Componenti principali del terreno

Quando si decide di coltivare delle piante in giardino, prima di posizionarle è importante conoscere le caratteristiche del terriccio presente, e se necessario aggiungere le sostanze nutritive e/o modificarne la composizione. Lo strato di suolo che interessa ai fini della coltivazione arriva ad una profondità di 1-1,5 m. La parte sottostante ha scarsa se non nulla importanza. Le componenti che costituiscono il terreno sono le seguenti: sostanze minerali, sostanza organica, organismi terricoli, acqua e aria. La loro interdipendenza determinerà la qualità del terreno. Le sostanze minerali rappresentano circa il 95% della parte solida e derivano dalla disgregazione delle rocce. La sostanza organica ha origine dai residui animali e vegetali e costituisce il 2-5%. Nonostante questa piccola quantità, la sostanza organica è di fondamentale importanza, da essa per decomposizione si ottiene l'humus, il principale responsabile della fertilità del suolo. Gli organismi terricoli comprendono insetti, acari, funghi, batteri, nematodi e lombrichi. La presenza di aria nel terreno determina la nutrizione e l'ossigenazione delle radici. L'acqua è il solvente dei sali minerali e si trova tra le particelle solide.

Caratteristiche del terriccio da giardino

Per capire che tipo di terreno è quello del nostro giardino dovremo valutare le sue caratteristiche chimiche e fisiche. Queste ultime comprendono la tessitura, la porosità e la struttura. Per tessitura si intende il rapporto tra le diverse dimensioni delle particelle solide. La predominanza di una specifica classe di particelle definirà il tipo di terreno, che potrà essere dunque di tipo argilloso, limoso o sabbioso. I primi sono più pesanti e difficili da coltivare, quelli sabbiosi invece sono più leggeri e garantiscono un buon drenaggio. Il terriccio ideale dovrà contenere il 50-80% di sabbia, 10-15% di limo e 5-10% di argilla. La scelta del terriccio più adatto sarà di fondamentale importanza per la crescita e salute delle piante. La porosità, è importante per lo sviluppo delle radici. La struttura, determinata dall'aggregazione delle particelle solide, influirà sulla fertilità. Tra le caratteristiche chimiche vanno valutati il pH, la capacità di scambio e la salinità. Dal pH deriva la concentrazione dei sali minerali. La capacità di scambio definisce la capacità del terreno di trattenere le sostanze nutritive. La salinità indica la quantità di sali minerali presenti.

Miglioramento e lavorazioni del terreno

Il miglioramento di un terreno di tipo sabbioso va eseguito in quanto troppo arido e povero di sostanze nutritive. Aggiungendovi della sostanza organica si migliora la struttura e la fertilità. Il fertilizzante più adatto è il concime di capra e pecora, anche quello di stalla può andar bene ma è importante conoscere il tipo di mangime fornito all'animale. E' molto utile anche la torba bionda disidratata che va somministrata previa diluizione. La concimazione va fatta in autunno quando le prime piogge favoriscono l'attivazione dei microrganismi. Il miglioramento di un terreno acido (pH< 7) va fatto sempre tranne quando si devono coltivare specie acidofile. In questo caso infatti va lasciato inalterato. Per correggere il terreno è necessario conoscerne il pH e aggiungere calce o calcare. Per valutare in quali proporzioni vadano aggiunti, si deve conoscere il giusto valore di pH e per farlo ci si può rivolgere ai laboratori specialistici che analizzeranno il tipo di terreno dopo avervi indicato come eseguire la raccolta di un campione. La correzione andrà fatta ogni 2-3 anni e per verificare l'efficacia del trattamento si andrà per tentativi verificando il pH la primavera successiva.

Domande frequenti

  • Qual è la composizione ideale del terriccio per un orto o un giardino?
    Il terriccio ottimale per la maggior parte delle colture dovrebbe avere una composizione bilanciata per garantire sia il drenaggio che la ritenzione idrica. Nello specifico, si consiglia una miscela contenente dal 50% al 80% di sabbia, dal 10% al 15% di limo e dal 5% al 10% di argilla. Questa proporzione assicura una buona struttura fisica, permettendo alle radici di respirare e svilupparsi senza ristagni d’acqua. Un terreno troppo argilloso risulta pesante e difficile da lavorare, mentre uno eccessivamente sabbioso tende ad asciugarsi rapidamente e a perdere nutrienti.
  • Come si migliora un terreno sabbioso povero di nutrienti?
    I terreni sabbiosi sono generalmente aridi e poveri di sostanze nutritive perché l'acqua e i sali minerali scivolano via velocemente. Per migliorarli è essenziale aggiungere sostanza organica, che arricchisce il suolo di humus e ne migliora la struttura e la fertilità. Si possono utilizzare concimi come letame di capra o pecora, oppure letame di stalla (verificando sempre la dieta degli animali). Un'altra valida opzione è l'uso di torba bionda disidratata, da somministrare previa diluizione. È consigliabile effettuare queste concimazioni in autunno, così che le prime piogge aiutino ad attivare i microrganismi del suolo prima della primavera.
  • Come si corregge un terreno troppo acido?
    La correzione del pH è necessaria solo se il terreno presenta un'acidità elevata (pH inferiore a 7), a meno che non si intendano coltivare specie acidofile come rododendri o azalee, che richiedono invece un ambiente acido. Per innalzare il pH è necessario aggiungere calce o calcare. Prima di procedere, è fondamentale analizzare il campione di terreno presso un laboratorio specializzato per determinare le dosi esatte necessarie. L'intervento va effettuato ogni 2-3 anni; per verificarne l'efficacia, si consiglia di ripetere l'analisi del pH nella primavera successiva alla lavorazione.
  • Quali sono le funzioni fondamentali della sostanza organica nel terreno?
    Anche se rappresenta solo il 2-5% della parte solida del suolo, la sostanza organica è cruciale per la vita del giardino. Deriva dalla decomposizione di residui animali e vegetali e dà origine all'humus, che è il principale responsabile della fertilità del terreno. L'humus migliora la struttura del suolo, aumentandone la capacità di trattenere acqua e nutrienti. Inoltre, ospita e nutre gli organismi terricoli (come lombrichi, batteri e funghi) che rendono disponibili le sostanze nutritive per le piante. Senza una corretta gestione della materia organica, il terreno perde vitalità e produttività nel tempo.