Scegliere gli attrezzi
A chi non è mai capitato di dover assemblare un mobile o di dover fare quei piccoli lavori di manutenzione che non necessitano di abilità specifiche? Ognuno di noi, ameno una volta nella vita si è visto costretto ad usare attrezzi comuni come le viti ed i chiodi, ma non è così semplice orientarsi tra le infinite tipologie di bulloneria, ed è per questo motivo che quando ci rechiamo dalla nostra ferramenta preferita dobbiamo essere in grado di riconoscere e scegliere l'attrezzo più adatto per le nostre esigenze.
Attrezzi: viti e chiodi
Gli attrezzi più utilizzati per fissare dei componenti sono le viti ed i chiodi, ne esistono diversi tipi, a seconda dell'uso, del materiale e dello spessore. Per iniziare è necessario individuare il materiale della superficie da assemblare, in secondo luogo accertatevi di conoscere precisamente lo spessore e la lunghezza necessaria. I chiodi sono uno degli attrezzi più semplici, grazie alla forma essenziale e alla facilità di inserimento, e sono considerati indispensabili per realizzare collegamenti fissi tra diverse superfici. In commercio li troviamo in qualsiasi ferramenta e si distinguono a seconda del tipo e della dimensione; solitamente sono di metallo ma possono essere anche in legno. Molto più complessa è la scelta delle viti, poiché in commercio ne esistono innumerevoli tipologie; la più semplice è la vite autofilettante caratterizzata da una estremità appuntita che consente facilmente l’inserimento nel foro già praticato. Esistono altri due tipologie di viti: auto perforanti con una punta molto appuntita in grado di perforare materiali sottili e plastici e viti "auto maschianti" con il gambo a sezione tribolata invece che cilindrico, in grado di costruire un filetto metrico.
I bulloni
Il bullone è un elemento di giunzione, composto da una vite ed un dado, smontabile. Il bullone è utile soprattutto quando bisogna assemblare due parti senza ricorrere alla saldatura o all’incastro, e semplificare le operazioni di montaggio e smontaggio. La vite che costituisce il bullone è formata da tre elementi: la testa che esercita la forza di serraggio con la parte inferiore a contatto con la superficie da unire, il gambo ed il dado che ha la funzione di bloccare lo scorrimento della vite.
Tipologie di bulloneria
In commercio esistono svariate tipologie di bulloneria dalle più comuni a quelle che sono utilizzate per specifici materiali e particolari giunzioni. La testa del bullone può essere di diverse forme: esagonale o quadrata, cilindrica con esagono incassato o svasata a tronco di cono. Il primo tipo di bullone è indicato perlopiù per assemblare parti metalliche; i bulloni con testa cilindrica con esagono incassato comunemente chiamati viti a brugola sono le viti più diffuse nell’ambito della meccanica e le viti svasate a tronco di cono usate per assemblare parti con spessori ridotti. Il dado, elemento necessario per serrare una vite sono solitamente di forma esagonale per agevolare le operazioni di avvitamento ma possono essere anche di altre forme: quadrati, zigrinati, con alette ed asole.
Produzione della bulloneria
Per produrre la bulloneria le imprese si attengono alle normative nazionali e comunitarie, norme molto precise e dettagliate per assicurare i più alti standard di produzione. Sostanzialmente sono tre le procedure utilizzate per creare la bulloneria: - asportazione del truciolo; - deformazione plastica a freddo; - deformazione plastica a caldo. Questi metodi di produzione sono molto complessi, ma per il consumatore è necessario sapere che molte imprese offrono al cliente la possibilità di chiedere specifici modelli con qualità uniche, qualora i modelli presenti sul mercato non soddisfino le proprie esigenze.
Domande frequenti
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Qual è la differenza principale tra viti, chiodi e bulloni?La distinzione fondamentale risiede nella reversibilità del collegamento e nella struttura fisica. I chiodi realizzano giunghi permanenti e fissi, ideali per leghe stabili, e si inseriscono meccanicamente senza bisogno di filetti. Le viti, al contrario, creano un legame tramite la rotazione in un foro preesistente o autoperforante, permettendo una certa modularità. Il bullone è un sistema smontabile composto da una vite e un dado: questa combinazione permette di assemblare e disassemblare ripetutamente due pezzi metallici o robusti senza danneggiarli, offrendo maggiore resistenza allo sforzo rispetto alla singola vite.
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Come scegliere la vite giusta per un lavoro di bricolage?Per orientarti, devi prima identificare il materiale da forare e il suo spessore. Se stai lavorando su legno o metalli teneri, la vite autofilettante è la scelta migliore: ha un'estremità appuntita che taglia il materiale creando il proprio filetto. Se devi attraversare metalli sottili o plastiche rigide senza pre-forare, opta per la vite auto-perforante, dotata di una punta specifica simile a quella di una trapano. Infine, per giunzioni meccaniche ad alta tenuta, esistono viti auto-maschianti dal gambo tribolato che creano un filetto metrico preciso. Misura sempre con precisione lunghezza e diametro per evitare rotture.
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Cosa sono le viti a brugola e quando usarle?Le viti a brugola sono tecnicamente definite viti con testa cilindrica e esagono incassato. Sono estremamente diffuse nell'ambito della meccanica e del fai-da-te avanzato perché la loro testa piatta si inserisce perfettamente a filo con la superficie, evitando sporgenze pericolose o ingombranti. Si azionano con una chiave esagonale interna (chiave a brugola). Si consiglia il loro utilizzo quando si devono assemblare componenti che richiedono una grande forza di serraggio e quando lo spazio disponibile non permette l'uso di chiavi tradizionali sulla testa, garantendo una presa sicura e uniforme.
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Quali sono i vantaggi dell'utilizzo dei bulloni rispetto ad altre soluzioni?Il vantaggio principale del bullone è la sua natura smontabile e regolabile. A differenza dei chiodi (definitivi) o delle viti semplici (che possono allentarsi con le vibrazioni se non bloccate), il bullone utilizza un dado per distribuire il carico e mantenere la pressione costante sulle due parti unite. Questo lo rende ideale per assemblaggi strutturali, specialmente in metallo, dove è necessario garantire che il giunto rimanga stabile nel tempo ma possa essere eventualmente revisionato o sostituito senza distruggere i componenti. È la soluzione preferita quando la saldatura non è fattibile.
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Esistono normative specifiche per la produzione della bulloneria?Sì, la produzione di bulloneria è rigorosamente regolamentata da normative nazionali e comunitarie per garantire sicurezza e interoperabilità. I produttori seguono tre principali processi industriali: asportazione del truciolo (tornitura), deformazione plastica a freddo (impugnatura) e deformazione plastica a caldo. Queste norme assicurano che viti, dadi e bulloni abbiano resistenze meccaniche certificate e dimensioni standardizzate. Per il consumatore, ciò significa poter acquistare componenti generici sapendo che saranno compatibili e sicuri. Tuttavia, per applicazioni critiche o personalizzate, alcune aziende permettono di richiedere modelli specifici fuori dagli standard comuni.








