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Ecosostenibile · Il Fotovoltaico

Quali incentivi per il fotovoltaico

Aggiornato il 31 luglio 20144 capitoli5 domande frequenti
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Introduzione storica

Gli impianti fotovoltaici sono stati una fonte di risparmio, non solo ambientale ma anche monetario, per una buona fetta di cittadini italiani, dal 2005 fino ad oggi. Gli incentivi infatti venivano erogati in modo pressoché incondizionato in base al numero di kilowatt prodotti dall'impianto durante i primi 20 anni dall'installazione. Questo permetteva un risparmio netto in bolletta, ma anche una sorta di remunerazione che in 7-10 anni ammortizzava i costi dell'impianto e dava un guadagno con la produzione di energia elettrica. Questa situazione ha permesso una pressoché totale diffusione di tali impianti, anche su terreni agricoli, cosa che poi è stata vietata per legge. Il mercato degli impianti fotovoltaici ha avuto un'impennata soprattutto in Italia, e i costi degli impianti si sono ridotti a quasi un sesto di quello che erano nel 2005 con buona pace dei cittadini che hanno provveduto per primi a comprare questa tecnologia.

Incentivi dopo il 2011

Questo è quanto avveniva prima del 2011, dopo le cose sono cambiate. Infatti lo stato ha "chiuso i rubinetti" e il cosiddetto "Conto Energia" (rinominato "Quarto Conto Energia"), prevede un piano di incentivi esclusivamente per quegli impianti che si collegano alla rete elettrica globale. Gli impianti fotovoltaici infatti possono essere di tre tipi: il primo tipo è lo stand alone, quello che produce energia e la rende subito disponibile per il consumo, o tramite un accumulatore, questo tipo di impianti non è più oggetto di incentivi (anche se si trova principalmente su barche o in luoghi isolati); poi c'è l'impianto grid-connected, che permette di immettere energia elettrica nella rete, questo tipo di impianto è comunque dotato di un accumulatore, perché uno dei problemi principali delle produzione di energia solare è l'incostanza nella produzione (come per tutte le energie rinnovabili),ma è anche il tipo di impianto attualmente sovvenzionato dagli incentivi statali per il fotovoltaico; infine esistono gli impianti ibridi, che possono sia produrre energia per un utilizzo interno che renderla disponibile sulla rete, anche questi oggetto di facilitazioni finanziarie.

Le facilitazioni nel dettaglio

Gli incentivi per il fotovoltaico vanno da una diminuzione delle tasse a degli incentivi sulla produzione per kilowatt. La riduzione delle tasse riguarda il 50% dell'IRPEF per i soldi spesi nel costruire l'impianto, percentuale che si riduce al 40% nel 2015. Inoltre si assiste a una riduzione degli incentivi, e a una rimodulazione delle durata che da 20 anni passa a 24. Per pannelli solari installati nel primo e secondo semestre si avrà una riduzione delle rendita per kilowatt del 13%, durante il 2015 questa riduzione salirà al 15%, mentre nel 2016 la riduzione degli incentivi sarà addirittura nel 30% su tutti e soli gli impianti che immettono energia elettrica nella rete globale. L'associazione assoRinnovabili ha prontamente fatto ricorso alla corte costituzionale europea già contro il primo decreto legge che diminuiva gli incentivi, ma purtroppo senza successo. Anche perché questa riduzione va a favore di una diminuzione delle bollette della luce delle piccole medie imprese di circa il 10%. Da qualche parte insomma lo stato doveva riprendersi i soldi elargiti con tanta generosità negli anni scorsi.

Innovazioni e ulteriori informazioni

Il fotovoltaico è un valore aggiunto per chi lo detiene, infatti dopo il 2011 il valore catastale delle case che hanno impianti fotovoltaici è stato accresciuto, provocando non poche polemiche perché le tasse sugli immobili sono cresciute di conseguenza. I nuovi impianti si sviluppano in due direzioni: da un lato l'efficienza, quindi si avranno impianti cosiddetti "a concentrazione" con un minor utilizzo di materiali metallici come il silicio (più ecosostenibili) e un rendimento più alto anche del 40% a livello di produzione di energia, questo tipo di impianti vede diminuire l'incentivo solo del 4% (almeno nel 2014), e rimane quindi molto conveniente; ci sono poi gli impianti fotovoltaici "mimetici", cioè quelli che sono inclusi nelle pareti o nelle tegole del tetto, questo tipo di impianti rispetta soprattutto il lato paesaggistico e urbanistico del nostro paese, ed è ugualmente incentivato, anche se è di costo davvero elevato. Se avete bisogno di ulteriori informazioni potete chiamare il numero verde della GSE 800 16 16 16 negli orari di ufficio.

