Puntine

Utilità delle puntine

Le puntine, create un secolo fa, sono presenti nelle case, negli uffici e nelle scuole di tutto il mondo. La loro funzione è fissare dei fogli, più o meno grandi, al muro o su tavolo, plastica ed altri supporti. Più esattamente si usano per fissare fogli di materiale vario (carta, cartoncino, plastica, pelle, tessuto ecc.) e di varie dimensioni (da quelle di un biglietto da visita fino a poster e cartelloni). Generalmente sono usate per attaccare oggetti in modo non definitivo, cioè l'utilità della puntina sta nel fatto che volendo si può staccare e poi rimettere. Comunque, data la loro forza di tenuta, possono essere utili per appendere gli oggetti più disparati. Ne esistono molti tipi, di diversi materiali e per utilizzi differenti. Vediamo quali sono le principali tipologie di puntine.
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Puntine a testa tonda piatta

puntine2 Quelle più semplici ed economiche una volta erano molto diffuse, oggi meno. Hanno una sola punta e sono formate da un unico pezzo, di ferro. Sono costituite da un piatto dischetto da cui viene ottenuta la punta tramite incisione a freccia (o a V) che viene poi piegata a 90°. Bisogna stare attenti quando vengono inserite perché, se la pressione non è esercitata in direzione perfettamente perpendicolare al piano del supporto, la punta può piegarsi oppure addirittura spezzarsi. Una volta fissate, per estrarle bisogna usare un oggetto tipo taglierino o anche le unghie ma è più difficile. Un'altra tipologia molto diffusa è fatta, generalmente, di ottone o acciaio. La testa è tonda e leggermente bombata e molte volte è ricoperta da uno strato di vivace plastica colorata. Ad essa è saldata la punta di sezione circolare. Sono molto facili da inserire ma per toglierle vale quanto detto precedentemente per quelle a testa piatta. Essendo piuttosto resistenti, sono usate per attaccare fogli pesanti che non saranno tolti spesso.


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    Puntine da disegno e da mappa

    puntine3 Quelle da disegno erano molto utilizzate nel passato. Sono state create per fissare i fogli da disegno su tavolo o tecnigrafo. Attualmente sono quasi dimenticate e sono state sostituite da altri sistemi di fissaggio più pratici come il nastro adesivo di carta. Sono formate sempre da metallo, con una testa piatta e tre piccole punte ricavate da incisione sul dischetto che al centro presenta un foro rotondo. Per staccarla si usa uno specifico leva-puntine. Quelle da mappa sono usate per evidenziare una determinata posizione sulle cartine. Simili a spilli, sono formate da una punta e da una testa di plastica colorata a forma di sfera. Anche le puntine con testa di plastica cilindrica sono spesso usate sulle mappe per segnare dei punti di particolare interesse.


    Altre tipologie di puntine

    Le puntine con testa di plastica le troviamo in molti colori e forme diverse. Sono formate da una testa non piatta ma alta che si tiene bene tra le dita e si inserisce con facilità. Il modello classico della testa è a forma di cilindro ma ne esistono molti altri, per tutti i gusti. Sono assai utili quando c'è la necessità di attaccarle e staccarle con frequenza. Esistono puntine che possiamo anche definire spilli. Ad esempio le bandierine cartografiche costituite da una lunga punta con una piccola bandiera colorata a coda di rondine. Ci sono poi tipologie di puntine decorative usate in tappezzeria. Possono avere la testa semplicemente bombata (a cupola) e circolare o anche a piramide, a fiore ecc., fatte di ferro, rame o acciaio. Troviamo inoltre puntine per fissare moquette e tappeti, con testa piatta.




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