Esempi di sprinkler

Gli Impianti Idraulici

Come realizzare irrigazione automatica

Un giardino ben innaffiato è un giardino ben curato. Scoprite come realizzare un impianto di irrigazione automatica in modo facile ed in completa autonomia.

di Redazione

23 marzo 2015

Impianti di irrigazione automatica: cosa sono e quando servono

Chi ha un giardino è perfettamente conscio della cura e delle attenzioni necessarie a mantenerlo bello e curato. La cosa più importante è, sicuramente, quella di avere un prato ben irrigato, soprattutto nei periodi più caldi. Realizzare un impianto di irrigazione automatica è una soluzione sicuramente ideale per grandi giardini, ma che trova una sua utilità anche nelle altre situazioni. In particolare, quando gli impegni quotidiani o dei viaggi rendono impossibile garantire la costanza che questo tipo di cura per il prato richiede. Gli impianti di irrigazione automatica sono, generalmente, costituiti da tubi sotterranei che portano l’acqua ad alcuni diffusori, o sprinkler, che la distribuiscono su una parte di terreno. In genere, questo tipo di impianti è collegato ad una centralina che permette di programmare i tempi in cui avverrà l’irrigazione. In commercio esistono dispositivi sofisticati che permettono una ampia personalizzazione dei tempi consentendo una efficace razionalizzazione dell’acqua utilizzata.

Come realizzare un'irrigazione automatica: i materiali

Come per tutte le cose, anche l’installazione di un impianto di irrigazione automatica è un compito che può essere delegato a professionisti. Chi preferisce optare per il fai da te, però, può risparmiare parecchio e, con un po’ di attenzione, ottenere un risultato di tutto rispetto. In commercio esistono diversi kit e accessori per realizzare impianti di irrigazione automatica. Il primo passo dovrebbe essere quello di familiarizzare coi prodotti alla vostra portata e capirne i limiti e i pregi di utilizzo. Per esempio, esistono fondamentalmente due tipologie di sprinkler, quelli fissi e quelli rotanti. Mentre i primi non hanno parti mobili e si limitano a irrorare a ventaglio o a cerchio il terreno circostante, i secondi compiono costanti rotazioni su se stessi. Ogni sprinkler, in base al modello e alla pressione dell’acqua, è in grado di irrigare una specifica area di terreno. Oltre agli sprinkler, serviranno dei tubi da interrare, generalmente in polietilene, una centralina di controllo e ulteriori accessori come raccordi e giunture. Il calcolo del materiale necessario prevede una accurata pianificazione.

Alcune linee guida per progettare un impianto

Per capire come realizzare un'irrigazione automatica efficacemente la pianificazione è essenziale. Potete utilizzare della carta millimetrata, per ottenere una rappresentazione più fedele e gestire in modo più semplice le misure. Appezzamenti di terreno non molto grandi, circa fino a cento metri quadri, possono essere irrigati con un impianto singolo. Per giardini o parchi più estesi potrebbe essere necessario suddividere il terreno in zone separate da alimentare autonomamente. Questo accorgimento è necessario per assicurare a tutti gli sprinkler una pressione dell’acqua sufficiente a funzionare al meglio. Una volta che avete stabilito una o più aree di irrigazione, dovrete definire quanti sprinkler installare e dove. Per fare questo sarà necessario avere già un’idea delle caratteristiche dei modelli di cui state valutando l’acquisto e, in base all’area che possono coprire, potrete effettuare le vostre valutazioni. Definite le collocazioni ottimali per tutti i terminali di irrigazione, sarà possibile disegnare il percorso delle tubazioni e capire di quanto materiale si avrà bisogno.