Domande frequenti

  • Quali sono i principali incentivi fiscali attuali per l'installazione di un impianto fotovoltaico?
    Attualmente, il principale beneficio economico per chi installa il fotovoltaico è la detrazione fiscale IRPEF. È possibile recuperare il 50% delle spese sostenute per la progettazione, acquisto e installazione dell'impianto, da detrarre in 10 quote annuali di pari importo. Questa agevolazione si applica agli impianti residenziali e mira a ridurre il costo iniziale, permettendo un ammortamento graduale dell'investimento. È fondamentale conservare tutta la documentazione relativa alle fatture e ai pagamenti tracciabili per poter accedere correttamente alla detrazione quando si presenta la dichiarazione dei redditi.
  • È ancora attivo il "Conto Energia" o il sistema di incentivazione basato sui chilowattora prodotti?
    No, il vecchio sistema del "Conto Energia", che prevedeva un pagamento diretto per ogni kWh immesso in rete garantito per 20 anni, non è più accessibile per nuove installazioni ordinarie. Quel meccanismo ha chiuso i rubinetti intorno al 2011-2013. Oggi il modello economico si basa principalmente sull'autoconsumo immediato e sullo scambio sul posto (SSP), gestito dal GSE, oppure sulle vendite attraverso le aste del Servizio di Tutela del Valore dell'Energia Elettrica. Non esiste più un premio fisso governativo per la produzione, ma il risparmio deriva dalla minore prelievo di energia dalla rete e dalle detrazioni fiscali.
  • Come cambia il valore dell'immobile dopo l'installazione del fotovoltaico?
    L'installazione di un impianto fotovoltaico aumenta il valore commerciale e energetico dell'immobile, rendendolo più appetibile sul mercato grazie ai minori costi di gestione. Tuttavia, questo può comportare un aumento del valore catastale della casa, il che potrebbe portare a un lieve incremento delle imposte locali legate all'immobiliare (come IMU o TARI, a seconda delle normative regionali e comunali specifiche). È consigliabile verificare con un tecnico locale come l'intervento influisca sulla classe energetica e sulla tassazione specifica della propria zona, bilanciando il risparmio in bolletta con eventuali aumenti fiscali minimi.
  • Posso installare un impianto fotovoltaico autonomo (stand-alone) senza connessione alla rete?
    Sì, è possibile installare un impianto fotovoltaico stand-alone, ovvero indipendente dalla rete elettrica nazionale, tipico di seconde case isolate, baite o barche. Questi sistemi funzionano grazie a batterie di accumulo che immagazzinano l'energia prodotta durante il giorno per l'uso notturno. Tuttavia, a differenza degli impianti connessi alla rete (grid-connected), gli impianti stand-alone non beneficiano degli incentivi statali legati allo scambio sul posto né delle detrazioni fiscali specifiche per l'incremento della produzione energetica destinata alla vendita o al rimborso di energia. Sono soluzioni nicchia per aree non servite dalla rete.
  • Cosa sono gli impianti fotovoltaici "ibridi" e quali vantaggi offrono?
    Un impianto fotovoltaico ibrido combina la produzione di energia solare con un sistema di accumulo integrato (batterie) e spesso la possibilità di connettersi alla rete elettrica. A differenza degli impianti puramente self-consumption, l'ibrido permette di gestire meglio l'energia: si usa quella prodotta istantaneamente, si stocca l'eccesso in batteria per la sera e, se previsto, si può immettere surplus in rete. Questo tipo di configurazione massimizza l'autoconsumo, riducendo drasticamente la dipendenza dalla rete esterna e proteggendo dai rincari energetici. Sebbene il costo iniziale sia superiore, la convenienza è elevata grazie alla maggiore indipendenza energetica e alla possibilità di accedere alle stesse detrazioni fiscali degli altri impianti residenziali.

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