniziare la pirografia?
    Per chi si avvicina alla pirografia per la prima volta, è fondamentale scegliere legni teneri e dalle venature poco marcate, come il castagno. Questi materiali permettono di controllare meglio il calore e ottenere tratti definiti senza che la fibra del legno interferisca con il disegno. Al contrario, bisogna evitare legni duri o con venature evidenti come l'abete o il frassino, poiché il calore tende a diffondersi in modo irregolare, creando sbavature indesiderate e rendendo difficile il controllo del tratto. Anche sughero e cuoio sono ottimi supporti per sperimentare, offrendo superfici uniformi ideali per i primi esercizi.
  • Come funziona il pirografo e quali precauzioni devo prendere?
    Il pirografo è uno strumento elettrico che converte la corrente di rete in bassa tensione, riscaldando una punta metallica (spesso in nichel-cromo o platino) fino a renderla incandescente. Funziona come una matita: variando l'inclinazione e la pressione, si ottengono linee di spessore e intensità diversa. È essenziale operare in ambienti ben ventilati, poiché la combustione del materiale rilascia fumi potenzialmente nocivi. Inoltre, la punta rimane rovente anche dopo lo spegnimento: bisogna lasciarla raffreddare completamente su un supporto ignifugo prima di riporla o toccarla, evitando sempre di lasciare lo strumento incustodito durante l'uso.
  • Posso correggere gli errori commessi durante la pirografia?
    Sì, è possibile correggere gli errori, soprattutto se si agisce tempestivamente. Se il tratto risulta troppo scuro o marcato a causa di una sosta prolungata della punta, si può intervenire delicatamente con carta vetrata a grana fine per schiarire l'area interessata senza asportare troppo materiale. Un altro trucco utile è inclinare il pirografo per ottenere linee più sottili e precise, riducendo il rischio di errori grossolani. Tuttavia, la correzione perfetta è difficile: l'obiettivo è integrare la correzione nel disegno complessivo, sfruttando le variazioni di tono per creare effetto chiaroscurale naturale.
  • Che differenza c'è tra il tratto su legno morbido e quello su legno duro?
    La reazione del legno al calore varia notevolmente in base alla densità delle fibre. Su legni morbidi o chiari, il calore si diffonde rapidamente intorno alla punta, causando un effetto leggermente sbavato e un tratto più diffuso. Questo può essere utile per creare sfumature naturali. Al contrario, sui legni duri il tratto risulterà più profondo, netto e preciso, poiché il calore penetra verticalmente senza espandersi lateralmente. Comprendere questa dinamica è cruciale per pianificare il disegno: si potranno usare legni diversi nello stesso progetto per ottenere contrasti visivi interessanti tra aree morbide e dettagli netti.
  • È necessaria molta esperienza per iniziare a pirografare?
    No, la pirografia è accessibile a tutti e richiede principalmente pazienza e pratica iniziale. Non servono competenze artistiche pregresse, ma è importante sviluppare una mano ferma attraverso l'esercizio. La difficoltà principale risiede nel dosare correttamente la tensione termica e la velocità di movimento per ottenere la gradazione di colore desiderata. Iniziare con disegni semplici e ricalcarli sul legno aiuta a prendere confidenza con lo strumento. Con il tempo, si imparerà a gestire le diverse punte disponibili per creare sia linee sottili che forme geometriche complesse, trasformando il pirografo in un vero e proprio strumento di espressione artistica.

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