Agriturismo in Toscana

Consigli pratici

Come aprire un agriturismo

Come aprire un agriturismo? E perché? Per imprenditori agricoli con una vocazione per l'ospitalità, oppure per operatori turistici con il pollice verde, l'agriturismo unisce agricoltura e turismo, permettendo di integrare due attività da svolgere in proprio, diventando capo di sè stessi.

di Redazione

20 febbraio 2015

Come aprire un agriturismo: normativa

La normativa di riferimento per capire, innanzitutto, di cosa si parla quando si parla di agriturismo, è la legge quadro n.96 del 20 febbraio 2006. Qui l'agriturismo viene definito come "attività di ricezione e ospitalità esercitata dagli imprenditori agricoli". Si entra poi più nel dettaglio per definire le attività che un agriturismo può o non può svolgere: assumere dipendenti, sì (a differenza, per esempio, del b&B); somministrare prodotti propri, sì (anche qui a differenza del b&b). La legge stabilisce inoltre i periodi di apertura, le tempistiche di comunicazione delle tariffe, la possibilità di dare ospitalità in alloggi o in spazi aperti destinati alla sosta di campeggiatori, i requisiti igienico-sanitari, la disciplina fiscale e via dicendo. Per quanto riguarda il numero di stanze e di posti letto, nonché l'autorizzazione a esercitare questa attività, bisogna consultare la Regione.

Iter amministrativo per aprire un agriturismo

L'iter amministrativo per aprire un agriturismo non è lo stesso in tutta Italia. Dal momento che il turismo è materia strettamente di competenza delle Regioni, aprire un agriturismo in Lombardia o in Umbria non è la stessa cosa. Innanzitutto è necessario aprire una partita IVA e un conto fiscale presso l'Agenzia delle Entrate. L'autorizzazione va poi richiesta al Comune secondo procedure stabilite dalla Regione. Una volta iscritti al Registro delle Imprese della Camera di Commercio e al Registro regionare degli operatori agrituristici, basta l'autorizzazione del Sindaco. Seguiranno l'iscrizione a i.n.p.s. e i.n.a.i.l. e le autorizzazioni varie: quella dei vigili del fuoco, l'ispezione sanitaria e l'autorizzazione a esporre l'insegna. Sarà infine possibile iscriversi alle associazioni di categoria e aprire l'attività.

Redigere il business plan

Se finora abbiamo visto come aprire un agriturismo da punto di vista burocratico, è tuttavia fondamentale avere un business plan. Ben prima di presentare la domanda per la partita IVA, bisogna avere una previsione di spesa e di ricavo quanto più accurata possibile. Tale previsione si effettua con il business plan, ossia un'analisi dettagliata delle uscite e elle entrate previste. Scrivere un business plan non è semplice, qualcuno si affida addirittura a un commercialista.A grandi linee, ciò che bisogna fare per aprire un business plan è capire:- la formula imprenditoriale: che cosa si intende vendere (sistema di prodotto), a chi si vuole offrire il prodotto o servizio (mercato obiettivo), come si intende produrre e commercializzare il prodotto o servizio (struttura aziendale), la politica di comunicazione che collega il sistema prodotto al mercato obiettivo, il sistema competitivo nel quale ci si intende inserire;- le proiezioni economico-finanziarie che illustrino le conseguenze della formula imprenditoriale in termini di costi, ricavi, profitti, fabbisogno finanziario.

Come promuovere un agriturismo

Una volta aperto, un agriturismo deve però attrarre clienti, altrimenti sarà semplicemente una bella cascina con tante stanze vuote.Ma come promuovere un agriturismo?Innanzitutto bisogna ricordarsi che la migliore pubblicità ce la fanno i nostri clienti: un cliente soddisfatto è un cliente che torna e sparge la voce. Questa è la cosiddetta quinda P del marketing: people, o passaparola.Le altre quattro sono le tradizionali Product (prodotto), Price (prezzo), Place (distribuzione), e Promotion (comunicazione).Anche se si tende a credere che solo le ultime due siano marketing e promozione, in realtà già la scelta del prodotto e del prezzo dicono moltissimo di un'impresa: questo agriturismo offre carni locali, piatti vegani, o entrambe le cose? Punta sul low cost o vuole catturare una clientela d'élite?Se si ha chiaro chi è, sarà più semplice capire dove ci si vuole promuovere e come.Attenzione: oggigiorno è indispensabile muoversi anche in rete. Promuoversi offline non è più sufficiente.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra agriturismo e B&B riguardo ai dipendenti e al cibo?
    La normativa italiana distingue chiaramente le due attività. A differenza del Bed & Breakfast, l’allevatore agricolo può assumere personale dipendente per gestire l’attività ricettiva. Inoltre, mentre il B&B offre solitamente solo la colazione, l’agriturismo ha il diritto di somministrare pasti preparati con prodotti propri dell’azienda agricola. Questo permette di integrare l’ospitalità con la vendita diretta di beni di produzione aziendale, mantenendo il legame diretto con il territorio e la filiera corta.
  • È necessario avere un’azienda agricola attiva per aprire un agriturismo?
    Sì, è un requisito fondamentale. La legge definisce l’agriturismo come un’attività di ricezione esercitata esclusivamente dagli imprenditori agricoli. Non basta possedere un terreno; è necessario essere iscritti alla Camera di Commercio nella sezione agricola e dimostrare l’esistenza di un’attività produttiva primaria (coltivazione, allevamento, silvicoltura). L’obiettivo è valorizzare il patrimonio rurale, quindi l’ospitalità deve essere accessorio rispetto alla produzione agricola principale.
  • Come varia l’iter burocratico per l’apertura tra diverse regioni italiane?
    Poiché il turismo è materia di competenza regionale, ogni Regione ha proprie leggi e procedure specifiche. Sebbene il percorso base preveda l’apertura della Partita IVA, l’iscrizione al Registro delle Imprese e la comunicazione al Comune, i requisiti tecnici, i limiti di espansione e le modalità di autorizzazione variano notevolmente. È essenziale consultare il portale della propria Regione o un professionista locale per conoscere le norme specifiche, come i limiti sui posti letto o gli obblighi strutturali richiesti dal Sindaco.
  • Quali autorizzazioni tecniche sono necessarie dopo l’apertura commerciale?
    Oltre alle pratiche fiscali e commerciali, occorrono diverse autorizzazioni di sicurezza e igiene. Tra quelle principali vi sono il Certificato di Prevenzione Incendi rilasciato dai Vigili del Fuoco, l’autorizzazione sanitaria per la gestione degli alimenti e degli alloggi, e l’iscrizione all’INPS e INAIL per i dipendenti. Inoltre, bisognerà ottenere il nulla osta per esporre l’insegna pubblica e rispettare i requisiti igienico-sanitari degli ambienti, verificati dalle ASL competenti.
  • Quanto è importante il business plan prima di avviare l’attività?
    Il business plan è cruciale per valutare la fattibilità economica prima di investire. Deve contenere una previsione accurata di costi (manutenzione, personale, utenze) e ricavi attesi, analizzando il mercato target e la concorrenza. Senza una chiara proiezione finanziaria, si rischia di sottostimare le spese operative o di scegliere una posizione non redditizia. Spesso è utile affidarsi a un commercialista o a un consulente agrario per strutturare correttamente il piano economico-finanziario.