Messa in posa di un impianto di irrigazione e accessori opzionali

Una volta effettuata la pianificazione e acquistati i materiali necessari, vediamo ora come realizzare l'irrigazione automatica in pratica. Si deve effettuare uno scavo in grado di ospitare comodamente le tubazioni fino alla posizione designata per gli sprinkler. Nel caso in cui si sia deciso di dividere il giardino in più zone di irrigazione, è opportuno fare in modo che i due differenti impianti abbiano, nei limiti del possibile, delle zone di passaggio comuni dei tubi. Lo scopo è quello di ridurre lo scavo al minimo necessario, preservando il più possibile il giardino e semplificando il lavoro. Una volta posati i tubi e installati gli sprinkler, l’impianto è pronto per funzionare. Come accennato, in genere si installa una centralina per temporizzare e personalizzare l’irrigazione. I modelli più complessi permettono di utilizzare funzioni avanzate come i sensori pioggia, che bloccano l’impianto in caso di maltempo. Per chi volesse investire di più sono a disposizione strumenti come i rilevatori di umidità. Questi dispositivi attivano l’irrigazione solo quando l’umidità del terreno scende sotto un certo livello, ottimizzando il consumo d’acqua.

Domande frequenti

  • È possibile installare un impianto di irrigazione automatico nel mio giardino da soli?
    Sì, il fai da te è una scelta valida per risparmiare sui costi di installazione professionale, purché si abbia attenzione ai dettagli. È fondamentale iniziare studiando i kit disponibili in commercio per comprenderne pregi e limiti. Bisogna distinguere tra sprinkler fissi, che irrorano a ventaglio senza parti mobili, e quelli rotanti, che ruotano per coprire aree diverse. La chiave del successo risiede nella corretta selezione dei materiali, come tubi in polietilene e raccordi, e nel calcolo preciso della quantità necessaria. Con una buona pianificazione iniziale e l'uso degli strumenti giusti, un appassionato di bricolage può ottenere risultati professionali e duraturi.
  • Come devo dimensionare l'impianto in base alla grandezza del giardino?
    La dimensione del terreno determina la struttura dell'impianto. Per appezzamenti piccoli, fino a circa cento metri quadri, basta un singolo circuito di irrigazione. Tuttavia, per giardini più estesi o complessi, è indispensabile suddividere il terreno in zone separate, ognuna alimentata autonomamente. Questa suddivisione garantisce che ogni sprinkler riceva la pressione idrica adeguata per funzionare correttamente; senza di essa, gli spruzzatori lontani dalla fonte potrebbero non erogare acqua sufficientemente. Utilizzare carta millimetrata aiuta a visualizzare le zone e a calcolare con precisione il numero di terminali e la lunghezza dei tubi necessari per ciascun settore.
  • Quali sono i vantaggi di una centralina di controllo moderna?
    La centralina è il cuore dell'impianto, permettendo di automatizzare e ottimizzare l'irrigazione. I modelli base consentono di programmare orari e durata delle annaffiature, garantendo costanza anche durante le assenze. Le versioni più sofisticate offrono una vasta personalizzazione dei cicli, razionalizzando l'uso dell'acqua. Inoltre, molte centraline moderne integrano funzionalità avanzate come i sensori meteorologici. Questi dispositivi rilevano le precipitazioni e bloccano automaticamente l'irrigazione se sta piovendo, evitando sprechi inutili. L'automazione non solo risparmia tempo, ma contribuisce anche alla salute del prato fornendo la giusta quantità di acqua nel momento giusto.
  • Cosa sono i sensori di umidità e come migliorano l'efficienza?
    I sensori di umidità sono accessori opzionali di alto livello che ottimizzano ulteriormente il consumo idrico. A differenza dei semplici timer, questi dispositivi monitorano costantemente lo stato del terreno. L'impianto viene attivato esclusivamente quando il livello di umidità del suolo scende sotto una soglia preimpostata dall'utente. Questo meccanismo evita di irrigare quando il terreno è ancora saturo d'acqua, prevenendo il rischio di marciumi radicali e riducendo significativamente gli sprechi. Sebbene richiedano un investimento economico maggiore rispetto alle sole centraline, rappresentano la soluzione più intelligente per chi desidera mantenere un giardino sano minimizzando l'utilizzo della risorsa idrica.